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Elezioni comunali, Calenda rimanda le dimissioni: “Rinuncerò tra qualche mese”

Il leader di Azione torna sulle questione delle sue dimissioni che "per verificare la formazione della giunta ed il programma" non saranno immediate

Le dimissioni di Carlo Calenda dall’Assemblea capitolina non saranno immediate. Il leader di Azione, il primo tra i candidati sindaci a comunicare l’intenzione di rinunciare al ruolo di consigliere, è tornato sulla questione delle proprie dimissioni.

Dimissioni posticipate

“Le cariche di Parlamentare Europeo e Consigliere Comunale sono cumulabili, così come le rispettive retribuzioni – ha premesso Calenda – Potrei tenerle entrambe guadagnando di più. Rinuncerò invece dopo qualche mese, per verificare la formazione della Giunta e il programma, per far entrare un ragazzo molto capace che ha coordinato il nostro programma su Roma. Lo faccio per serietà non per convenienza che come spiegato non c'è. Aggiungo che di tutto ciò avevo informato gli elettori prima del voto”.

La giunta Gualtieri e la giunta ombra di Calenda

Non sarà quindi immediato l’addio all’Aula Giulio Cesare perché, Calenda ha intenzione di vagliare la formazione della Giunta e le linee programmatiche che il neosindaco Gualtieri dovrà presentare in occasione dell’insediamento della nuova maggioranza, previsto per il prossimo 4 novembre. Tra meno di una settimana quindi. Il leader di Azione, prima di lasciare la sua carica al “ragazzo molto capace”, vale a dire a Francesco Carpano, ha dichiarato di voler far trascorrere “qualche mese”. Forse il tempo necessario per individuare i professionisti “romani e con grandi skill” che, come ha spiegato la neoconsigliera Flavia De Gregorio, andranno a comporre la “giunta ombra” della Lista Calenda.

L'addio del Tribuno

La precisazione del leader di Azione, sulle tempistiche e sulla decisione di lasciare l’incarico in comune, sono arrivate all’indomani dell’annuncio di un altro candidato sindaco. Anche Enrico Michetti, nella giornata di sabato 30 ottobre, ha infatti comunicato la decisione di rinunciare al ruolo di consigliere comunale. Il Tribuno lo ha fatto perché convinto che come presidente della Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica, può “continuare ad offrire un contributo civico alla buona amministrazione, indubbiamente superiore rispetto a quanto potrei garantire ove assumessi il ruolo politico di consigliere di opposizione”.

Un passaggio di consegne più rapido

Saranno invece immediate le dimissioni di Enrico Michetti, che hanno colto di sorpresa molti esponenti di Lega e Forza Italia e che anche il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia) ha dichiarato essere frutto di una “decisione che mi risulta personale e non concordata con alcuno”. Per il passaggio di consegne del “Tribuno” con il consigliere Federico Rocca (FdI) non bisognerà attendere mesi. Come avverrà, invece, per la lista Calenda.
 

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