Roghi a Castel Romano, l'ultimatum della Regione: "Raggi intervenga per sgombero del campo rom"

Scade oggi il termine per lo sgombero urgente della baraccopoli. In queste ore ulteriori solleciti dalla Regione al Gabinetto del sindaco. Angelilli (FdI): "Altrimenti andremo in Procura"

Campo Castel Romano (foto Ansa)

Scade oggi l'ultimatum della Regione. Il Comune deve sgomberare il campo rom di Castel Romano, maxi baraccopoli (la più grande d'Europa) lungo la via Pontina, dentro il perimetro della riserva naturale di Decima Malafede. O, in seconda istanza, deve bonificare profondamente l'area, dilaniata dalle discariche abusive e dai continui roghi tossici che oramai dal 2017 si levano dalle baracche. Nelle ultime settimane il fitto susseguirsi di incendi ha posto nuovamente il problema all'attenzione delle cronache. Ma è da tempo che il campo è in condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza più che precarie.

A chiederne l'immediato smantellamento è stata più volte la Regione Lazio tramite l'azienda sanitaria locale. Diversi i solleciti che sono arrivati a Roma Capitale, l'ultimo datato 24 giugno dava tempo massimo di azione una settimana, scaduta oggi. 

"Si chiede al sindaco di intervenire con urgenza per eseguire lo sgombero o, ove questo non sia possibile per il particolare momento storico, di effettuare una bonifica ambientale entro e non oltre i prossimi sette giorni" è scritto nella nota firmata dalla Asl Roma 2 che RomaToday ha potuto visionare. Sette giorni sono passati ma nulla si è mosso. 

"Ci rivolgeremo direttamente al Gabinetto del sindaco per un ulteriore sollecito" ha rassicurato ieri l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato, durante un incontro avvenuto con i comitati di Roma e Pomezia, con le Asl Roma 2 e Roma 6, e con Arpa Lazio. In caso Roma Capitale non risponda alle prescrizioni dell'azienda sanitaria, indirizzate anche alla Polizia locale, la Regione potrebbe intervenire direttamente coadiuvata dalla Prefettura, avvalendosi dei poteri di surroga.   

Presente anche Roberta Angelilli, dell'esecutivo nazionale di Fratelli d'Italia. "L'assessore Alessio D'Amato ha confermato che le ispezioni della Asl e dell’Arpa hanno rilevato una situazione gravissima di emergenza ambientale e sanitaria, incompatibile con la permanenza nell’area del campo rom, dove vivono circa 550 persone, di queste la metà sono minori" spiega Angelilli, all'incontro insieme al consigliere comunale di Pomezia Mario Pinna. 

"Le risposte ricevute al tavolo regionale sono un primo passo in risposta al lavoro dei comitati per la difesa dell’ambiente e alla nostra azione di denuncia: abbiamo smosso le acque e reso possibile un intervento in una situazione emergenziale che si protrae da anni. Ci auguriamo che il aindaco agisca e non prosegua sulla strada dell'inerzia". Altrimenti, prossimo passo, un esposto alla Procura della Repubblica. 

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Da parte sua il Campidoglio a inizio anno ha assegnato il bando da un milione e mezzo di euro per la gestione dell'iter di superamento dello stesso campo. Vincitrice un'Ati composta da Astrolabio, Speha e Arci. Le associazioni si stanno occupando della fuoriuscita delle famiglie, alla ricerca di un alloggio alternativo e di un lavoro che possa garantire l'inserimento nel tessuto sociale. La chiusura delle baracche, sulla carta, è prevista entro la fine del 2021. Troppo tardi per rispondere a un'oggettiva e certificata emergenza sanitaria. 

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