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Buono casa: "Nuovi ritardi e incertezze, così le famiglie rischiano lo sfratto"

L'erogazione è ferma da due mesi. Per alcune famiglie mancano all'appello molti versamenti. La denuncia arriva dalla segretaria di Unione Inquilini di Roma, Silvia Paoluzzi: "Da tempo chiedo un incontro con l'assessora Vivarelli per affrontare questo tema"

Ancora ritardi e incertezze nell’erogazione del buono casa da parte del Comune di Roma: “Le famiglie rischiano lo sfratto”. La denuncia arriva dalla segretaria di Unione Inquilini di Roma, Silvia Paoluzzi, che ha avanzato formale richiesta di incontro con l’assessora a Patrimonio e Politiche abitative, Valentina Vivarelli, e con il direttore del dipartimento Gaetano Pepe.

“A causa di cavilli burocratici, le mensilità di aprile e maggio non sono ancora state versate. Le famiglie, di fatto, si trovano con l’affitto non pagato”, denuncia Paoluzzi. A quanti, scaduti i cinque anni, hanno ottenuto il rinnovo sta andando anche peggio: “Le mensilità arretrate (a partire dalla data del rinnovo, ndr) non sono ancora state versate, così c’è chi si ritrova con molti mesi di affitto che mancano all’appello. Come se non bastasse il dipartimento non dà comunicazioni ufficiali in merito allo stato di lavorazione delle pratiche e gli inquilini si trovano soli di fronte ai proprietari degli appartamenti, alcuni dei quali hanno iniziato a minacciare lo sfratto. La situazione non è più sostenibile”.

Il buono casa è un contributo di massimo 700 euro che viene versato dal Comune di Roma direttamente nelle tasche dei proprietari dell’appartamento per dare casa a famiglie in emergenza abitativa. Il buono era stato introdotto dall’amministrazione Marino come misura per chiudere i residence, molto più costosi, in attesa dell’assegnazione di casa popolare ma, per vari motivi, non è mai davvero decollata. Oggi ne usufruiscono circa 250 famiglie. Quelle con i contratti scaduti nel 2020, circa 25, hanno dovuto attendere quasi un anno per il rinnovo. Alcune di loro, come raccontato da Romatoday, sono finite sotto sfratto. Nel frattempo sono scaduti altri contratti. Nonostante il via libera alla proroga, i soldi, denuncia Unione Inquilini di Roma, non sono ancora arrivati. 

I ritardi non sono l’unico problema. “Diverse famiglie si sono rivolte al sindacato perché rischiano di perdere il contributo per esubero di reddito”, racconta Paoluzzi. Anche in questo caso il motivo è di natura burocratica più che sostanziale. “La delibera che ha istituito il buono casa fissa in 18mila euro il limite reddituale per l’accesso, mentre la soglia della decadenza è un po’ più alta ed è individuata nel reddito per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica. Da qualche mese il dipartimento ha intenzione di abbassare anche la soglia per la decandenza a 18mila euro. Mentre decidono il da farsi, quando basterebbe applicare la delibera, le famiglie rischiano lo sfratto”, denuncia ancora Paoluzzi che anticipa l’intenzione di avanzare ricorso al Tar.  

“Per tutti questi motivi", conclude Paoluzzi, "chiediamo con urgenza all’assessora Vivarelli un incontro sulla misura del buono casa, che doveva servire a chiudere i residence e che non è mai stata valorizzata. Oggi le famiglie rischiano lo sfratto per ritardi dovuti a motivi che non ci è dato sapere dal momento che l’amministrazione, chiusa in sé stessa, non vuole parlare”.

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