Cartelloni, che fine ha fatto la riforma? "Raggi mantenga le promesse"

La denuncia di una dozzina di associazioni tra cui Carteinregola e Cittadinanzattiva Lazio. La riforma Marino per la regolamentazione degli impianti pubblicitari è ferma ai piani di localizzazione

"Che fine ha fatto la riforma dei cartelloni pubblicitari a Roma?". L'iter della riforma Marino è fermo. Nessun passo avanti dall'insediamento dei 5 Stelle. E le associazioni che si battono da anni per il decoro della Capitale, anche in tema di pubblicità all'aperto, bussano alla porta della sindaca. Del resto, quando sedeva tra gli scranni dell'opposizione insieme ai consiglieri Stefàno, De Vito, Frongia, votò a favore. 

"Sebbene oggi siano ai vertici dell’amministrazione capitolina, non hanno più compiuto i passi necessari al completamento della riforma, rischiando di farla impantanare definitivamente" denunciano una dozzina di associazioni tra cui Carteinregola, Bastacartelloni-Francesco Fiori, Cittadinanzattiva Lazio, Italia Nostra Roma, Cartellopoli. Cosa prevedeva la riforma fortemente voluta dall'ex assessore al Commercio, Marta Leonori, e dove si è bloccato l'iter per l'approvazione?

LA RIFORMA DEI CARTELLONI - Obiettivo: regolamentare il mare magnum della cartellonistica pubblicitaria, garantendo decoro, sicurezza e tramutando le concessioni di spazi, da assegnare tramite bando, in servizi resi al territorio, quali bike sharing, toilette pubbliche ed altro. Nel 2014 fu approvato il Prip (Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari) e fu avviato il percorso dei piani di localizzazione (posizioni esatte dove possono essere installati gli impianti). 

Entrambe le fase propedeutiche all'aggiudicazione decennale tramite bando. Sul piani municipali però il procedimento si è arenato al termine del mandato del commissario Tronca. Su ognuno dei 15 Piani di Localizzazione si sono già tenuti altrettanti incontri pubblici per raccogliere osservazioni, proposte ed istanze da parte di cittadini, comitati e associazioni (ivi comprese quelle di categoria delle ditte npubblicitarie e le corrispondenti società da loro rappresentate). Per completare il percorso l’attuale giunta deve acquisire i pareri espressi dai Consigli di ognuno dei 15 Municipi e rispondere sia ad essi che all’ampia documentazione trasmessa al termine degli incontri pubblici. 

"Dal 22 giugno 2016, data di insediamento della Sindaca Virginia Raggi e nomina ad Assessore alle Attività Produttive di Adriano Meloni, non è stato fatto nessun passo in avanti" attaccano le associazioni. "Sebbene il completamento del procedimento spetti alla sola giunta Capitolina, la commissione commercio presieduta da Andrea Coia (M5S), ha dedicato alla questione diverse sedute alle quali hanno partecipato esponenti delle principali associazioni di categoria delle imprese pubblicitarie che, evidentemente, nutrono speranza di proseguire nello status quo, evitando i bandi di gara che sono previsti dalle normative attuali e confermati dalla principale giurisprudenza".

Detto ciò, "le associazioni firmatarie del presente comunicato stampa si augurano che la Sindaca Raggi voglia garantire tempi certi per l’entrata in vigore e il completamento della riforma, dimostrando così che la città dei e per i cittadini non è la solita promessa elettorale".

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