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Politica Romanina / Via Bernardino Alimena

Il Comune vuole chiudere l'ex residence entro il 30 settembre. Inquilini infuriati

Alla Romanina sono 47 i nuclei coinvolti. Il dipartimento capitolino avrebbe deciso senza procedere ai colloqui preliminari come accaduto per Cerquetta e Casale Lumbroso

Il CAAT di via Bernardino Alimena alla Romanina dovrà chiudere il 30 settembre e tutte le famiglie in emergenza abitativa che vi alloggiano essere ricollocate altrove. E' quanto comunicato nei giorni scorsi dal dipartimento valorizzazione del patrimonio di Roma Capitale, con una lettera inviata al VII municipio il 12 settembre. Quattro giorni prima la comunicazione, priva di termini temporali, era stata affissa sul portone di ingresso dell'ex residence. Gli inquilini, però, raccontano di non aver mai sostenuto alcun colloquio con gli uffici capitolini per esporre necessità e criticità, come fatto invece per esempio con gli ex residence di Casal Lumbroso e Cerquetta.

Il Comune vuole chiudere l'ex residence alla Romanina

Facciamo un passo indietro. Il Comune si è fissato l'obiettivo, inserito in una direttiva di fine 2022 dell'assessore Tobia Zevi, di chiudere definitivamente tutti gli ex residence, conosciuti come CAAT (centri di assistenza alloggiativa temporanea), entro la fine del mandato nel 2026. Tra il 2022 e il 2023 sono stati riconsegnati alla proprietà e interrotti i contratti di via di Casal Lumbroso e via della Cerquetta, con un risparmio rispettivamente di 700.000 e addirittura quasi 2.700.000 euro l'anno. Nella tabella di marcia del Campidoglio, però, non sembrava proprio esserci quello della Romanina (690.000 euro l'anno) nell'immediato. Eppure l'8 settembre le 47 famiglie che ci vivono (4 sono occupanti abusive) hanno saputo che entro fine mese dovranno andarsene. 

La "dead line" per andarsene comunicata 15 giorni prima

L'iter fin qui è quello classico adottato dall'attuale amministrazione: iniziare ad avvertire le famiglie con un avviso scritto ben visibile a tutti. Sono i passi successivi, raccontati da chi vive a via Bernardino Alimena, che si discoterebbero molto dalla nuova politica dell'assessore Zevi. Una settimana dopo la comparsa dell'avviso, il 15 settembre, alcuni agenti della Polizia Locale si sarebbero presentati con alcune notifiche da consegnare a mano agli inquilini del CAAT: Notifiche del dipartimento che avvisa della chiusura entro il 30 settembre e indica la destinazione scelta per il trasferimento. "Quasi nessuno dei nuclei le ha volute accettare, solo visionare - spiega uno dei referenti del comitato di inquilini dell'ex residence - ma chi lo ha fatto ha verificato che gli alloggi di destinazione o sono già occupati o sono inagibili". 

"Nessun colloquio con gli uffici come per altri ex residence"

Insomma, dieci giorni fa il Comune avvisa della chiusura senza indicare una data. Quattro giorni dopo le famiglie la scoprono informalmente, avvisate dal VII municipio e tempo altri tre giorni arrivano le notifiche: il 30 settembre è il termine ultimo. "Ma quello che ci ha fatti infuriare - proseguono da dentro il residence - è che il dipartimento, in una comunicazione al municipio firmata dal direttore Massimo Ancillotti, afferma che si sono svolti i colloqui con tutte le famiglie. Non è vero, assolutamente". Se ci fossero stati, infatti, dagli uffici avrebbero scoperto che ci sono famiglie in attesa dell'aggiornamento della graduatoria Erp bando 2012, con decine di punti da acquisire per poter fare un balzo in avanti e avvicinarsi sempre di più alla consegna delle chiavi di un alloggio popolare: "Qui ci sono nuclei con persone malate, con figli disabili, anziani" conferma il referente. Gente con oltre 40 punti, giocoforza in "pole position" per una vera casa. 

