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La sindaca Raggi ANSA/MASSIMO PERCOSSI

La sindaca Raggi ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Bonus affitti, timori confermati: pioggia di domande, Comune a caccia di dipendenti per lavorarle

Il numero delle istanze ha già sforato quota 30mila. Pd all'attacco: "Campidoglio in ritardo" La replica: "I soldi della Regione non basteranno"

Quasi un mese dopo l’approvazione della delibera regionale che ha staziato risorse per un ‘bonus affitti’ per le famiglie in difficoltà economica a causa dell’emergenza Coronavirus, in Campidoglio scatta la ricerca di personale per far fronte alla lavorazione delle richieste. “Abbiamo appreso che il comune soltanto ieri si è attivato per diramare una circolare a tutti gli uffici allo scopo di reperire personale amministrativo da assegnare temporanemente al dipartimento Patrimonio e politiche abitative da adibire alle istruttorie di assegnazioni dei buoni affitti”, denunciano i consiglieri del Pd al Comune di Roma, Giulio Pelonzi e Giulio Bugarini. “Dopo 20 giorni in Campidoglio si sono resi conto di non essere in grado di istruire in tempi celeri le domande pervenute”, la polemica. La circolare, che porta la firma del direttore del dipartimento Risorse Umane, Angelo Ottavianelli, porta la data del 6 maggio 2020 e punta a trovare 50 dipendenti disposti a trasferirsi fino al 31 agosto 2020 presso le stanze del dipartimento della Garbatella.

Le richieste avanzate dai romani, infatti, hanno già sforato quota 30 mila, come comunicato stamattina dalla sindaca Virginia Raggi, e, questa la stima emersa dagli uffici capitolini, la cifra potrebbe crescere fino a “non meno di 60mila” istanze. Dietro ogni domanda una famiglia in difficoltà con il pagamento dell’affitto. Un’emergenza, tanto che la Regione Lazio una decina di giorni fa ha deciso di trasferire in anticipo i 12 milioni e mezzo di euro destinati a Roma Capitale per accelerare le procedure di erogazione del bonus. La misura è stata definita da più parti ‘tampone’, non in grado di dare risposte a lungo termine per un’emergenza abitativa destinata a durare a lungo, ma dovrebbe dare un po’ di respiro alle tasche di quanti potranno dimostrare di aver perso almeno il 30 per cento del reddito tra febbraio e maggio 2020 con un contributo pari al 40 per cento dell’affitto di tre mesi. Non è chiaro inoltre se le risorse disponibili saranno in grado di coprire tutto il fabbisogno. Quel che è certo è che le famiglie non hanno molto tempo e che in migliaia sperano di ottenere questo contributo.

L'allarme degli uffici: "Siamo in difficoltà"

Che il personale non sarebbe stato abbastanza non è un fulmine a ciel sereno per l’assessorato guidato da Valentina Vivarelli e per il Campidoglio di Virginia Raggi. Proprio sulle pagine di Romatoday il 21 aprile scorso è stato reso noto il contenuto di una comunicazione del 14 aprile 2020 indirizzata all’assessora, alla sindaca e agli uffici coinvolti da parte della direttrice del dipartimento Patrimonio e Politiche abitative, Valeria Minniti, che comunicava una serie di ciriticità sul bando, tra cui la scarsità di personale. Addirittura si manifestavano ritardi nella lavorazione delle domande di sostegno all’affitto dell’anno 2019 (al momento il Campidoglio ha depositato solo il numero delle domande ma non il fabbisogno effettivo): 8 dipendenti per 14mila domande, si legge nel documento, un “dato significativo della difficoltà con le risorse umane disponibili in tempi non condizionati ancora dall'emergenza”. Da quella comunicazione arrivata direttamente sulle scrivanie della sindaca Raggi e dell’assessora Vivarelli alla circolare di ieri sono passati 24 giorni.

