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Buoni spesa, il Comune ne perde 25mila ma difende l'affidamento: "Offerta di altra ditta è arrivata troppo tardi"

I tecnici capitolini spiegano in commissione Trasparenza l'iter che ha portato all'esclusione di Repas, l'azienda già incaricata della fornitura dei buoni ai dipendenti capitolini

"Abbiamo semplicemente scelto quella che per noi era l'offerta più vantaggiosa". Dal Campidoglio lo ripetono ancora. Stavolta ci pensano gli uffici tecnici a rendicontare, in commissione Trasparenza, sulle procedure di affidamento del servizio di erogazione dei buoni spesa - 80mila le domande stimate alla scadenza dei termini - tra le misure economiche principali per aiutare le famiglie in difficoltà durante l'emergenza coronavirus

La commessa è stata affidata alla francese Edenred: 500mila buoni spesa al costo di 11 milioni di euro, più altri 100mila ticket omaggio. E uno sconto totale del 19,4%. Più una app per facilitare la fruizione dei buoni tramite smartphone. Ma a gettare ombre sull'iter seguito dal Comune, una diffida arrivata a palazzo Senatorio dalla società Repas, scartata dall'affidamento. Secondo quanto sostenuto dall'avvocato Gianluigi Pellegrino, scegliendo l'azienda che già ha in carico le forniture di buoni spesa per i dipendenti capitolini, il Comune avrebbe risparmiato ottenendo 25mila buoni in più. 

"Quando ci siamo rivolti alla società Repas chiedendo di avvalerci del contratto Consip in essere che prevede un ribasso del 19,5% si è rifiutata, dicendo che si trattava di un nuovo contratto, quindi non poteva applicare lo sconto". A spiegarlo durante la seduta di commissione il vicedirettore generale del Campidoglio, Giovanni Serra. 

A quel punto, ha spiegato il dirigente capitolino, "abbiamo chiesto l'intervento del Gabinetto del sindaco per convincere Repas, ma la loro offerta ufficiale di ribasso era solo del 10%. Così abbiamo interpellato i Comuni di Torino, Firenze e Palermo e abbiamo ottenuto diverse indicazioni: in particolare, l'assessore di Firenze ci ha suggerito che esisteva un'offerta pubblica fatta dalla società Edenred, e li abbiamo contattati. L'offerta prevedeva un ribasso del 10% più il 20% di buono omaggio, che grosso modo vuol dire un 19,4% di ribasso con in più un'app per eliminare la procedura di stampa, consegna e verifica dei buoni spesa, e quindi abbiamo deciso di aggiudicare a loro". 

Il giorno dopo, ha proseguito Serra, "abbiamo ricevuto un'email da un rappresentante del gruppo Repas che ci ha detto che erano disponibili a un ribasso del 20%: un'offerta che non abbiamo preso in considerazione sia per la scorrettezza contrattuale, visto che avevano rifiutato la nostra iniziale richiesta di ribasso, sia perchè non avevano alcuna app". Lo sconto del 20% quindi sarebbe arrivato troppo tardi. L'avvocato però sostiene che il preventivo fosse stato accordato, e la comunicazione di Repas è stata comunque inserita tra gli elementi valutati riportati nella determinazione dirigenziale del 2 aprile che fissava ufficialmente l'affidamento a Edenred. 

Insomma, il Campidoglio tramite i suoi tecnici difende la scelta fatta, senza però negare che quella arrivata da Repas, tardiva o no, portasse a un risparmio e più ticket per le famiglie. "Non era una gara con una procedura ad asta" aggiunge poi la dirigente capo del dipartimento Politiche sociali, Raffaella Modafferi. "Ancora oggi arrivano mail di offerte anche più convenienti, non potevamo aspettare in eterna. L'offerta di Repas è stata tardiva. E poi lo sconto con i buoni omaggio è esente da Iva, e Repas non ci offriva la app". 

Risposte che non soddisfano le forze di opposizione. "Permangono forti dubbi sulla modalità di affidamento - commenta il capogruppo di Fratelli d'Italia Andrea De Priamo - non solo per la scelta di un soggetto francese ai danni di uno italiano, ma per l'accusa di minore convenienza della scelta operata, non smentita oggi in commissione dagli uffici". 

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