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Campo rom (immagine d'archivio)

Campo rom (immagine d'archivio)

Campi rom, il centrodestra contro Raggi: "Alloggi fuori Roma per le famiglie? L'ennesima farsa a cinque stelle"

L'amministrazione M5s cerca associazioni che abbiano a disposizioni alloggi per i rom, anche fuori Roma, e scatena le polemiche a destra

Monta la polemica contro Virginia Raggi e la scelta di trasferire le famiglie rom dei campi in strutture abitative di accoglienza temporanea gestite da enti del terzo settore. Ad attaccare la sindaca diversi esponenti di centrodestra, tra Lega e Fratelli d'Italia, per un nuovo bando del Comune pubblicato poco prima di Natale. L'amministrazione M5s cerca associazioni che abbiano a disposizioni alloggi (anche fuori Roma, nelle altre province del Lazio) per 24 mesi e che in parallelo offrano un percorso di accoglienza per i nuclei familiari (qui i dettagli). Questo però era già previsto dal piano rom licenziato nel 2017, un pacchetto di misure che avrebbero dovuto portare entro il 2021 alla chiusura dei campi.

"Sulla gestione del tema rom si registra l'ennesima farsa da parte della Raggi che come al solito non è riuscita in cinque anni a trovare una soluzione a uno dei dei tanti problemi della Capitale e adesso, alla vigilia delle elezioni, cerca di correre ai ripari con una soluzione costosa e pasticciata" commenta Daniele Giannini, consigliere regionale del Lazio della Lega. Sulla stessa linea la consigliera leghista Laura Corrotti: "Non trovando sostegno nella sua città dove è sindaco da ormai cinque anni, cerca strutture anche nelle altre province del Lazio con un bando di gara che ha il sapore della sconfitta per l'amministrazione grillina. Il fallimento del 'piano rom' del Campidoglio varato nel 2017 ha così nuovi costi da supportare". 

Il piano rom della giunta Raggi: i dettagli

Anche la Lega romana si scaglia contro la sindaca. "Che fine ha fatto l'ufficio di scopo istituito nel 2017 per favorire l'attuazione delle misure previste nel 'Piano di indirizzo per l'inclusione di Rom, Sinti e Caminanti'?" commenta il consigliere Davide Bordoni. "L'impegno era per il superamento dei campi, il risultato è che la giunta pentastellata non è stata in grado di realizzare politiche adeguate per arginare e risolvere la questione. Annunci di sgomberi, ma nulla è cambiato, anzi le cose sono peggiorate e con il nuovo bando di gara si torna al punto di partenza e si allarga il problema a tutto il territorio del Lazio".

"Uno sperpero immenso di denaro pubblico che ha portato a niente" dichiara Fabrizio Santori, dirigente regionale della Lega. "La Raggi è colpevole anche di questo ennesimo fallimento per la nostra città. Roma deve voltare al più presto pagina, iniziando una nuova era all'insegna della legalità e della tolleranza zero".

La protesta fuori da Roma

Le voci poi si levano anche fuori dalla Capitale. "La scelta di spostare gli ospiti dei campi rom nelle diverse province non può che generare preoccupazione e forti perplessità: nell'appalto si parla di una sistemazione temporanea, ma non vorremmo che questo fosse solo un modo per portare queste persone fuori da Roma e lì lasciarle, levandosi il problema di torno, vista l’incapacità di gestirlo". Sono le parole del coordinatore della Lega per la provincia di Rieti, Paolo Mattei. "Non capiamo infine perché - continua l'esponente leghista - i problemi di integrazione e inclusione sociale presenti nelle grandi  città come Roma debbano essere trasferiti in territori che nulla hanno a che vedere con fenomeni così complessi. Per tutti questi motivi - conclude Mattei - la Lega invita Provincia ed Enti locali a non fare alcuna manifestazione di interesse". 

Il caso Castel Romano

Sempre sul tema rom intervengono anche esponenti di Fratelli d'Italia, in merito all'altro avviso pubblicato uscito in queste settimane riguardante il trasferimento di una parte di famiglie fuori dal campo di Castel Romano. Come riportato da RomaToday, per questo singolo caso il Comune sta cercando centri di accoglienza, ma anche hotel e b&b rimasti liberi per il covid-19. "Abbiamo presentato una interrogazione urgente alla Raggi su questa ennesima trovata - fa sapere il consigliere di FdI Andrea De Priamo - offrire bed and breakfast per far lasciare parte del campo di Castel Romano, atto dovuto anche in seguito alle denunce di fdi, è l'ennesima dimostrazione del fallimento totale del piano Rom. Siamo alla frutta, anzi alla colazione!". 

La replica del M5s

Ai tanti attacchi da destra rispondono esponenti del M5s. "Tra campi e insediamenti abbiamo già chiuso Camping River, Foro Italico e Schiavonetti. Siamo in dirittura d'arrivo per Barbuta e Monachina" commenta il capogruppo Giuliano Pacetti. "I soldi investiti per la chiusura dei campi serviranno a mettere definitivamente fine a questa pagina buia e comunque rappresentano una goccia nell'oceano rispetto agli sprechi causati dalla Lega per aprirli e mantenerli".

"Le sparano così grosse che servirebbe un vaccino per difendersi anche dalle fregnacce della Lega" dichiara il consigliere Paolo Ferrara. "Continuano a parlare del sistema dei campi rom di Roma Capitale da loro ideato e direi anche realizzato imputando agli altri le responsabilità. I romani per questa genialata hanno speso fino a 30 milioni l'anno. Soldi che potevano essere spesi per i più deboli e per risolvere definitivamente il problema.  Poi ci siamo noi che abbiamo già chiuso Camping River, Foro Italico e Schiavonetti. Siamo in dirittura d'arrivo per chiudere la Barbuta e Monachina. La Lega e Fratelli d’Italia possono solo nascondersi perché non li hanno solo aperti ma anche foraggiati, sprecando milioni di euro di soldi pubblici".


 

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