Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Mafia Capitale e le mani sul campo rom di Leroy Merlin: i contatti con la segreteria di Marino

Nelle intercettazioni del Ros c'è anche il campo rom La Barbuta e quel piano firmato Leroy Merlin che ha fatto discutere per settimane. Il sodalizio criminale punta i 10 milioni di euro previsti per il nuovo villaggio

Non si muove foglia senza che la cupola si metta di traverso, specie se la foglia vale 10 milioni di euro e un generico progetto sul sociale da inserire nella lista dei business d'oro. Nelle intercettazioni del Ros c'è anche il campo rom La Barbuta e quel piano firmato Leroy Merlin che ha fatto discutere per settimane. Un nuovo insediamento accanto a quello già esistente nel cono di volo dell'aeroporto di Ciampino da tirare su con finanziamenti dell'azienda francese, che in cambio acquisisce la concessione del terreno su cui sorge il villaggio attuale per la costruzione di un centro commerciale.

Il progetto va in direzione opposta a quello che chiede l'Europa: chiudere i villaggi attrezzati, ghetti per rom che solo la Capitale ancora si permette. Le associazioni lo contrastano, alla fine l'azienda fa un mezzo passo indietro dicendosi disposta a rivedere i termini del progetto sociale, ma l'amministrazione sul caso non si pronuncia mai. 

Oggi dalle carte sappiamo che il sodalizio criminale di Buzzi&co aveva messo le mani anche su quello, tramite un contatto diretto con la segreteria del sindaco Marino. Il ras delle cooperative incontra il colosso francese del bricolage a fine estate 2014. "Ho visto una cosa enorme, sono stato a un incontro con Leroy Merlin" racconta al sodale Carlo Guarany in data 17 settembre.

I dettagli li spiega al socio Sandro Coltellacci: "10 milioni sul sociale, sui nomadi o sugli immigrati o sugli asili nido o su quel cazzo che vuoi tu. Sono disposti a fare un associazione temporanea di imprese. Leroy Merlin, costruttori e noi, che gestiremmo la quota dei 10 milioni". E mette a un punto un progetto che consegna direttamente nelle mani del segretario romano del Pd, Lionello Cosentino. Che a sua volta lo rassicura: "Interesso Marino". 

E' il 22 settembre e Buzzi viene chiamato direttamente dal capo della segreteria del primo cittadino, Silvia Decina. "Ti volevo dire che Lionello mi ha dato la documentazione per Ignazio sulla Leroy Merlin. Adesso Ignazio l’ha vista e sta facendo convocare una riunione di staff". Buzzi: "Gli è piaciuta al Sindaco?".
Decina: "Moltissimo. Però ha chiesto che la seguissimo noi qui direttamente dal Gabinetto, perché se inizia a passare per tutti gli assessorati non ne usciamo vivi con questo".

Si organizzano insomma, e proprio in quei giorni c'è chi informa la stampa dell'esistenza del progetto. Dei primi di Ottobre un convegno organizzato dall'associazione 21 Luglio, in prima linea nella battaglia per la chiusura dei campi rom, che fa luce sul campo in arrivo nel rapporto Terminal Barbuta.  Queste le informazioni in possesso dell'associazione: un investimento complessivo di 11,5 milioni a carico del colosso francese che lavora insieme all'impresa edile Stradaioli, srl. E, tra i costi, anche quelli di gestione del nuovo villaggio affidato alla comunità di Capodarco di Roma e alla cooperativa Ermes che la 21 luglio stima in 597 mila euro l'anno per 15 anni, in totale oltre 8,9 milioni di euro. La cifra coincide con quella in possesso del braccio "rosso" di Carminati, impegnato a tessere la tela all'ombra di amministratori che sul tema scelgono il silenzio stampa. 

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