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Campo rom, immagine d'archivio

Campo rom, immagine d'archivio

Campi rom, il M5s difende il piano: "Nessun flop". L'attacco all'associazione: "Vuole mantenere i ghetti"

La replica dei grillini affidata a un post su Facebook: "I numeri presenti nel dossier sono falsi", ma non ne forniscono di nuovi se non su una singola voce e senza ufficialità

"Il lavoro dell'Amministrazione Raggi per il superamento dei campi rom presenti a Roma procede, con un avanzamento costante e progressivo". Altro che flop, per il Movimento Cinque Stelle. A poche ore dalla presentazione alla Camera di un dossier dell'associazione 21 luglio, fotografia dei pessimi risultati raggiunti dal piano rom firmato Raggi, ecco spuntare l'arringa di difesa dei grillini, non per voce della giunta, ma direttamente sulla pagina Fb del gruppo romano.  

Si legge: "Forse qualcuno si sarebbe aspettato una chiusura imminente con tanto di ruspa, con il risultato di spostare gli insediamenti di pochi metri, ledendo i diritti umani di chi si trova negli insediamenti. Qualcun altro invece preferirebbe lasciare intatti questi autentici ghetti, che l’Unione Europea ci chiede da anni di chiudere, poiché si tratta di luoghi in cui avviene ogni deprivazione, soprattutto a danno di donne e bambini". 

Una replica che suona paradossale, perché la tesi di difesa è la stessa di quella di chi attacca: secondo i numeri riportati dalla 21 luglio (che cita fonti del Ministero dell'Interno), nel 2019 gli insediamenti abusivi sono aumentati sul territorio di 300 unità. Conseguenza degli scarsi risultati ottenuti per quanto riguarda l'integrazione dei nuclei familiari e il loro "accompagnamento" fuori dai campi. 

"Probabilmente l’Associazione 21 luglio preferirebbe quest’ultima opzione, cioè il mantenimento dello status quo" si legge ancora nel post firmato dal Movimento. "Manco a dirlo, in barba ai più elementari diritti, come la scolarizzazione dei bimbi oppure la possibilità di trovare un lavoro dignitoso". Proprio sulla scolarizzazione però i dati di questi due anni di piano rom, sempre forniti dalla 21 luglio (fonte il dipartimento Servizi scolastici del Campidoglio), parlano di un meno 56% di bambini iscritti a scuola. Sul dato nello specifico però nessuna replica. 

E scorrendo il post i toni si alzano. "Del resto la filosofia assistenzialista e ghettizzante dell'Associazione 21 luglio si desume da un dossier che ha presentato proprio oggi. Una sentenza perentoria di bocciatura per il nostro piano, senza possibilità di appello. Peccato che al termine del percorso manchino ancora diversi mesi. Bisogna poi aggiungere un aspetto determinante: i dati riportati dall’Associazione 21 luglio sono errati".

"I dati riportati sono falsi"

Qui i grillini portano nuovi numeri, che in realtà spostano di poco il quadro generale. "In riferimento al campo di La Barbuta, il dossier parla di 21 nuclei assegnatari di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica. In realtà, a La Barbuta, i nuclei che hanno esercitato questo diritto sono 34". L'accesso alle case popolari comunque, lo ricordiamo, è una misura valida per tutti i cittadini in emergenza abitativa che esula dalle alternative del piano rom. "La 21 luglio scrive anche che, per chi abita a Monachina, sarebbero stati attivati zero corsi di formazione e tirocini. La realtà è ben diversa: i percorsi di formazione e lavoro oggi in corso sono 8. Sempre in riferimento a Monachina il dossier riferisce di zero nuclei coinvolti in misure di sostegno all'abitare, ma anche qui scrivono il falso: sono 8. Si tratta solo di alcuni esempi".

Altre cifre però non vengono fornite, nè sono a disposizione della cittadinanza sul sito del Comune di Roma. "Le differenze di opinioni rappresentano una ricchezza - conclude il post - l'importante, però, è non ricorrere a ogni mezzo, incluso diffondere dati falsi, per suffragare la propria tesi. L'impressione è che l'associazione 21 luglio voglia sostenere un teorema a prescindere, dimostrando il fallimento del piano senza neanche sforzarsi di verificare correttamente le informazioni. Così facendo, però, produce innanzitutto un danno a chi nei campi ci vive ogni giorno".

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