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Martedì, 18 Giugno 2024
Politica

Maestre titolari in sofferenza e tagli alle supplenze: perché la scuola agita il Campidoglio

Il 12 settembre sit-in di protesta delle precarie, ma i problemi investono anche chi ha un contratto. I sindacati: "O si cambia passo o agiremo di conseguenza. Situazione incandescente"

Un sit-in in piazza del Campidoglio nel pomeriggio del 12 settembre, un incontro che sa di scontro il 14 mattina tra i sindacati e l'assessorato. Metà settembre di fuoco per i rapporti tra comparto scuola e giunta capitolina. I motivi? Le accuse da parte sia dei dipendenti di nidi e scuole d'infanzia comunali, sia delle educatrici e maestre precarie a caccia di stabilizzazione, sono varie. 

La protesta delle precarie dei nidi capitolini

Il Coordinamento contro la precarietà, che ha dato appuntamento a educatrici e insegnanti in piazza del Campidoglio questo pomeriggio, 12 settembre, si scaglia contro le riduzioni di organico, le richieste di elasticità alle dipendenti e la mancata revisione della graduatoria per le assunzioni. "Il dipartimento ha sforato il tetto di spesa per i contratti a tempo determinato - spiega una delle rappresentanti - e per forza di cosa l'assessorato ha chiesto di operare in economia. Nonostante i bambini abbiano diritto al rispetto del rapporto 1 a 7 con le educatrici, ci sono strutture con 57 bambini coperti da 10 unità di personale, quando dovrebbero essere almeno 11 se non 12. Ci sono supplenti che dopo due anni consecutivi sono state mandate via, abbandonando forzatamente percorsi fatti non solo con i bambini ma anche con le loro famiglie". 

Mancano 1.400 unità nelle strutture di Roma

La mancanza di organico, che per il sindacato Uil Scuola Funzione Pubblica è quantificabile in 1.400 unità rispetto all'anno educativo 2022/2023 ("circa 2 a struttura in media" specifica il segretario Mirko Anconitani", si ripercuote sul lavoro delle assunte a tempo indeterminato, le educatrici e maestre di ruolo: "Per chi è di ruolo - spiegano ancora dal Coordinamento - significa dare disponibilità alla traslazione con 48 ore di anticipo. La traslazione è l'anticipo o il posticipo dell'orario, non è neanche straordinario pagato. Quindi se io un giorno attaccherei alle 11, in caso di assenza di una collega per malattia o perché beneficia della legge 104, devo essere disponibile ad attaccare alle 7. Non c'è sostituzione, ma appunto traslazione". In alcuni casi "viene fatta la conta dei bambini dopo pranzo, se manca un'educatrice allora il Comune fa spostare i bambini da una classe all'altra, ma sei tu a doverli scegliere: e che criterio usiamo?". Insomma, il quadro dipinto è quello di giornate stressanti, confusione, instabilità. "Ci chiedono reperibilità e non la pagano - aggiunge la rappresentante del Coordinamento - non ci danno i buoni pasto, non abbiamo straordinari pagati e ci cambiano i turni in base alle loro volontà". Infine, il capitolo infinito della graduatoria 2018: " Per 4 volte hanno controllato i punteggi - conclude l'insegnante - per 4 volte continuano ad esserci errori. Certificati montessoriani spacciati per master. Com'è possibile che nessuno se ne accorga? Cosa è stato fatto ognuna delle 4 volte in cui hanno verificato la graduatoria?". 

Caos supplenze e ricorsi: il nuovo anno scolastico rischia di iniziare col "botto"

"I soldi per le supplenze sono finiti, il Comune sapeva"

Il 14 settembre mattina, nella Sala del Carroccio, l'assessora alla scuola formazione e lavoro Claudia Pratelli insieme a quello al personale Andrea Catarci e al capo di gabinetto Alberto Stancanelli accoglieranno Cgil, Cisl e Uil, su richiesta urgente delle sigle che tutelano i lavoratori comunali del comparto scuola. Un incontro che potrebbe fare da spartiacque: "O le cose cambiano o metteremo in campo tutte le azioni necessarie a tutela di educatrici, insegnanti e soprattutto bambini - fa sapere Mirko Anconitani di Uil Fpl Roma Capitale - perché la situazione è diventata ingestibile ed esplosiva. Ci sono 1.400 contratti annuali in meno rispetto allo scorso anno educativo, una media di oltre due educatrici in meno per ogni plesso. I contratti annuali dovevano partire il 1° settembre, hanno prima rimandato al 15 e adesso addirittura al 18 se non al 28, per guadagnare tempo e risparmiare. Questo perché il tetto di spesa per le supplenze è finito, si va a risparmio, ma il Comune sapeva: il 7 aprile il dipartimento risorse umane li aveva avvertiti e adesso non ci sono margini almeno fino al 31 dicembre". Ma allora i due assessori chiamati in causa, Pratelli e Catarci, avevano smentito l'allarme: "Le sostituzioni dei nostri nidi e scuole d'infanzia sono e saranno garantite" aveva garantito Pratelli. 