Ecco dove dovrebbero finire le 47 famiglie coinvolte

Buona parte delle destinazioni scelte dal dipartimento per le famiglie ospiti del CAAT della Romanina non sarebbero quindi adeguate: "Innanzitutto dobbiamo tenere conto del periodo - prosegue il referente, che ha 47 anni e due figli di cui uno minore e con disabilità - cioè l'inizio dell'anno scolastico. Uno che vive a Romanina e porta i bambini qui in zona e viene mandato a via Montecarotto a San Basilio come fa? O a Borgo del Poggio sull'Ardeatina? E il medico di base, chi è in terapia, chi frequenta centri diurni?". Da Romanina a San Basilio sono 15 km che si percorrono anche in mezz'ora la mattina con la macchina, ma se si è costretti con i mezzi pubblici ci vogliono almeno due ore. Va meglio, in macchina, se la destinazione è via di Fioranello (10 minuti senza traffico), ma comunque un'ora e mezza di Atac se non si hanno le quattro ruote. Campo Farnia, altro storico e malmesso CAAT a Capannelle, è molto più agevole (4,5 km), ma le stanze assegnate sarebbero attualmente inagibili. 

"Molti alloggi sono inagibili o ancora occupati"

A marzo 2023, infatti, nell'ex residence di via di Campo Farnia 100 è scoppiato un rogo al sesto piano. In quell'occasione i residenti dovettero salvare una bambina di 12 anni rimasta bloccata nell'appartamento in cui viveva. "Il punto è che dopo quell'incendio - fa sapere Nicola, uno degli operatori che lavorano in quella realtà - il settimo piano è rimasto inagibile. Ci sono dei lavori in corso, anche per infiltrazioni che hanno riempito tutto di muffa, ma non credo che i lavori si concluderanno in tempo utile per accogliere le nuove famiglie". C'è chi si è fatto coraggio, ha preso la lettera di destinazione ed è andato a vedere dove si dovrà trasferire: "Non l'avessero mai fatto - prosegue un inquilino di via Alimena - perchè hanno scoperto che l'alloggio assegnato è già occupato, per precedenti assegnazioni". 

Coinvolto il municipio, fissato un incontro con Zevi

Insomma, un caos. Tra alloggi già pieni o inagibili e strutture non adatte alle persone che non deambulano per la presenza di barriere architettoniche, ad oggi non sembrerebbe esserci una soluzione valida per chi - secondo il dipartimento valorizzazione del patrimonio - dovrebbe "sloggiare" dalla Romanina per permetterne la chiusura e lo stralcio dalla lista dei CAAT che fanno spendere circa 22.000.000 di euro al Comune ogni anno. Per questo una delegazione di famiglie della Romanina ha incontrato il presidente della commissione casa Yuri Trombetti (Pd), nel tardo pomeriggio di domenica 17 settembre dopo aver precedentemente coinvolto - nell'immediatezza della comparsa dell'avviso, l'8 settembre - anche l'assessora alle politiche sociali del VII municipio Adriana Rosasco e i capigruppo di Sinistra Civica Ecologista in Campidoglio e municipio, Alessandro Luparelli ed Emanuela Ammerata. Tutti quanti parteciperanno ad un tavolo di confronto in dipartimento, lunedì 18 settembre, convocato dal capostaff dell'assessore Zevi, Carlo Mazzei. 

"Sospendere il trasferimento fino a giugno"

"La parte politica - riferisce l'inquilino dell'ex residence, in cui vive dal 2009 - si è presa l'impegno di ottenere che vengano fatti i doverosi colloqui individuali con tutte le 47 famiglie abitanti, oltre all'aggiornamento dei punteggi Erp e la verifica puntuale degli alloggi scelti per il trasferimento, che ad oggi consideriamo inaccettabili. Io vengo dai capannoni di Grotte Celoni, dove venni trasferito dall'occupazione sgomberata di viale Regina Elena. Aspetto una casa popolare da quindici anni, è quello che chiedo come molti altri qua dentro". Ma l'obiettivo principale degli abitanti di via Bernardino Alimena è ancor prima questo: "Bisogna ottenere una sospensiva dei trasferimenti fino al prossimo giugno - conclude - per permettere ai minori che frequentano la scuola di proseguire senza trambusti l'anno". 

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