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Domenica, 28 Novembre 2021
Politica

Caos carte d'identità, uffici congestionati: "Prenotazioni doppie e pochi sportelli" 

Attese interminabili per i cittadini che necessitano di rinnovare il documento d'identità. Da un mese a tre mesi per il primo appuntamento

"La seconda decade di marzo al municipio Tiburtino il primo appuntamento era il 28 maggio. Mi invitarono a fare la carta d'identità nella mia città, Bologna, o a lamentarmi direttamente con Roma Capitale". E' solo una delle segnalazioni giunte alla redazione dopo la pubblicazione del nostro articolo di denuncia sui tempi eterni dei servizi anagrafici (QUI IL LINK). L'odissea delle carte d'identità nei municipi, con attese che vanno da un mese per i più fortunati a un temporaneo "nessuna disponibilità" alle Torri o a Centocelle. Cosa non funziona?

Il sistema di prenotazione on line Tupassi, attivato nel 2015 in tutti i parlamentini con la promessa di sveltire le pratiche e rendere la vita più facile ai cittadini, è ingolfato. La ragione degli intoppi non è chiara. Un mix di fattori stanno determinando il caos. C'è chi prenota più volte e poi non si presenta. "Il numero di sportelli attivi è inferiore a quello precedente, quando c'era solo il numeretto e i residenti si dovevano presentare direttamente agli uffici" ci spiegano dal V municipio, tra quelli più critici. Qui le disponibilità on line sono terminate. L'unico modo di aggirare la fila? "Dire che non si ha più la patente, che si è senza documenti". 

"Vada di persona a vedere, le basta un'oretta agli sportelli per vedere scene assurde - racconta Marco, residente al Pigneto - i numeri scorrono in automatico, il che significa che se anche la persona non si presenta l'operatore aspetta dieci minuti che il sistema passi al numero successivo". La catena rallenta fino a incepparsi. Con l'avvicinarsi poi della bella stagione, i romani si ricordano che per partire ci vogliono documenti validi. Da qui la corsa in massa agli sportelli municipali.  

Ed è proprio nei municipi che i politici fanno presente da tempo il problema. "Gli uffici anagrafici sono al collasso: utenti in attesa per ore e impiegati, sempre di meno, ingolfati di lavoro. È il risultato del sistema di prenotazione "Tu passi" che permette di prenotare un appuntamento presso il proprio ufficio di residenza per espletare pratiche anagrafiche" commenta Enrico Cavallari, capogruppo di Noi con Salvini nel XIII parlamentino. L'attesa poi non sembra interessare solo i documenti d'identità. "Nel VII municipio i primi appuntamenti per il cambio di residenza sono di inizio 2018". 

Dai sindacati commenta Stefano Giannini, coordinatore Diccap di Roma. "Le applicazioni di un contratto fortemente voluto dalla precedente amministrazione e pubblicizzato come il migliore possibile continua invece a dimostrare come i sindacati ed i lavoratori che lo rifiutarono ebbero una lungimiranza che fu invece fu tacciata come resistenza al cambiamento. Ci fecero piovere di tutto addosso anche mediaticamente e purtroppo oggi siamo costretti a ricordare che avevamo ragione noi".

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