Canili, animalisti infuriati: "Bando vinto da un'impresa che gestisce animali da laboratorio" 

La denuncia di LAV, ENPA e Animalisti Italiani: "Il sindaco ritiri subito il bando". I volontari di Avcpp: "Non dovevano aprire le buste, c'è un ricorso al Tar, le cifre del bando sono ridicole"

I canili romani a un'impresa barese che già in Puglia gestisce un mega canile di 1200 esemplari, oltre a stabulari per animali da laboratorio all'università di Bari. Ancora la gara non è stata aggiudicata, ma il vincitore c'è, e se le associazioni animaliste erano già in guerra contro un bando a loro dire "illegittimo", il profilo della ditta inasprisce le posizioni. 

La gestione temporanea dei canili di Muratella, Vitinia, Ponte Marconi e l'oasi felina di Porta Portese, quella prevista dal bando ponte che coprirà i mesi da settembre a dicembre aspettando la maxi gara europea, l'ha vinta un'azienda 'tutto fare', che oltre alla cura degli animali si occupa anche di manutenzione del verde, smaltimento rifiuti, derattizzazione e disinfestazione, e appunto laboratori per sperimentazione e ricerca sugli animali. Un pedigree che non piace affatto agli animalisti romani, da ore sul piede di guerra. 

"Chiediamo alla giunta Marino di annullare immediatamente il bando ponte per la gestione dei canili comunali di Roma, mettere a norma le strutture pubbliche di accoglienza e andare direttamente alla gara europea. Altrimenti dobbiamo pensare che il passato da sperimentatore del Sindaco Marino ha preso il sopravvento”. 

Così LAV, ENPA e Animalisti Italiani, alla notizia che il soggetto imprenditoriale vincitore del bando arrivato primo classificato in tutti i lotti, oltre a gestire nei suoi canili privati i randagi pugliesi ha vinto - come unico partecipante – la manifestazione di interesse del Dipartimento di Scienze Mediche di Base, Neuroscienze e Organi di Senso dell’Università di Bari per il "servizio di stabulazione, mantenimento e cura di animali da laboratorio". 

Da parte sua il Campidoglio ha dichiarato che la gara non è stata ancora aggiudicata. Ma tra due giorni la proroga per l'affidamento ad Avcpp (Associzione Volontari Canili di Porta Portese) che gestisce le strutture comunali da anni, scade. E la paura è che il silenzio sia un assenso. Senza contare che sul bando indetto per porre fine agli affidamenti diretti pende un ricorso al Tar. 

"Non dovevano proprio aprirle le buste - spiegano gli animalisti - avrebbero dovuto aspettare che si pronunciasse il Tar, come fatto nel 2013". Un ricorso presentato a metà settembre con dieci punti che a detta dell'associazione sarebbero più che sufficienti per annullare la gara. Due in particolare fanno discutere: gli importi messi a bando e i servizi inseriti nel capitolato. 

"Sono più basse del 60% rispetto a quanto messo a disposizione fin'ora dal Comune, e sono le stesse identiche già proposte nel bando del 2014, annullato perché tra i partecipanti c'era anche la coop 29 Giugno (di Salvatore Buzzi, arrestato con l'inchiesta di Mafia Capitale, ndr) che non aveva i requisiti". Insomma, quisquiglie rispetto al lavoro che tocca fare all'interno dei canili per assicurare condizioni dignitose agli animali. E insufficienti a garantire i posti di lavori: "Cento lavoratori su 126 verranno licenziati". 

E poi nel capitolato sono stati inseriti "dieci servizi in più che prima non c'erano". "Si tratta di servizi tecnici - spiegano ancora - dalle gestione delle acque reflue, allo smaltimento delle deiezioni canini, alla derattizzazione, tutte operazioni che andrebbero esternalizzate, perché a svolgerle dovrebbero esserci ditte che hanno specifiche autorizzazioni". 

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