Venerdì, 12 Luglio 2024
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I canili di Roma sono senza veterinario

Dal primo aprile la società che gestiva il servizio veterinario nei canili non c’è più

Il Campidoglio non ha ancora pubblicato un bando per garantire l' assistenza veterinaria da destinare ai canili comunali.  Dal primo aprile la società che aveva gestito per oltre un anno il servizio, ha riconsegnato le chiavi.

La promessa del Campidoglio

Ad inizio mese l’assessora capitolina all’ambiente, Sabrina Alfonsi,  aveva annunciato che era “pronto il nuovo affidamento del servizio veterinario” e  che sarebbe stato “formalizzato entro pochi giorni”. Ad oggi però non è ancora stato pubblicato. Vero è che, “nelle more del perfezionamento dell’atto” aveva aggiunto l’assessora, “è stato attivato un accordo ponte con un canile in convenzione che ha messo a disposizione il proprio ambulatorio per ogni necessità ed emergenza”. Ma si tratta di una soluzione tampone che presenta dei limiti.

La soluzione tampone

L’ambulatorio del canile privato, quindi neppure una clinica, si trova a 36 chilometri di distanza dal canile Marconi e 40 da quello della Muratella ed offre un servizio che termina alle ore 17” ha fatto notare Simonetta Novi, capogruppo in municipio VIII della Lista Calenda. “Nei due canili romani ci sono 500 cani ed i problemi di salute dei suoi ospiti sono all’ordine del giorno. Ma se gli operatori segnalano la presenza di esemplari che debilitati o inappetenti, per fare un esempio, quale veterinario se ne deve prendere cura? Ancor più banalmente – ha sottolineato Novi – quando gli animali che sono in terapia finiscono le loro medicine, chi le deve andare a comprare?”

L'assegnazione scaduta

L’assenza di una società con il compito di gestire l’assistenza veterinaria è reale. Fino al 31 dicembre il servizio è stato garantito dall’Abivet , che aveva vinto il bando del 2020. Ma è scaduta anche la proroga di quel bando e, di conseguenza, ha consegnato le chiavi. Il Campidoglio ora deve accelerare per “il nuovo affidamento” annunciato da Alfonsi.

I cani che necessitano di cure

Nel frattempo però vanno gestite varie criticità. Ad esempio quella di “palla di neve”, un cane che, ha  spiegato Flavia De Gregorio della lista Calenda “è stato ricoverato per appena due giorni per un probabile ictus”. Ma venuto meno il servizio di assistenza veterinaria “è rientrato frettolosamente a Muratella causa della decisione del dipartimento ambiente di lasciare dal primo  aprile le strutture comunali prive di copertura sanitaria, gira su se stesso senza adeguata terapia”. La copertura sanitaria in realtà c’è, come ha spiegato l’assessora Alfonsi. Solo che non è limitata all’ambulatorio di un canile privato di periferia. Troppo poco, secondo le due elette nella lista Calenda, per soddisfare le esigenze delle centinaia di esemplari presenti nei due canili rifugio di Roma.


 

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