Camping River, il Comune non dà risposte e la coop minaccia: "Pronti a fare causa"

Famiglie ancora al campo. Vertici di viale Manzoni in Commissione: nessuna tempistica sulla fuoriuscita effettiva dal villaggio

Volanti all'ingresso del Camping River

Il campo quando chiuderà? E le famiglie che fine faranno? Chi garantirà i servizi? Il terreno verrà espropriato? Sul destino del Camping River, banco di prova del piano rom firmato Virginia Raggi, le domande restano senza risposta. Consiglieri e operatori della coop le hanno rivolte con insistenza alla direttrice del dipartimento Politiche Sociali, dott.ssa Michela Micheli, ieri in audizione in Commissione municipale. 

"Il processo di fuoriuscita avrà un'accelerata". Questo il succo di un discorso che però non ha chiarito nè il quando nè il come. Il Camping River di via della Tenuta Piccirilli doveva chiudere venti giorni fa ma è ancora aperto. Le strategie per la fuoriuscita dall'insediamento non hanno dato i frutti sperati: su 81 nuclei familiari aventi diritto solo cinque hanno trovato una casa sul mercato privato e riceveranno l'assegno promesso dal Comune. Tutti gli altri, 400 persone di cui la metà minorenni, o sono andati a bussare alle porte delle agenzie immobiliari senza successo o ancora non sono stati colloquiati dai servizi sociali capitolini. E continuano a dormire nei moduli abitativi del River. Ma le criticità sul fronte igienico sanitario rischiano di concretizzarsi a breve. 

La convenzione con la cooperativa Isola Verde onlus (rimasta sul posto perché affittuaria diretta dei proprietri del terreno, privato) è scaduta il 30 settembre, il che significa che il Comune non paga più per erogare i servizi base: la fornitura idrica, l'elettricità, la manutenzione delle fogne. E gli impianti, lo ricordiamo, sono di proprietà della onlus. "Di fatto l'amministrazione pubblica non ha fatto niente di concreto per far uscire le famiglie e ha smesso di pagare per garantire la loro assistenza. Non abbiamo nemmeno i soldi per riparare la pompa dell'acqua" spiega Simonetta Lanciani, presidente di Isola Verde. A fornirla ci sta pensando la Protezione Civile con delle autobotti - la prima arrivò la settimana scorsa piena di vermi e fu rimandata indietro - ma la quantità non è sufficiente per tutti. "Parliamo di 10mila litri d'acqua. Ne servirebbero almeno 30mila per coprire il fabbisogno giornaliero di tutte le famiglie". Il prossimo servizio che verrà tagliato, se il Comune non paga, è l'elettricità. 

Uno scontro in corso da settimane quello tra la onlus e il Campidoglio culminato in una diffida inviata dagli avvocati a Roma Capitale. "Ogni utente del Camping River genera un costo fisso di mantenimento per la cooperativa" si legge nell'atto "dovrà essere ristorata di tutte le spese che dovranno essere affrontate per la gestione a decorrer edal 30 settembre fino all'effettivo svoutamento". Perché lo sgombero rimasto sulla carta sta creando "un danno ingente non solo per le spese vive di gestione degli utenti, ma anche alla generale attività di impresa della cooperativa" che "non è in grado di concludere accordi con ulteriori istituzioni". Vedi la proposta che arrivò della Prefettura a inizio estate: accogliere 72 migranti dal 1 luglio al 31 dicembre 2017. Da qui la richiesta di "proroga alla concessione fino all'effettivo e reale svuotamento del Camping River". Ma il Comune esclude ulteriori convenzioni, ormai bandite dall'Anticorruzione. Pagherà in autonomia i servizi? Dovrebbe percorrere la strada dell'esproprio, sia del terreno dei privati sia degli impianti della coop. Un'opzione che sarebbe al vaglio secondo le indiscrezioni circolate in queste ore. Nessuna conferma è ancora arrivata in tal senso. Il corto circuito è oggettivamente difficile da risolvere. 

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"Come gestire i servizi al campo è un aspetto in corso di valutazione" commenta l'assessore grillina alle Politiche Sociali Paola Chiovelli. "Una cosa è certa: non si creerà nessun tipo di emergenza sanitaria". E ancora: "Trovo che la commissione di oggi (ieri, ndr) sia stato un momento costruttivo, l'amministrazione si sta facendo carico dell'intero processo. Ho ricevuto l'altro giorno una telefonata da una famiglia del campo che ha trovato casa, ci hanno ringraziato. Le difficoltà ci sono ma sono insite ai campi stessi che sono bombe sociali e lo sono sempre state".

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