Carlo Calenda: "Io sindaco di Roma? Me la sentirei ma ora sto su progetto nazionale"

L'europarlamentare ex Pd ora fondatore di Siamo europei non si sfila dalla partita e annuncia una battaglia cittadina contro Raggi

Carlo Calenda (foto Ansa)

Non dice no. Alla domanda se correrebbe per la poltrona di sindaco di Roma risponde: "Me la sentirei. Sarebbe anche una sfida interessante". Poi attacca Raggi e si dice pronto a una battaglia cittadina per spingere la popolazione "a sfiduciarla". Certo, in questo momento, precisa, sta facendo "una cosa a livello nazionale molto importante". Ma mai dire mai. Carlo Calenda, europarlamentare, ex ministro dello Sviluppo economico dei governi Renzi e Gentiloni e fondatore del partito neonato "Siamo Europei", non si sfila dalla questione romana. Il suo nome circola negli ambienti di centro sinistra tra i papabili candidati sindaco per le amministrative del 2021. Come trapela dai ben informati, nonostante la recente frattura con i dem, a spingerlo sarebbe soprattutto il presidente del Partito democratico Paolo Gentiloni. 

Le critiche al governo Cinque Stelle, tanto per cominciare, sono impietose. A Roma, dice intervistato dall'agenzia di stampa Dire, "mi aspetto un disastro al giorno, del tipo dell'ultimo sulla metropolitana di Baldo degli Ubaldi, chiusa per tre mesi per manutenzione delle scale mobili... Ho scoperto che riparare scale mobili a Roma è più omplicato che mandare l'uomo sulla luna" ironizza Carlo Calenda.

Roma "è fuori controllo nei suoi due assi fondamentali che sono il decoro urbano e i trasporti. Non si merita quello che sta succedendo. La Raggi - aggiunge l'europarlamentare - deve essere fatta dimettere dai partiti politici e la città va commissariata per due anni. Va commissariata mettendo a gestire un manager capace, una giunta tecnica con poteri straordinari e fondi straordinari. Non possiamo avere una situazione devastante che non si è avuta neanche nelle lotte tardo imperiali". Ma il Pd sembra non incalzare la sindaca. E nella frattura aperta dal segretario del Pd Nicola Zingaretti quando ha detto, La scorsa settimana, che "Raggi non si deve dimettere", si è inserito anche Carlo Calenda oltre all'ex compagno di partito Matteo Renzi, oggi a capo di Italia Viva. 

"Il Pd appoggia la Raggi. Ha smesso di dire qualunque cosa ed è un'altra di quelle giravolte francamente indecorosa". Questo può voler dire "o che Zingaretti non passa mai per Roma o che è disposto a fare qualunque compromesso per mandare avanti il governo con i Cinque Stelle". Poi la dichiarazione di guerra: "Io invece la combatterò e nelle prossime settimane oltre al lavoro a livello nazionale farò un lavoro a Roma per cercare di mobilitare al popolazione a sfiduciare la Raggi in un un modo così potente che i partiti non potranno girarsi dall'altra parte". 

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