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Sigilli al campo rom di Castel Romano (foto Ansa)

Sigilli al campo rom di Castel Romano (foto Ansa)

Castel Romano, prima del sequestro Raggi impugnava l'ordinanza regionale: "Il campo rom non è un'emergenza"

Il 7 luglio la sindaca chiedeva e otteneva dalla Prefettura l'arrivo dell'Esercito. Una settimana dopo però impugnava l'ordinanza della Regione Lazio, negando l'emergenza

"Il pericolo per la pubblica incolumità non sussiste". L'ordinanza della Regione Lazio, emanata l'8 luglio, per lo sgombero del campo rom di Castel Romano sarebbe illegittima per la sindaca Virginia Raggi, che l'ha impugnata al Tar. Il ricorso è già sulle scrivanie delle toghe amministrative, datato 15 luglio e firmato dall'Avvocatura capitolina. Nel frattempo a definire il quadro emergenziale e a parlare di "rischio per la salute pubblica" hanno pensato i giudici con un provvedimento di sequestro preventivo dell'area - i sigilli sono arrivati il 17 luglio - nell'ambito di un'inchiesta per reati ambientali e omissione d'atti d'ufficio. Ma fino a poco prima Raggi negava che ci fossero problemi tali da richiedere interventi fuori dall'ordinario.

Nella sostanza, non ci sarebbe stata alcuna situazione emergenziale nel villaggio attrezzato sulla via Pontina dove circa 500 persone sopravvivono tra discariche abusive, roghi tossici, liquami che fuoriescono dalle fogne rotte sversati direttamente sui terreni della riserva naturale di Decima Malafede. È questa la principale tesi variamente argomentata che emerge nelle 25 pagine di impugnativa che RomaToday ha potuto visionare. 

"Non e? una situazione di emergenza igienico-sanitaria (unico elemento legittimante l'esercizio del potere straordinario) - si legge - ma, piu? semplicemente, una situazione di ampio degrado della zona e delle strutture (non dissimile, peraltro, da altre situazioni critiche esistenti nel territorio), come tale fronteggiabile con i poteri ordinari". Solo degrado, e nessun appoggio documentale valido perché il parere redatto dalla Asl Roma 2 conferma quanto già rilevato in un altro sopralluogo di giugno. Il quadro non è cambiato al punto da richiedere un atto contingibile e urgente che richieda l'uso di forze straordinarie. Questa la tesi. 

Eppure la sindaca le forze straordinarie le aveva già richieste. Richieste e ottenute in una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica dello scorso 7 luglio: al campo Raggi voleva i militari dell'Esercito. Nel mentre poi, a sconfessare la tesi del Campidoglio, sullo stesso campo rom è piombato un provvedimento di sequestro da parte della magistratura che indaga per reati ambientali e omissione d'atti d'ufficio. La stessa Raggi è stata nominata custode giudiziale e ha in carico la bonifica "urgente" e, come imponeva la Regione, un intervento di sgombero il più rapido possibile. 

"Raggi continua a negare non solo l'evidenza palese e scioccante di un campo ridotto a terra di nessuno, con gigantesche discariche illegali, roghi tossici e liquami inquinanti e maleodoranti, ma ignora  anche le continue denunce ed esposti, sia da parte dei cittadini che da parte delle autorità competenti" commenta Roberta Angelilli, esponente del direttivo nazionale di Fratelli d'Italia, tra i primi a sollevare la questione Castel Romano dal lato politico con un esposto in Procura. "In più occasioni già dal 2017 la polizia locale di Roma Capitale aveva evidenziato lo stato di estremo degrado del suddetto campo e soprattutto la competente Asl Roma 2 ha più volte, anche recentemente nel mese di marzo e di aprile, effettuato sopralluoghi con la UOC igiene e sanità pubblica, denunciando condizioni non conformi a criteri minimi di carattere igienico sanitario di sicurezza". 

Ricapitolando, Raggi ha impugnato l'ordinanza della Regione Lazio all'interno di un braccio di ferro con l'avversario politico che ricalca come dinamiche la lite sui rifiuti andata in scena l'estate scorsa. L'emergenza, diceva fino a una settimana fa, non sussiste. Lei stessa però ha richiesto l'Esercito, che certo non viene utilizzato in situazione ordinarie nelle quali dovrebbero essere sufficienti gli agenti della Polizia locale. A smentire Raggi ci hanno poi pensato i magistrati con il sequestro dell'area, chiusa e militarizzata. E la stessa imposizione diretta alla sindaca: sgomberare e bonificare. 

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