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Bracciano, chiuso il reparto ginecologia dell’ospedale

Interrotto senza spiegazioni "un servizio essenziale". Il racconto di un’infermiera: “Si è trovata la scusa dell’inagibilità... Stanno facendo sì dei lavori, ma sembrano tanto di facciata” e i consiglieri di minoranza occupano l'Aula per protesta

Una soluzione immediata: questa la richiesta dall'Amministrazione comunale di Bracciano in merito alla chiusura del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Padre Pio. Una struttura che ha cominciato ad avere problemi e rallentamenti già dalla scorsa estate, per poi chiudere definitivamente.

“Soprattutto si chiede di conoscere con precisione di chi siano le responsabilità riferibili all'interruzione di un servizio così essenziale non solo per il nostro paese ma anche per tutto il territorio della Asl Rm/F”: è quanto si legge nella nota congiunta dei Consiglieri di maggioranza e minoranza. Una nota che annuncia anche la convocazione di un Consiglio comunale aperto sul tema, cui saranno invitati i rappresentanti della Asl, gli amministratori dei comuni del territorio e i vertici regionali preposti. A questi ultimi, inoltre, verrà chiesto anche di provvedere alla concessione di deroghe all’assunzione di personale per il reparto, per “garantire la piena, continua e non più interrotta funzionalità del servizio”.

A Bracciano si teme, insomma, come spiegato dal documento,“che l’azione di chiusura a singhiozzo di specifici servizi sanitari preluda a una volontà di pervenire a una drastica riduzione delle attività dell'ospedale "Padre Pio", che possa condurre a una chiusura dell'intero nosocomio anche se sembra che il "Piano sanitario regionale" recentemente approvato voglia addirittura aumentarne i posti letto”.

Nei giorni scorsi, i consiglieri di minoranza del Pdl al Comune di Bracciano hanno occupato l’Aula consiliare per protestare. Patrizia Riccioni, Luigi Chirico, Armando Tondinelli e Maria Grazia Bernardini – cui si è aggiunto anche il consigliere regionale Tommaso Luzzi – hanno così esplicitamente chiesto delle risposte per un provvedimento che, il 19 dicembre scorso, la Direzione generale dell’Asl Rmf ha definito “chiusura temporanea per inagibilità”.

Il sindaco di Bracciano, Giuliano Sala, è critico: “Sebbene la necessità di sollecitare la riapertura del reparto di Ostetricia dell'ospedale Padre Pio di Bracciano sia una questione della massima urgenza, desta qualche perplessità la scelta di alcuni consiglieri di minoranza di occupare l'Aula consiliare: un gesto piuttosto velleitario in luogo del quale sarebbe stato più utile promuovere un'azione che coinvolgesse tutta l'Amministrazione”.

La situazione, però, non è chiara. A raccontarlo sono alcuni cittadini: il reparto è chiuso, ma il personale di Ginecologia continua a essere utilizzato con altre funzioni non di competenza. Inoltre, l’ospedale non ha smesso di far nascere bambini: spesso i medici fanno partorire le pazienti giustificando il ricovero come “operazione urgente”. Salvo poi non poter tenere la mamma in degenza e doverla trasferire con il neonato in altri nosocomi della zona - Civitavecchia o Roma.

“Il reparto non funziona”, commenta un’infermiera di Ostetricia e Ginecologia. “Ma la corsia viene utilizzata per i pazienti degli altri reparti di ortopedia, medicina e chirurgia”.  “All’inizio dell’estate, mancando i ginecologi – probabilmente in odor di ferie – si è trovata la scusa dell’inagibilità... Stanno facendo sì dei lavori, ma sembrano tanto di facciata… Sono fermi da dieci giorni su un filo della luce… E le sale non sono inagibili, dato che le usiamo appunto per gli altri pazienti”.

Il risultato è “caotico”. “Le ostetriche non fanno nulla – non possono lavorare – e tutto il resto della gestione ricade sul personale addetto” prosegue il racconto dell’infermiera. “Con le mie colleghe stiamo provando a farci spostare stabilmente negli altri reparti: la situazione è sempre più insostenibile”.
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