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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Politica

Buco bilancio Comune, dal Veneto monito contro Roma: "Inaccettabile l'aiuto del Governo"

A esprimere il dissenso l'assessore al Bilancio veneto Roberto Ciambetti: "Mentre i nostri Comuni non hanno soldi perchè il governo non trasferisce il dovuto, le affermazioni del sindaco sono provocazioni”

Nord Italia contro una Capitale affossata dai debiti. O meglio, Veneto contro Roma. Mentre il sindaco Marino si scaglia contro “l'irresponsabilità” dei dimissionari pidiellini preoccupato che la caduta del Governo si porti dietro anche qualsiasi speranza di aiuto dall'alto per le casse capitoline, l'assessore al Bilancio ed Enti locali del Veneto Roberto Ciambetti esprime il suo dissenso: “Mentre i nostri Comuni non hanno soldi perchè il governo non trasferisce il dovuto, le affermazioni del sindaco di Roma sono delle provocazioni inaccettabili”. 

L'assessore commenta così le ultime comunicazioni della giunta Marino che nelle scorse ore ha comunicato il buco di bilancio da 867 milioni di euro dei conti capitolini. “Un passo avanti e due indietro: avere una idea esatta dei propri debiti in una Italia dove ci sono persino delle Regioni delle quali non abbiamo dati affidabili è un bel passo avanti”. Quel che fa arrabbiare però è il passo indietro. Per Ciambetti l'amministrazione romana non ha capito “che 'propri' sia come aggettivo che come pronome possessivo indica una proprietà esclusiva, che appartiene in particolare a una realtà specifica”. In sintesi, i debiti di Roma deve pagarli Roma. E non piacciono all'assessore nemmeno i toni del sindaco secondo cui “chi 'non è con Romà, cioè chi non vorrebbe pagare per i romani, è 'contro Roma”.

Il punto che rende insopportabile per Ciambetti la richiesta dell'amministrazione capitolina al Governo è il Patto di stabilità inderogabile per tutti i Comuni d'Italia. “Nel mentre i nostri Comuni non hanno soldi perchè il governo non trasferisce il dovuto, nei giorni in cui non ci viene permesso di spendere i soldi che abbiamo perchè, diversamente dal Lazio, ci è stato imposto un Patto di stabilità abnorme le affermazioni del sindaco di Roma sono delle provocazioni inaccettabili. Con i nostri soldi è giunta l'ora di pagare le nostre aziende, dare servizi ai nostri cittadini”.

Per l'assessore, la richiesta di Roma è ancora di più una provocazione se si considera il comportamento virtuoso della regione nordica: “Nella settimana in cui la Corte dei Conti ha certificato i risultati positivi del Veneto, che è riuscito a rispettare tetti di spesa e ad abbattere costi ed uscite, diminuendo in maniera verticale il debito, la richiesta di aiuto per sanare gli 867 milioni del deficit capitolino suona come un oltraggio”

Il Veneto contro Roma? «Mettiamola così contro chi non ha capito che il mondo è cambiato, che nessuno oggi vuole pagare a piè di lista le spese altrui, come dicono giustamente in Germania: oggi devo pensare alla mia famiglia, alla mia gente, alle mie imprese, ai miei poveri. Roma è troppo lontana dal futuro. Noi dobbiamo usare i soldi dei nostri contribuenti per uscire dalla secche del presente e costruire il domani».

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