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Rifiuti, Ama tira un sospiro di sollievo: l'assemblea capitolina approva la delibera sul risanamento industriale

Votato il contestato documento che prevede anche l'approvazione del bilanci 2017-2018-2019, del piano di risanamento e del piano industriale. Esulta la sindaca Raggi

Ama è salva. La lunga maratona che ha portato all’approvazione delle delibera firmata dalla giunta Raggi si è conclusa senza la necessità di andare ad una conta effettiva. Venti i voti a favore della delibera (24 i consiglieri teorici del M5s) 9 quelli contrari. Assenti al momento il resto dei consiglieri. Tra loro anche tre dei quattro che compongono la fronda critica nei confronti della sindaca, sempre più decisivi per gli incerti numeri della maggioranza.

Delibera approvata

Approvati i bilanci del triennio 2017-2018-2019, insieme al piano di risanamento ed al piano industriale. Non senza problemi visto che, per riuscirvi, è stato necessario impegnare delle settimane, organizzare cinque sedute congiunte di commissione Ambiente e Bilancio, interpellare ripetutamente gli uffici. La votazione del 2 aprile, svoltasi in modalità telematica, si è però rivelata decisiva.

Ecco cosa è stato approvato: i bilanci e il piano industriale

Il rischio del fallimento

Non è stato un vero banco di prova per la maggioranza perchè, buona parte dell’opposizione, ha deciso di non sfidare la maggioranza. O meglio, di non votare contro la delibera perchè “puntiamo a vincere le prossime elezioni e non vogliamo che il prossimo sindaco, ad ottobre, si trovi un’azienda con i libri in tribunale e la strada spianata alla gestione dei rifiuti da parte dei privati” ha spiegato il capogruppo democratico Giulio Pelonzi. Con la sola eccezione del consigliere Orlando Corsetti, il PD ha quindi deciso di non pronunciarsi, scelta condivisa anche da altri esponenti di sinistra, come Stefano Fassina e Cristina Grancio.

Niente asseverazione

L'asseverazione richiesta la scorsa settimana  anche dal PD però non è più arrivata. Era una certificazione dei revisori di Ama che i consiglieri d'opposizione avevano ritenuto opportuno avere, per mettere al riparo il  bilancio del Campidoglio da evenutali, future, brutte sorprese." Per quanto riguarda il piano di risanamento,  in realtà, abbiamo visto solo esborsi per le casse Capitoline senza interventi per garantire una vera ripresa dell'azienda" ha commentato il capogruppo di Fratelli d'Italia Andrea De Priamo.

I voti contrari

La linea del centrodestra è stata di una netta bocciatura, condivisa anche dalla Lega, per un piano industriale giudicato "debolissimo". I voti contrari però non hanno messo in difficoltà la tenuta della maggioranza a cui comunque sono mancati i voti del presidente d’aula De Vito e dei grillini dissidenti Iorio, Terranova e Sturni.

I propositi di risanamento

“Questo è un piano concreto per la città di Roma - ha commentato l’assessora ai rifiuti Katia Ziantoni -  Puntiamo tutto sugli impianti per la differenziata perchè con la nuova impiantistica, valorizzeremo le materie ‘prime seconde’ con un ritorno per Ama. Si tratta quindi di investimenti coerenti e con questo piano l'azienda potrà rilanciarsi. Ovviamente - ha aggiunto l’assessora -  serviranno ulteriori azioni di efficientamento nel corso del tempo. Ma quello di oggi è un punto di partenza importante che mette l'azienda in sicurezza e la risana”.

Esulta la sindaca Raggi

Esulta la sindaca Virginia Raggi: “Diamo un futuro ad Ama, che rimane saldamente in mano pubblica, chiudendo i conti con decenni di cattive gestioni, tracciamo una linea e rilanciamo il suo sviluppo industriale: investimenti, acquisto di nuovi mezzi e impianti, 300 nuovi operatori in strada entro l'anno. Per fare tutto questo è stata necessaria un’‘operazione verità’: finalmente abbiamo fatto pulizia nei bilanci e abbiamo risolto una serie di irregolarità che si sono accavallate nel corso degli ultimi 15 anni - e che abbiamo sottoposto anche alla valutazione della magistratura - scoprendo un buco di oltre 250 milioni di euro”,

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