Sanità, proteste sul cambio appalto del Cup regionale: "Stipendi decurtati di 200 euro"

I sindacati incontreranno l'assessore regionale alla Sanità il prossimo 10 settembre

Stipendi tagliati per una media di 200 euro a dipendente, tra orario di lavoro ridotto e nuovi contratti penalizzanti. Si inasprisce la protesta sul cambio di appalto dei servizi esternalizzati dei centri di prenotazioni Cup e di quelli amministrativi presso le strutture sanitarie regionali del Lazio. La nuova gara, con la quale è stato messo a bando il solo servizio Cup, è stata pubblicata nel 2015, assegnata nel 2017 e dal 1 settembre (operativamente lunedì 3) dovrebbe partire il subentro vero e proprio delle società vincitrici. In totale, sono coinvolti circa duemila lavoratori. 

“Le ditte subentranti” hanno spiegato in una nota Fp-Cgil Roma e Lazio, Filcams-Cgil Roma e Lazio, Cisl-Fp Lazio, Fisascat-Cisl Lazio, Uil-Fpl Roma e Lazio e Uil Trasporti Roma e Lazio “stanno procedendo alla stipula dei contratti in maniera unilaterale e con le decurtazioni di salario che abbiamo denunciato e per le quali abbiamo chiesto un incontro urgente”. 

L’appuntamento con la Regione è per il 10 settembre. Troppo tardi per i sindacati che hanno chiesto di intervenire per sospendere il passaggio di appalto. In quella data, spiegano le organizzazioni dei lavoratori, “sarebbero già operativi i cambi di appalto con le ditte subentranti, la società SDS e la RTI-GPI”. 

L’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, ha fatto sapere di aver raccolto la richiesta: “La Asl Roma 2 e la Asl Roma 3 (che riguardano la maggior parte ma non la totalità dei lavoratori interessati, ndr) hanno accettato l’invito della Regione Lazio di posticipare l’entrata in servizio dell’azienda aggiudicatrice a dopo l’incontro con le organizzazioni sindacali in merito alla situazione dei lavoratori del Cup e dei servizi amministrativi. La Regione Lazio è impegnata nel pieno rispetto dell’accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali nel garantire la legalità e le garanzie occupazionali”.

Il clima resta teso. I sindacati hanno già avviato le cosiddette ‘procedure di raffreddamento’ preliminari allo sciopero e per il 3 settembre resta convocato il presidio in piazza Oderico da Pordenone fuori dalla sede della Giunta regionale a Garbatella. 

Il nuovo bando di gara non presenta clausole sociali, ad esclusione delle categorie svantaggiate, e restringe l’importo complessivo dei finanziamenti per l’erogazione dei servizi, e di conseguenza del monte ore. Va ad incidere su un servizio fornito da soggetti diversi, tra cui anche alcune cooperative sociali, così oggi le problematiche a cui stanno andando incontro i lavoratori sono diverse: dal passaggio del contratto del commercio a quello ‘multiservizi’ alla perdita degli scatti di anzianità fino alla riduzione del monte ore di lavoro.

“Tutti con un'unica conseguenza” spiega Massimiliano Marzoli, responsabile del dipartimento Terzo Settore Cisl Fp Lazio: “In media tutti i lavoratori si vedranno decurtato lo stipendio di circa 200 euro”. Nei mesi scorsi, in merito ad un primo cambio di appalto presso l’ospedale Sant’Andrea, i sindacati avevano raggiunto un accordo “che avrebbe attivato servizi innovativi e aggiuntivi per garantire sia la tenuta dei livelli occupazionali sia di quelli salariali. Oggi chiediamo che quell’accordo sia mantenuto” conclude Marzoli. 

Lo spiegano i segretari generali regionali delle federazioni di categoria Natale Di Cola (Fp-Cgil Roma e Lazio), Roberto Chierchia (Cisl-Fp Lazio), Sandro Bernardini (Uil-Fpl Roma e Lazio), Alessandra Pelliccia (Filcams-Cgil Roma e Lazio), Carlo Costantini (Fisascat-Cisl Lazio), Simona Rossitto (Uil-Trasporti Roma e Lazio): “Dopo il primo risultato positivo dell'Azienda Sant'Andrea c'è stato un brusco e colpevole cambio di rotta: risorse insufficienti, nessuna garanzia sulla tenuta occupazionale e salariale, Regione assente” proseguono i segretari. “È dal 2015 che aspettiamo i progetti innovativi attraverso cui finanziare le risorse necessarie a pagare gli stipendi senza che nessuno rischi di essere licenziato”.

“Abbiamo già avviato le procedure di raffreddamento in Prefettura e avviato gli incontri presso le sedi territoriali degli ispettorati al lavoro” spiega Cristina Compagno, responsabile Terzo Settore della Fp Cgil di Roma e del Lazio. “Stiamo cercando di attivarci su più fronti affinché la Regione Lazio mantenga gli impegni. La proroga concessa al subentro delle aziende vincitrici del bando ci darà più tempo per lavorare ma è necessario che la Regione ci convochi per capire in che termini possiamo dare vita a questi accordi”.

“Non permetteremo” concludono nella nota unitaria i sindacati “che si continui a giocare con il futuro professionale e personale dei lavoratori. Né che il funzionamento dei centri di prenotazione siano messi a rischio. Vogliamo soluzioni certe e tempestive”.

Il presidente della commissione Sanità, Giuseppe Simeone, ha inviato una lettera al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e agli assessori alla Sanità e al Lavoro, Alessio D'Amato e Claudio Di Berardino, per chiedere di convocare, "anticipando la data del 10 settembre", un incontro con i sindacati sulla vicenda che riguarda i lavoratori del Cup. "La situazione dei lavoratori Cup non si può che definire da terzo mondo- scrive Simeone - e la Regione Lazio non può limitarsi a dire che è impegnata nel pieno rispetto dell'accordo con i sindacati". 

Aggiunge la presidente della IX Commissione regionale lavoro, Eleonora Mattia (PD): "Bene il rinvio del subentro, risposto dall'assessore. Spero che in questi giorni si compiano tutti gli atti affinchè i lavoratori vengano tutelati a livello contrattuale e salariale".

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