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Focolaio covid nel campo di Castel Romano: "Bomba esplosa per l'inerzia di Raggi"

Bufera di polemiche dopo la notizia di un cluster familiare di coronavirus all'interno della baraccopoli: "Su campi rom con Raggi cinque anni di nulla"

Un cluster familiare con 12 persone positive al covid-19, fra loro 4 bambini. Tutti in isolamento. Succede nel campo rom di Castel Romano e la notizia è sufficiente a sollevare una bufera di polemiche. Il tema è sempre lo stesso e si ripete ormai da mesi: "Raggi sgomberi i campi rom". A gridarlo sottolineando i fallimenti della sindaca Cinque Stelle sono tutte le forze di centrodestra. Il timore principale è che non vengano rispettate le quarantene imposte agli abitanti (nonostante la sorveglianza degli agenti della Polizia locale). E mentre la Asl prosegue l'attività di screening sottoponendo i 500 residenti ai tamponi, la paura è che il focolaio possa allargarsi a dismisura.  

La situazione del campo di Castel Romano

L'area della baraccopoli di Castel Romano, lo ricordiamo, è stata posta sotto sequestro lo scorso 16 luglio, quando la Polizia locale diede esecuzione al sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Roma sia nell'area cosiddetta "F" del campo rom che nelle zone limitrofe dove nel corso degli anni si sono formate delle vere e proprie discariche abusive. Sigilli che hanno riguardato un'aria importante, di circa 65mila metri quadrati in parte all'interno della riserva naturale di Decima Malafede, apposti al termine di una lunga e complessa attività d'indagine con ipotesi di reato in violazione degli articoli 256 e 256 bis del Testo unico ambientale (combusione illecita di rifiuti). 

L'Autorità giudiziaria ha poi nominato la sindaca Virginia Raggi custode giudiziario della baraccopoli, dove risiedono circa 540 persone. Avrebbe dovuto accelerare l'iter per lo sgombero dei moduli abitativi presenti, almeno per quelle 90 persone dell'area F il cui iter era stato già avviato prima dell'indagine. Sgombero che doveva avvenire entro lo scorso 10 settembre secondo le promesse del Campidoglio. Mentre solo a inizio gennaio è stato pubblicato un avviso pubblico, con annesso stanziamento di 91.000 euro, per trovare un centro d'accoglienza (o hotel o B&B) e liberare l'area. Le famiglie non sono ancora state trasferite. 

La destra all'attacco

"La problematica sanitaria non coinvolge solamente i residenti del campo, che già è cosa gravissima in sè, ma implica la comunità cittadina intera" commenta il capogruppo della Lega in Campidoglio Maurizio Politi. "Infatti nonostante la positività accertata, risulta impossibile tracciare i contagi e assicurarsi la reale quarantena di molti ospiti del campo privi di documenti d'identità. L'ennesima bomba esplosa a causa dell'inerzia dell'amministrazione Raggi e a farne le spese, come sempre, sono i cittadini". 

"Nessun controllo su chi entra e chi esce, nessuna precauzione per tutelare chi vive nella struttura e per evitare che i romani, già messi a durissima prova da mesi di restrizioni, paghino altre conseguenze per simili comportamenti che un sindaco normale avrebbe già circostanziato. Cosa ha fatto la Raggi per evitare il diffondersi dei contagi?" tuona il deputato, coordinatore della lega Lazio, Claudio Durigon. 

"La presenza di un focolaio all'interno del campo rom di Castel Romano conferma, purtroppo, le nostre preoccupazioni per la situazione igienico-sanitaria che persiste nei 'Villaggi' della Capitale" commenta anche la consigliera della Lega regionale Laura Corrotti. "Al basso livello di istruzione e frequentazione scolastica tra i giovani residenti dei campi rom si va a sommare, quindi, la scarsa attenzione da parte delle istituzioni che trasformano queste aree in vere e proprio zone franche. A questo punto, ci attendiamo un concreto intervento da parte della sindaca Raggi, oggi custode giudiziario dell'area posta sotto sequestro, a tutela degli abitanti e della città"

Sul tema non solo la Lega ma anche Fratelli d'Italia: "Dopo aver assistito a 5 anni di fallimento totale della sindaca Raggi sull'annunciata e mai realizzata chiusura dei campi nomadi nella capitale, in piena pandemia lascia sgomenti che nessuna delle istituzioni competenti, regione Lazo di Zingaretti e ministro della Salute, abbiano vigilato sulla sicurezza sanitaria all'interno delle baraccopoli" commenta il vicepresidente della Camera e deputato di FdI Fabio Rampelli. 


 

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