L'ultimatum: "O si risolve o agiremo di conseguenza"

"La parte politica dovrebbe assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo di fronte alla cittadinanza - rincara invece oggi Antonitani - ma altri soldi da mettere non ne hanno. In tutto ciò il Campidoglio ha riconfermato l’orario lungo di 5/6 plessi per ogni municipio. Ma come si fa? I modelli organizzativi vengono stirati e si fa fatica a garantire la compresenza delle educatrici anche per una sola ora, impiegando più personale in queste scuole e quindi spendendo più soldi. C’era veramente bisogno? Non è gestibile con queste risorse economiche. Per me le responsabilità sono squisitamente politiche, perché i campanelli d’allarme c’erano, noi con Cgil e Cisl abbiamo chiesto precedenti incontri andati deserti. Come Uil per noi il 14 è uno spartiacque, o l’emergenza rientra o insieme alle altre sigle metteremo in campo tutte le azioni a tutela di educatrici insegnanti e soprattutto bambini”. 

L'assessora: "Siamo tornati all'assetto 2019"

L'assessora Claudia Pratelli, interpellata da RomaToday, ha risposto su alcuni punti. Partiamo da fondi a disposizione per i contratti a tempo determinato: "Quelli che ha a disposizione Roma Capitale - risponde - sono da considerare sufficienti per adottare questo modello organizzativo, che prende a riferimento gli assetti pre-Covid, con elementi migliorativi. Vale poi quanto detto sui limiti di spesa e la fine delle deroghe. Se non ci sono più deroghe dal Governo, il nuovo anno educativo deve tenerne conto. Indubbiamente esiste un tema serissimo che riguarda lo spazio di agibilità dei comuni riguardo alla dotazione di personale a tempo determinato e a tempo indeterminato stante i limiti assunzionali vigenti. Tema che si fa sentire in particolare per garantire servizi fondamentali come quelli educativi e su cui è del tutto necessario un intervento nazionali". E' muro contro muro sul tema delle sostituzioni e delle cosiddette traslazioni: "Le sostitute vengono mandate sempre - specifica Pratelli - nei nidi comunali quando non viene garantito il rapporto 1 a 7 e sempre nelle scuole d'infanzia, contratti part time su part time e full time su full time. Nella memoria di giunta da poco resa pubblica si è previsto che è possibile chiedere l’anticipo o il posticipo del turno per un massimo di 4 volte al mese e comunque con un preavviso di almeno 48 ore, sulla base di disponibilità date dal personale settimanalmente. Quindi è il personale che indica un giorno in cui è eventualmente disponibile e, solo se necessario, l'educatrice viene avvisata almeno 48 prima. Naturalmente a scanso di equivoci non si tratta di orario aggiuntivo ma di una disponibilità ad anticipare o posticipare il proprio di lavoro.  Quindi ci sono le sostituzioni, ma si è anche previsto questo strumento che può aiutare a limitare il ricorso a supplenze brevi o brevissime".  Pratelli aggiunge che "nelle scuole d'infanzia non è cambiato il modello di dotazione organica, mentre nei nidi - specifica - siamo tornati all'assetto del 2019".

"Aperti a correttivi se sarà necessario"

"Con l’obiettivo di garantire la migliore organizzazione possibile - garantisce l'assessora - abbiamo  previsto un monitoraggio costante sulla efficacia e sostenibilità di questo modello così da poter affrontare le criticità e valutare, congiuntamente al personale, eventuali correttivi o modifiche. Ovviamente confermiamo quindi la piena disponibilità al confronto e al dialogo con il personale per valutare tutti gli strumenti utili a qualificare il sistema educativo e il 14 settembre è già previsto un incontro con le organizzazioni sindacali in merito". 

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