Cartelloni: entro due mesi la giunta dovrà approvare i piani di localizzazione 

Sessanta giorni per le contro deduzioni dei municipi e l'approvazione definitiva. Il piano regolatore della cartellonistica pubblicitaria è un'eredità dell'ex sindaco Marino. De Vito: "Una grande rivoluzione per il decoro"

Cartelloni pubblicitari, immagine d'archivio

Ok in Aula alla delibera 27/2016 che fissa i termini per la definizione dei Pialmip, i Piani di localizzazione dei mezzi degli impianti pubblicitari, in accordo con i municipi, previsti dal Prip, il Piano regolatore degli impianti pubblicitari votato nel 2014. Sessanta giorni sono il periodo fissato per recepire tutte le contro deduzioni dei municipi e arrivare poi al voto in Giunta. In due mesi i piani andranno approvati. Si tratta in sostanza dell'iter già avviato dall'ex sindaco Marino per abbattere la superficie occupata dalla cartellonistica pubblicitaria con una regolamentazione del settore. 

Dopo mesi di pressing delle associazioni per il decoro urbano (da Carteinregola a Basta Cartelloni) il Movimento Cinque Stelle ha dato un segnalo almeno fissando le tempistiche della procedura: "Il decoro urbano è uno dei punti su cui stiamo lavorando con impegno per rendere Roma una città più accogliente, più bella e più sicura - dichiarato il presidente dell'Aula, Marcello de Vito - intervenire sui cartelloni pubblicitari e regolamentarne il posizionamento è un'operazione di pulizia concreta che va proprio in questa direzione".

Una vera rivoluzione, ricorda ancora, "perché passeremo da 138mila a 62mila mq di impianti che invadono in maniera selvaggia la città ed entro il 15 novembre gli uffici potranno esaminare di tutte le osservazioni e le migliorie pervenute dalle associazioni per concludere il processo".

Critico il gruppo di Fratelli d'Italia. "Più di un anno per una delibera che di fatto chiede solamente alla giunta di predisporre un piano di localizzazione. Quasi ignorato lo studio fornito dall'università La Sapienza di Roma, nonostante i molti spunti positivi" commenta il consigliere Maurizio Politi. "Le esigenze di tenere insieme il decoro e la sostenibilità economica degli operatori rimangono inascoltate". 
 

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