Domenica, 21 Luglio 2024
Politica

Caccia nel Lazio, via libera alla stagione venatoria 2023-2024: si parte il 17 settembre

Le giornate che i cacciatori possono scegliere, il numero massimo di capi da abbattere, le diversi specie che si possono cacciare. Sui cinghiali si resta in attesa di uno specifico provvedimento

Prende il via il 17 settembre e termina il 31 gennaio la stagione venatoria 2023/2024. Con decreto del presidente della regione Lazio, Francesco Rocca, è stato approvato il calendario e fissato il numero di capi che ciascun cacciatore può abbattere. In un secondo momento invece, sarà emanato un ulteriore decreto specifico per il cinghiale. Il provvedimento dedicato all’ungulato dovrà tener conto delle indicazioni fornite dall’Ispra e dal commissario governativo finalizzate a un maggiore e più efficace contrasto alla peste suina africana (Psa).

Il numero di capi che si possono cacciare

Per l’intera stagione venatoria 2023/2024, a ciascun cacciatore è consentito abbattere complessivamente non più di cinque capi per ogni specie di: lepre europea e starna; non più di dieci capi della specie moriglione; non più di quindici capi della specie fagiano e tortora; non più di venti capi della specie beccaccia; non più di venticinque capi per ogni specie di: beccaccino, canapiglia, codone, frullino, marzaiola, mestolone e quaglia; non più di cinquanta capi della specie allodola. Per esercitare la caccia, il cacciatore dovrà essere munito del tesserino venatorio, valido su tutto il territorio nazionale. Per il prelievo di selezione è previsto uno specifico tesserino.

Caccia nel Lazio: tutte le date specie per specie

Durante la stagione, l’esercizio venatorio è consentito tre giorni per ogni settimana, che il titolare della licenza può scegliere fra quelli di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica. I periodi per le differenti specie di selvaggina sono i seguenti: 
 
Dal 17 settembre 2023 al 30 settembre 2023 le specie cacciabili sono la tortora (prelievo consentito ai soli cacciatori autorizzati) e la quaglia. Dal 17 settembre 2023 al 10 dicembre 2023 la lepre europea; dal 17 settembre 2023 al 31 dicembre 2023 il coniglio selvatico, il fagiano ed il merlo. Dal 17 settembre 2023 al 15 gennaio 2024 la cornacchia grigia e la gazza. Dal 17 settembre 2023 al 31 gennaio 2024 sono cacciabili l’alzavola, il beccaccino, la canapiglia, il codone, il fischione, la folaga, il frullino, la gallinella d’acqua, il germano reale, la marzaiola, il mestolone, il moriglione (consentito ai soli cacciatori autorizzati),il porciglione e la volpe. Dal’ 1 ottobre 2023 al 31 dicembre 2023 è possibile cacciare l’ allodola. Dal 1 ottobre 2023 al 20 gennaio 2024 la beccaccia. Dal 1 ottobre 2023 al 31 gennaio 2024 sono cacciabili le seguenti specie: cesena, colombaccio, ghiandaia, tordo bottaccio, tordo sassello. Dal 1 ottobre 2023 al 30 novembre 2023 la caccia è aperta alla starna ed infine dal 1 novembre 2023 al 31 gennaio 2024 si potrà cacciare il cinghiale, in un numero e con modalità che saranno comunicate successivamente dalla regione Lazio.

Muraglioni e tortore

Per la specie moriglione (Aythya ferina) è previsto un limite di carniere regionale complessivo pari a 834 capi per tutta la stagione venatoria 2023-2024. A tal proposito, la caccia al moriglione su tutto il territorio regionale sarà consentita ai soli cacciatori che presentino apposita richiesta all’ATC di competenza e che ricevano l’assegnazione del numero massimo di capi abbattibili.  Per la specie tortora è previsto, invece, un limite di carniere regionale complessivo pari a 5.534 capi per tutta la stagione venatoria 2023-2024, compresa l’eventuale preapertura che verrà stabilita con successivo decreto.

Con successivo provvedimento è stato, inoltre, stabilito che dal 1 al 10 febbraio 2024 compreso, sarà consentito l’esercizio venatorio alle specie colombaccio e ghiandaia. E sempre con un ulteriore decreto verrà regolamentato l’esercizio venatorio per il versante laziale del Parco nazionale Abruzzo Lazio Molise e per l’Isola di Ponza. 

Il commento della regione

“Il calendario – hanno spiegato l’assessore all’agricoltura, Giancarlo Righini e il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Enrico Tiero - è stato stilato dopo un proficuo lavoro di concertazione con il comitato faunistico venatorio regionale e successivo parere Ispra. Siamo pienamente soddisfatti del risultato raggiunto perché siamo riusciti ad assecondare gran parte delle richieste espresse dalle associazioni interessate. Si tratta di un grande passo in avanti rispetto al passato, in termini di trasparenza e concretezza. Occorre salvaguardare le peculiarità dei cacciatori e delle loro comunità rurali alle prese soprattutto con il proliferare dei cinghiali che oltre ad ingenti danni all’agricoltura, stanno provocando pericolosi incidenti, anche mortali, sulle nostre arterie. Il decreto approvato in merito sancisce un cambio di marcia evidente nel metodo e nel merito dei provvedimenti. L'amministrazione Rocca si dimostra vicina alle istanze del mondo venatorio e alle esigenze dei nostri territori”.
 

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