Canili, gli ex lavoratori dall'assessore: "Immobilismo e diffidenza ma noi non ci fermiamo"

Ieri il primo incontro con la titolare all'Ambiente. Gli ex lavoratori fanno il punto con un lungo comunicato: "Come da rito veniamo accusati di strumentalizzare"

Sulle impalcature del foro di Giano quattro giorni e tre notti, poi un mini corteo da via del Velabro verso il Campidoglio, un faccia a faccia con l'assessore Montanari e ancora un nulla di fatto. La lotta degli ex lavoratori del canile Muratella non si arresta. Ieri l'incontro con la titolare all'Ambiente. Sul tavolo le stesse contestazioni a quel bando di gara che ha assegnato la gestione della struttura al rifugio Agro Aversano, con un taglio pesante ai fondi da impiegare e con un riassorbimento solo parziale della forza lavoro. 

"Abbiamo riferito all'assessore le cose che avremmo voluto dire al Sindaco. Abbiamo raccontato una serie di fatti (oggettivi) che sono successi in questi giorni presso il canile comunale della Muratella" scrivono sulla pagina Facebook "Io me ne occupo". Parlano di "situazioni non trasparenti dal punto di vista lavorativo", della "fuga dei lavoratori del Rifugio Agro Aversano Srl durante la visita dell'ispettorato del lavoro", dell'assunzione degli ex lavoratori "senza rispettare gli accordi presi settimane fa e non in base alla lista dei nominativi che abbiamo consegnato". E ancora all'assessore "abbiamo raccontato che la salvaguardia occupazionale la stiamo facendo noi, non il gestore e non l'amministrazione, cercando di segnalare quelle persone tra di noi, in condizioni più difficili rispetto agli altri". La reazione però non è quella sperata. 

"Ad ogni nostra osservazione l'assessore rispondeva: "A noi risulta un'altra cosa" raccontano ancora gli ex lavoratori. "E a questo punto vorremo sapere cosa risulta a questa amministrazione. Bene, nel dettaglio, con precisione, così come noi abbiamo raccontato in modo lineare i fatti". Un braccio di ferro che si fa sempre più duro. "Come da rito veniamo accusati di strumentalizzare e addirittura di tenere appositamente i cellulari spenti per non ricevere messaggi di convocazione per incontri. Punto massimo della riunione è quando in modo più o meno velato, ci lasciano intendere che tutto questo che abbiamo creato, compresi i 9 mesi di autogestione, non sono altro che un pretesto per attaccare politicamente la giunta del Movimento 5 Stelle. Intanto vorremmo comunicare che ci sono cose più importanti nella vita che attaccare una giunta per farla cadere (perlomeno noi abbiamo cose più importanti), dopodiché l'immobilismo che ha pervaso questi primi sette mesi di governo M5S è un'arma molto più potente di un gruppo di ex lavoratori licenziati per far crollare una giunta. Si chiama implosione"

E ad attaccare il Movimento non ci sono solo gli ex lavoratori ma anche gli attivisti animalisti della base grillina, delusi dalla presa di posizione dell'amministrazione. Il bando di gara che ha portato all'assegnazione della struttura al Rifugio Agro Aversano non era ben visto dai Cinque Stelle, in campagna elettorale. Così oggi chi lo difende viene additato come "traditore". Tanti i commenti avvelenati sui social network specie contro il presidente della Commissione Ambiente, Daniele Diaco, primo animalista tra i pentastellati. "Nessuno deve rimanere indietro? Le sue erano solo parole". 


 

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