Omofobia a scuola: il Comune di Roma presenta il progetto 'lecosecambiano@roma'

Il progetto varato dall'Assesorato alla Suola, Infanzia, Giovani e Pari opportunità, in collaborazione con La Sapienza Università di Roma e la casa editrice IBSN, ha l'appoggio scientifico di Vittorio Lingiardi

"Nessuno deve sentirsi sbagliato perchè diverso": esordisce con queste parole Vittorio Lingiardi, professore di Psicologia alla Sapienza Università di Roma, nella conferenza stampa tenutasi questa mattina, 5 marzo, in Campidoglio, per la presentazione del progetto lecosecambiano@roma.

Il progetto, avviato dall'Assesorato alla Suola, Infanzia, Giovani e Pari opportunità, in collaborazione con La Sapienza Università di Roma e la casa editrice IBSN, è volto alla sensibilizzazione e alla valorizzazione delle differenze, contribuendo a contrastare il bullismo omofobico in ambienti scolastici. Partecipano al progetto 24 scuole distribuite in 13 dei 15 municipi di Roma, per un totale di 2.500 ragazzi. 

Il progetto è nato in seguito a una lettera, firmata da molti artisti e intellettuali, rivolta al sindaco Marino, in cui si chiedevano risposte concrete per il problema omofobia della Capitale. La lettera rappresenta il gesto estremo dei cittadini di fronte a una mancanza di presa di posizione concreta della politica di fronte al problema, soprattutto in seguito all'ultimo caso di suicidio di un ragazzo gay, avvenuto a fine ottobre 2013. L'appello chiedeva "un tentativo di inversione culturale in questa città che inghiotte le diversità e ne fa poltiglie".

Il progetto come spiega Alessandra Cattoi, assessore alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari opportunità, "si sviluppa su tre assi: il primo è un'indagine attraverso un questionario anonimo che tutti gli studenti dovranno compilare online; il secondo è la programmazione di una serie di incontri di sensibilizzazione alla questione negli istituti aderenti, e infine un concorso per le scuole intitolato 'iocambiolecose@roma'." Nel progetto scolastico si chiede agli studenti di proporre una loro testimonianza o proposta contro l'omofobia attraverso qualsiasi forma artistica.

L'omofobia è un problema che va affrontato anche a livello psicologico. Vittorio Lingiardi ricorda come "le ferite e le cicatrici di un un adolescente vittima di fenomeni di bullismo si manifestano poi, nel corso della sua vita, con esiti negativi legati al benessere psicologico come la poca capacità di relazionarsi o paura di non piacere agli altri perchè non si piace a se stessi". 

Il progetto nasce però negli Stati Uniti nel settembre 2010, quando Dan Savange, scrittore e attivista gay, e suo marito Terry Miller decidono di caricare un video, "it get's better", su Youtube con l'intento di trasmettere un messaggio di speranza per tutti i ragazzi gay che stavano vivendo una situazione difficile. Nel video rassicuravano i ragazzi sulla possibilità di un miglioramento della propria vita, una volta cresciuti, e li invitavano a raccontare, con un video, le loro storie. Le adesioni sono cresciute esponenzialmente soprattutto dopo l'appoggio della Casa Bianca; lo stesso presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obamam, raccontava, nel suo filmato, di essere stato discriminato per il colore della sua pelle.

Il progetto è dunque arrivato in Italia, tramutando il nome in Le Cose Cambiano, e ha raccolto numerosi testimonial. Fortemente voluto dalla casa editrice Ibsn da Massimo Coppola e Luca Formenton, il progetto ha l'appoggio scientifico di Vittorio Lingiardi, psichiatra e psicoanalista.  E' intervenuto alla conferenza anche Roberto Vecchioni ricordando come "senza il riconoscimento del diverso non può esserci democrazia".

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