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Sabato, 24 Febbraio 2024
Politica San Vittorino / Via Polense

In arrivo 30 milioni per strade, fogne e due scuole degli ex insediamenti abusivi

Fosso di San Giuliano-Via Polense km 20 e Colli della Valentina in VI municipio sono nati 40 anni fa senza autorizzazioni. Oggi, con 15 anni di ritardo, si dà il via ai permessi a costruire

Le delibere di giunta approvate l'8 settembre sui piani di recupero di due toponimi nel VI municipio passano anche il vaglio dell'assemblea capitolina. Al più presto, dunque, il Campidoglio metterà in campo circa 30 milioni di euro per ultimare le opere urbanistiche a Colli della Valentina e Fosso San Giuliano-Via Polense km 20, ferme da quindici anni. 

Le opere sbloccate dal Comune per Colli della Valentina e Fosso San Giuliano-via Polense km 20

I toponimi erano stati approvati nel 2008, ma da quell'anno i 3.000 residenti non hanno visto arrivare una serie di servizi previsti. Si tratta della regolarizzazione urbanistica di oltre 50 ettari, la manutenzione di strade esistenti e 50.000 mq di nuove strade, la realizzazione della rete di smaltimento delle acque meteoriche, delle fognature e dell'illuminazione pubblica ma anche la sistemazione degli spazi di verde attrezzato per 35.000 mq. Fondamentale era la definitiva approvazione dello strumento urbanistico attuativo, indispensabile al rilascio dei permessi di costruire i cui oneri consentiranno la realizzazione delle opere pubbliche. 

Verranno costruite due nuove scuole

Oltre a strade, verde e illuminazione è prevista la realizzazione di spazi di sosta e parcheggi per un'estensione complessiva di 30.000 mq. Ma ancora più importante, verranno costruiti due plessi scolstici: un asilo nido e scuola d'infanzia e una scuola dell'obbligo per Fosso San Giuliano-via Polense km 20 e un asilo nido e scuola d'infanzia a Colli della Valentina. 

Veloccia: "E' compito nostro riportare dignità a questi quartieri"

“Oltre 30 milioni di opere pubbliche in periferia e, contemporaneamente, avviamo una stagione di riavvio e rilancio di tutti i piani fermi - fa sapere l'assessore all'Urbanistica Maurizio Veloccia - in alcuni casi da quasi 15 anni, per permettere l’avvio di interventi attesi da migliaia di cittadini. Queste aree, nate oltre 40 anni fa in una condizione di abusivismo, sono diventate quartieri a tutti gli effetti, ed è compito dell’amministrazione di Roma Capitale ricondurli ad un livello dignitoso di vivibilità dotandoli di tutti i servizi necessari ed essenziali per la quotidianità".

Cosa sono i toponimi

I toponimi sono definiti "nuclei di edilizia ex abusiva da recuperare". Nati in maniera disordinata nelle zone più periferiche della città, lontane dal Gra, avrebbero dovuto essere raggiunte dai servizi già molti anni fa, come successo per quei toponimi inseriti nel primo piano del 1962 e nel secondo del 1983. Nel 1997 la "variante delle certezze", che includeva 71 toponimi riportati nel piano regolatore generale del 2008, sono in gran parte ancora rimasti su carta. Parliamo, in totale, di una superficie di circa 1.900 ettari.

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