Tornano risciò e centurioni: il Tar boccia l'uso di ordinanze per vietarli

Il pronunciamento sul merito il prossimo 6 dicembre. Bocciato lo strumento ordinanza: "Non c'è emergenza". Centurioni assimilabili agli artisti di strada

Il Tar del Lazio ha sospeso l'ordinanza con cui la sindaca di Roma, Virginia Raggi, il primo dicembre scorso ha disposto, nel centro storico della Capitale, il divieto dell'attività dei centurioni. Il Tar ha accolto le richieste di un gruppo di centurioni romani e dell'Associazione centurioni e artisti di strada. Sospesa anche l'efficacia dell'ordinanza anti risciò con cui la sindaca ha vietato "qualunque attività assimilabile al trasporto pubblico collettivo od individuale di persone, con velocipedi a tre o piu' ruote, anche a pedalata assistita, dotati di un motore ausiliario elettrico". 

Il tribunale non si è espresso nel merito (la discussione avverrà il 6 dicembre), ma sulla forma. Ad essere bocciato infatti è lo strumento dell'ordinanza. Secondo il Tar infatti non si tratta di emergenze e come tali non è lo strumento dell'ordinanza a doverlo regolare. Si legge: "Le ordinanze contingibili ed urgenti rappresentano il rimedio approntato dall’ordinamento per far fronte a situazioni di emergenza impreviste e le deroghe alla normativa primaria, da parte delle autorità amministrative munite di potere di ordinanza, sono consentite solo se ‘temporalmente delimitate’ e, comunque, nei limiti della ‘concreta situazione di fatto che si tratta di fronteggiare". 

In particolare le situazione di risciò e centuriono "non appaiono di entità tale da configurare una vera e propria 'emergenza', non altrimenti fronteggiabile e non giustificano, pertanto, il divieto indiscriminato e più volte reiterato, di svolgere un'attività lecita e comunque avente caratteristiche analoghe a quella dei cosiddetti ‘artisti di strada’, oggetto di specifica regolamentazione da parte di Roma Capitale". 

Inoltre secondo il Tar considerando "che permane tuttora il dovere dell’amministrazione di adottare la disciplina organica anche dell’attività svolta dai cosiddetti centurioni, la quale richiede, quantomeno, il rilascio di un previo titolo autorizzativo", il Tar ha rilevato che "dall’istruttoria disposta dal Collegio, è emerso come l’iter di approvazione di siffatta regolamentazione, non sia stato nemmeno avviato". 

La prima ordinanza anti risciò e centurioni porta la firma dell'ex commissario Tronca, il 25 novembre 2015. Da allora si è andati avanti in regime di proroga. La Raggi ha firmato due ordinanze, una a luglio, l'altra a dicembre. In entrambe è presente l'impegno a varare una normativa che vada oltre le ordinanze. Ad oggi però nessun provvedimento in merito è stato preso.

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Il presidente della commissione Commercio di Roma Capitale, Andrea Coia (M5S) ha commentato le sospensive a margine dell'assemblea capitolina: "Le sospensive del Tar? Non le ho ancora lette, ma posso dire che abbiamo sicuramente difficoltà a identificare i centurioni come una categoria. I risciò sono un discorso diverso che implica competenze diverse come il trasporto pubblico, i centurioni invece sono una categoria assimilabile forse alle statue che qualcuno però vorrebbe artisti di strada. Valuteremo attentamente i pronunciamenti del Tar e le relative implicazioni, ma per noi a oggi i centurioni non sono una categoria, difficilmente troviamo un valore aggiunto in questo caso".

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