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ZTL, monta la protesta per la sospensione del divieto di circolazione dei bus turistici: “Sono mezzi vecchi e inquinanti”

Da Legambiente a Salvaiciclisti, venti associazioni contestano il ritorno dei pullman euro 3 ed euro 4 nelle ztl ed auspicano la realizzazione di “hub intermodali fuori dal Raccordo”

I bus turistici euro 3 ed euro 4 possono tornare a circolare nella ZTL. Il Tar ha sospeso gli effetti di una delibera dell’Assemblea Capitolina che ne aveva vietato l'accesso dal primo gennaio 2021. La decisione del Tribunale non è però  piaciuta ad una ventina di realtà, da Legambiente a Salvaiciclisti, preoccupate dalla presenza di questi mezzi nelle strade del centro.

Mezzi vecchi ed inquinanti

“I pullman, di cui si chiede il transito, sono mezzi vetusti che riversano nell’aria romana quantità di particelle inquinanti (NO2, PM10, PM2.5) responsabili di malattie respiratorie, tumori e morti ogni anno” si legge nel documento sottoscritto anche da Greenpeace ed altre associazioni in prima linea nella difesa dell’ambiente.

La decisione del TAR

La decisione del Tribunale amministrativo è arrivata perché, a fronte della richiesta che nel luglio 2020 uno degli operatori turistici aveva rivolto al Comune, non è stata data risposta. L’azienda privata si è così rivolta al TAR che ha deciso di sospendere l’efficacia del provvedimento capitolino in attesa d’una risposta. I bus turistici possono tornare nelle ZTL del centro.

Le aspettative degli operatori turistici

“La Prefettura ha fissato la proroga della circolazione fino al 31 marzo 2022, che coincide però con l’inizio della stagione turistica – aveva spiegato Emanuele Orlando Desideri, amministratore delegato della Green Line Tour S.p.A. – Per questo puntiamo a sospendere il divieto almeno fino a dicembre 2022, per salvaguardare la stagione dopo due anni di lockdown e attività sospese”.

La protesta delle associazioni

“L’omissivo comportamento tenuto dal Comune di Roma Capitale - che non ha risposto all'azienda turistica che chiedeva di sospendere la delibera - determinerà un pregiudizio alla salute e alla sicurezza dei propri cittadini e degli stessi turisti” hanno commentato Greenpeace, Legambiente e le altre associazioni che hanno firmato il documento. 

Le aspettative per migliorare la qualità dell'aria

Il loro auspicio è che “la nuova Amministrazione, non solo mantenga il divieto di ingresso di bus nella zona a traffico limitato, ma stimoli la Regione Lazio all’aggiornamento del Piano della Qualità dell’aria secondo le nuove linee guida dell’OMS, seguendo le indicazioni del Programma Nazionale di Controllo dell'inquinamento atmosferico e confermando il divieto della circolazione dei veicoli diesel dal centro entro 2024”.  

E’ una sorta di “rilancio”, quello che le realtà che hanno contestato la sospensiva, hanno deciso di mettere in campo. Un appello che chiama in causa anche  “le organizzazioni sindacali ed ai lavoratori” delle aziende che operano nel settore dei pullman turistici “affinché le spingano a chiedere l’individuazione di hub intermodali, fuori dal Raccordo, e a che esse si riconvertano, abbandonando i combustibili fossili, verso modelli sostenibili per i propri dipendenti e per la collettività”.

Richieste condivise

Le associazioni hanno già incassato il supporto dei Verdi. “Le imprese di trasporti avrebbero dovuto ammodernare prima della pandemia le vetture e puntare su una circolazione sostenibile. Ora, invece, invaderanno nuovamente le strade con lo smog, aumentando anche il rischio incidenti, visto che le vie di Roma sono popolate da biciclette e monopattini usati specialmente dai turisti” hanno sottolineato Nando Bonessio e Guglielmo Calcerano, di EuropaVerde che hanno dichiarato di unirsi all'appello di associazioni come FridayforfutureRoma, Legambiente e Greenpeace Italia, per chiedere “l’individuazione di hub intermodali, fuori dal Raccordo, e l’abbandono da parte delle aziende di bus turisti di mezzi a combustibili fossili verso modelli sostenibili”.


 

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