Il bando: tre settimane di tempo per presentare la domanda

E è proprio la circolare di ieri che riporta la stima delle 60mila richieste entro il 18 maggio 2020, data ultima per la presentazione delle domande, pari al doppio di quanto ipotizzato solo un mese prima, tra le 20mila e le 30mila. La circolare riporta anche altre informazioni utili a capire i piani del Campidoglio. Il dipartimento cerca dipendenti per “garantire la lavorazione” delle domande “entro il termine del mese di luglio 2020”. Per capire quanti accetteranno di trasferirsi negli uffici del dipartimento Politiche abitative, che ha la fama di non essere un posto ambito per i dipendenti capitolini, bisognerà aspettare proprio il 18 maggio, giorno in cui scade anche la presentazione delle domande del bonus affitto. Quel giorno le istanze arrivate dai dipendenti volontari, nella speranza che raggiungano il numero sufficiente, verranno tarsmesse dal dipartimento Risorse umane a quello alle Politiche abitative che, solo “a seguito di istruttoria”, provvederà a richiedere la temporanea assegnazione del personale ritenuto idoneo. Quanti giorni serviranno prima dell’entrata in servizio effettiva non è dato sapersi. Nel frattempo i termini per la presentazione delle domande saranno già chiusi.

Le polemiche sui ritardi nella pubblicazione del bando da parte del comune, arrivata solo una ventina di giorni dopo la delibera regionale, hanno già accompagnato le prime fasi della misura emergenziale. Il Campidoglio si è difeso sostenendo di aver investito per la prima volta nella modalità di presentazione on-line della domanda che, in fase di valutazione, dovrebbe facilitare il lavoro. Oggi però le opposizioni sono tornate a farsi sentire: “Molti comuni del Lazio hanno iniziato già distribuire gli aiuti”, scrivono i consiglieri dem Pelonzi e Bugarini in una nota. “Purtroppo dobbiamo registrare ancora una volta notevoli ritardi da parte dell'amministrazione capitolina. Avevamo suggerito, per accelerare i tempi, di procedere in autocertificazione e successivamente alle verifiche, oppure di affidare l'istruttoria in forma sostitutiva direttamente alla società capitolina Risorse per Roma. Di questo passo, in attesa di formare il personale richiesto e di avviare l'iter delle istruttorie si rischia di distribuire i primi bonus affitti per l'autunno”.

Attacca anche Svetlana Celli, capogruppo della lista civica Roma torna Roma. “La richiesta di trasferire da altri uffici 50 dipendenti arriva in forte ritardo rispetto alle necessità dei cittadini ai quali spetta il contributo. Lo scarso coordinamento operativo nella gestione di questo contributo, mette in risalto una evidente impreparazione della maggioranza che si dimostra fortemente inadeguata a fronteggiare una situazione di emergenza come l'attuale”.

Polemiche anche dai banchi della Pisana: “La Sindaca si è mossa con colpevole ritardo, ritardo che sconteranno tutte le famiglie più esposte alle difficoltà economiche derivanti da questa emergenza che puntavano su questi fondi per avere un po' di serenità”, le parole della consigliera regionale dem Marta Leonori. Aggiunge il responsabile casa del Pd romano Yuri Trombetti: "Non bastava aver pubblicato una procedura per la partecipazione tra le più difficili tra tutti i comuni del Lazio, ora la beffa: chi ha pagato l'affitto prenderà il rimborso solo tra qualche mese rischiando di far aumentare gli sfratti per morosità".

L’assessora Vivarelli lascia la replica alle denunce dell’opposizione al presidente della commissione Patrimonio e Politiche abitative, Francesco Ardu, che parla di “comunicazione falsa e tendenziosa” da parte del Pd. “Roma gestisce da sola più della metà delle domande sull'intero territorio regionale”, afferma. E a Roma, infatti, sono andate il 55 per cento dei fondi regionali disponibili mentre per quanto riguarda le risorse umane Roma è la Capitale d’Italia. In quanto all’iter per Ardu non si può procedere con l’erogazione immediata del contributo senza rischiare di “escludere qualcuno”.

Al posto di rassicurare sulla riuscita dell’operazione, soprattutto in merito alle carenze di personale, Ardu lancia un ulteriore allarme e punta il dito contro li Lazio a guida dem: “Ci chiediamo se la Regione abbia calcolato la media da erogare a ciascun richiedente”. E ancora: “Alla luce di un semplice calcolo tra i fondi messi a disposizione di Roma e delle domande pervenute, si dimostra che sarà difficile corrispondere a tutti i cittadini romani una cifra congrua alle esigenze insorte con l'emergenza”. Cosa ha intenzione di fare il Campidoglio se i dubbi di Ardu fossero confermati ancora non è stato comunicato.

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