Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica San Paolo / Ponte Guglielmo Marconi

Canile Marconi: "Privati mai arrivati, noi qui da ottobre a nostre spese"

I volontari di Impronta Onlus sono rimasti nella struttura dopo i picchetti animalisti del 1 novembre che hanno messo in fuga la Mapia srl. "Stiamo svolgendo un servizio pubblico gratuitamente, non siamo occupanti"

Protesta, immagine di repertorio

Se a Muratella e Vitinia lo scontro è conclamato, anche Marconi è una bomba pronta a esplodere. Il canile comunale dell'ex Cinodromo dovrebbe essere l'unico attualmente in mano ai privati vincitori del bando ponte, che però nella struttura non hanno mai messo piede. I volontari sono rimasti soli a occuparsi dei cani, in un quadro di dubbia legalità, e a spese loro. Anche qui la guerra è dichiarata: "Andremo per vie legali, il Comune dovrà risarcirci". Ma facciamo un passo indietro, e cerchiamo di ricostruire la vicenda.  

LA MAPIA VINCE E SCATENA LE PROTESTE - Ottobre. La Mapia srl, azienda barese proprietaria di un mega canile da 1200 posti e gestore di stabulari per animali da laboratorio, vince la gara ponte per la gestione dei tre canili comunali, Muratella, ex Poverello e Ponte Marconi, indetta dalla passata amministrazione per porre fine ad anni di affidamenti diretti ad Avcpp, Associazione Volontari Canili di Porta Portese, e a Impronta Onlus, addetta alla pulizia e alla somministrazione del cibo. Aspettando la gara europea annunciata per gennaio. 

Il fronte animalista annuncia battaglia: lavoratori dell'associazione contro i licenziamenti del personale e attivisti in campo contro l'affidamento ai privati, gridano allo scandalo per il profilo del vincitore, "un imprenditore del randagismo", e per i termini di un bando giudicato insufficiente negli importi a coprire le necessità delle centinaia di cani ospitati nelle strutture. La protesta entra nel vivo. Il Tar respinge il ricorso dell'associazione. E' un tutti contro il privato, che scomoda anche i vip, romani e non.  

BARRIERE ANIMALISTE - La mattina del 1 novembre Mapia si presenta fuori dal canile dell'ex Cinodromo, scelto fra i tre aggiudicati, per il passaggio di consegne con il comune di Roma. Ma i picchetti di lavoratori e animalisti impediscono l'accesso alla struttura. I responsabili abbandonano il campo, e i fondi -128mila euro per quattro mesi di gestione più quattro eventuali di proroga - non vengono erogati. Fonti attendibili ci riferiscono di un braccio di ferro in corso tra Mapia e il Comune per l'allontanamento dei volontari rimasti all'interno della struttura a prendersi cura degli animali. Ma l'azienda barese, contattata dalla redazione, non rilascia dichiarazioni. 

"Non si sono più presentati, nè da soli nè con personale del Comune, siamo rimasti qui a pulire e a dare da mangiare agli animali. Ma facciamo tutto con soldi nostri". Giampaolo Tarantino, di Impronta Onlus, l'altra associazione che ha operato in parallelo ad Avcpp, spiega cosa sta accadendo. "Ci siamo sempre occupati della pulizia delle gabbie, anche negli scorsi anni, siamo rimasti dentro per assicurare agli animali i servizi essenziali. Se ce ne fossimo andati che fine avrebbero fatto? A cacciarci non è mai venuto nessuno". Non ci sta a farsi definire, insieme ai suoi colleghi, un'occupante. 

"Stiamo continuando a rendere un servizio pubblico gratuitamente. Nessuno del Comune ci hai mai notificato nessun avviso. E le stesse forze dell'ordine hanno detto che non è un'occupazione". Il caos però è dietro l'angolo, perché occupanti o no, l'affidamento sulla carta non esiste più, e il Campidoglio non elargisce più i fondi. "I lavoratori mi hanno assicurato che continueranno a prestare servizio anche a febbraio, gratis". Sul dopo è tutto da capire. Unica certezza, le vie legali. "Ci stiamo muovendo per farci risarcire dal Comune, faremo causa, e siamo in attesa del pronunciamento del Tar sul ricorso che abbiamo presentato contro il bando". 
 

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