La maggioranza salva i camion bar? "Solo insinuazioni di soloni superficiali"

Continua la polemica sugli aumenti del suolo pubblico, e sull'emendamento di Corsetti che congela i rialzi per i camion bar. Il Pd ribatte alle accuse: "Delibera modificata in senso migliorativo"

Qui non si tratta di salvare nessuno, tanto meno i camion bar. La maggioranza Pd ribatte a stretto giro alle accuse per quell'emendamento, presentato in Aula durante il voto alla delibera su Osp e Cosap, che ha finito per congelare gli aumenti di suolo pubblico proprio alle bancarelle di cibo e bevande. Nonostante l'indirizzo di sindaco e giunta, con il voto di aprile alla stessa delibera, andasse in senso contrario.

Un favore fatto in extremis a un bacino di elettori intoccabile da decenni? C'è chi ha subito gridato allo scandalo per quel voto in Aula: associazioni, politici di opposizione, semplici cittadini. Sul web, vedi il lunghissimo post con decine di commenti sul blog Romafaschifo, non sono mancati dibattiti al veleno. Nel mirino, per dirla con i Cinque Stelle, quel voto interpretato come "un regalo alle lobby". Ma il centro sinistra non ci sta e risponde a tono, spiegando punto per punto il senso dell'emendamento incriminato.

Per quale ragione la Giunta ha votato ad aprile un testo che prevedeva un aumento del 1000% alle tariffe attuali (passando da 3 a 30 euro) e a luglio l'Assemblea Capitolina ha fatto dietrofront limitando il rialzo al 350%? "Applicare indiscriminatamente gli aumenti programmati - a prescindere dal reale valore economico e commerciale dei diversi quadranti e zone della città, e all'interno delle stesse - si sarebbe rivelata una operazione miope e non equa". Così in una nota congiunta i presidenti dei gruppi di maggioranza in Assemblea capitolina, Francesco D'Ausilio (Pd), Luca Giansanti (Lista Marino), Gianluca Peciola (Sel), Massimo Caprari (Cd) e il coordinatore della maggioranza in Campidoglio, Fabrizio Panecaldo.

Insomma, la sinistra fa quadrato (Sel compresa) intorno al presidente della Commissione Commercio, firmatario dell'emendamento, Orlando Corsetti, che nelle scorse ore aveva già fornito le stesse motivazioni. "La pura e semplice applicazione delle tariffe e dei coefficienti moltiplicatori del canone Osp - proseguono i rappresentanti della maggioranza capitolina- avrebbe significato di fatto inficiare il provvedimento per manifesta incongruenza. Peggio: questa impostazione avrebbe dato la stura a tutta una serie di ricorsi, i cui esiti sono altrettanto intuibili. La maggioranza, consapevole dello status quo e attenta ad operare legittimamente, ha tratto le debite conseguenze".

Quindi, prima la 'zonizzazione' poi gli aumenti promessi. "Abbiamo deciso - continua la nota - di procedere rapidamente, entro la fine dell'anno, a una riclassificazione del territorio cittadino, grazie alla quale gli aumenti potranno essere riconsiderati e applicati in modo congruo perchè calcolato sul valore commerciale effettivo della postazione, mentre eventuali tariffe ridotte si applicherebbero alle attività che operano in zone difficili e svantaggiate".

"INSINUAZIONI DI SOLONI SUPERFICIALI" - Per concludere, non ci sarebbe nessun dietrofront rispetto a quanto stabilito in giunta, anzi. "La delibera non solo è stata modificata in senso migliorativo, ma ha trovato le giuste gambe su cui marciare per raccogliere i frutti sperati" conclude la maggioranza, senza risparmiare la stoccata finale contro "le insinuazioni di certi professionisti della critica, o peggio soloni superficiali". Che però riprendono la parola.

LA CONTROREPLICA - "Se le obiezioni al dispositivo della Giunta erano queste, così alte e prestigiose e a fin di bene, perché sono state presentate con un emendamento di Commissione (gli unici emendamenti che si possono presentare all'ultimo tuffo, a dibattito già in corso, senza depositarli a tempo debito, per poter fare dei blitz)?". Riparte all'attacco il blogger di Romafaschifo, che lancia l'ennesimo post provocazione.

 "Perché non si è depositato un emendamento in tempi normali? Il provvedimento sugli aumenti, licenziato all'unanimità dalla Giunta, risale ad Aprile, da Aprile a Luglio la maggioranza non si è resa conto di quale grave vulnus avesse questo dispositivo e ha deciso di correggerlo solo negli ultimi 10 minuti col classico emendamento-caciara pieno di scritte (ne abbiamo copia, sta pubblicato proprio qua), scarabocchi, firme e controfirme. Perché la Commissione Commercio ha elaborato un emendamento il 21 luglio su provvedimenti così sbagliati da parte della giunta datati aprile?". 

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Domande a cui "nessuno dei delinquenti della maggioranza che siedono in Assemblea Capitolina potrà mai dare risposta". (CLICCA QUI PER LEGGERE IL POST)

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