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Nonna Roma protesta davanti all'assessorato Patrimonio e Politiche abitative (Immagine di repertorio)

Nonna Roma protesta davanti all'assessorato Patrimonio e Politiche abitative (Immagine di repertorio)

Bonus affitto, corsa contro il tempo: senza graduatoria del Comune finanziamenti bloccati nel 2021

Il dipartimento Politiche abitative avrebbe dovuto presentare alla Ragioneria l'elenco degli ammessi entro il 18 dicembre. Ora c'è tempo solo fino al cosiddetto ‘riaccertamento ordinario’

Non solo i ritardi nella lavorazione delle domande. I fondi stanziati per il bonus affitto 2020, il contributo pensato per tamponare l’emergenza economica legata alla pandemia di Coronavirus, rischiano di restare bloccati, allungando così ulteriormente i tempi di erogazione. Secondo quanto apprende Romatoday, per poter far passare i fondi all’esercizio finanziario del 2021 e mantenere continuità nei versamenti, il dipartimento Patrimonio e Politiche abitative deve trasmettere alla Ragioneria generale l'elenco dei destinatari ammessi al contributo, con i relativi importi. L’atto formale, già previsto nel bando emesso ad aprile 2020, non è però stato depositato entro il termine ultimo, fissato per il 18 dicembre. Il dipartimento ora dovrà accelerare i tempi per esaminare tutte le domande e poter così mandare l’elenco degli ammessi al pagamento entro i termini del cosiddetto ‘riaccertamento ordinario’ (operazione di verifica dei passivi e degli attivi) dei conti capitolini, che dovrebbe avvenire entro i primi mesi del 2021. 

Se ciò non avverrà in questi tempi, i fondi destinati al bonus affitto 2020, ma anche quelli del precedente bando del 2019, non ancora erogato, potrebbero finire così tra le somme dell’avanzo di bilancio, cosa che comporterebbe un notevole allungamento dei tempi per rendere questi soldi nuovamente disponibili per l’erogazione.

I tempi sono stretti. Secondo quanto appreso da Romatoday, le domande del sostegno all’affitto 2019 non sono ancora state lavorate mentre per il bonus 2020 mancano all’appello poco meno di 20mila unità, sulle 49mila totali pervenute. Sono infatti circa 33mila quelle lavorate, il 67 per cento circa. Di queste, circa 12mila risultano escluse, 14mila da integrare e solo 7mila, il 14 per cento circa, già avviate a pagamento. Non tutti i soldi, però, sono già arrivati sui conti corrente delle famiglie in difficoltà: alcuni pagamenti sono tornati indietro per errori nella compilazione dei dati dei destinatari tanto che è impossibile sapere quanti siano i bonifici effettivamente erogati. Senza graduatoria, inoltre, le 49mila famiglie che hanno avanzato domanda non possono sapere se la richiesta è stata respinta e per quali motivi, e non possono nemmeno avanzare eventuali ricorsi. 

Il bando era stato pensato come una misura tampone per aiutare le famiglie con redditi crollati di almeno il 30 per cento a causa delle restrizioni legate alla quarantena. La Regione, ad aprile, aveva stanziato una prima tranche da 12milioni di euro e poi una seconda da 15milioni per un totale di 27milioni. L’erogazione spettava invece al Campidoglio. L’assessora Valentina Vivarelli ha annunciato l’apertura del bando il 27 aprile con chiusura il 18 maggio. In quell’occasione aveva lodato i vantaggi della procedura online, approntata in pochi giorni apposta per questo bando. La procedura, secondo quanto apprende Romatoday, ha però richiesto diversi aggiustamenti nel tempo, aumentando il caos relativo alla lavorazione delle domande. Inoltre, la decisione dell’assessora Vivarelli di non coinvolgere i sindacati di categoria, che avrebbero potuto affiancare le famiglie nella compilazione della domanda, avrebbe comportato problemi nella compilazione a molti richiedenti che, costretti a procedere autonomamente, sono così finiti nel calderone degli esclusi. 

In articoli precedenti Romatoday ha raccontato il caos e le inefficienze che hanno caratterizzato la lavorazione di queste domande tanto che, a sette mesi di distanza, l’iter non è ancora concluso. Prima di tutto perché, fino alla fine di luglio circa, le risorse umane impiegate per lavorare la montagna di domande pervenute erano esigue. Una situazione denunciata a più riprese dall’ex direttrice del dipartimento Valeria Minniti che, anche per questo motivo, ha rassegnato le sue dimissioni nel luglio scorso.

Ad aver rallentato le lavorazioni anche la linea adottata dalla direzione dell’ufficio Politiche abitative, che ha chiesto ai suoi dipendenti di effettuare tutta una serie di controlli sulle domande, nonostante, per legge, trattandosi di autocertificazione, le verifiche erano possibili ma non obbligatorie, se non a campione e anche in seguito alla liquidazione degli importi. È così che a settembre, pochi giorni dopo l’addio dell’ex direttrice Minniti, circa 10mila domande già processate, lavorate da dipendenti diversi e con esperienza alle spalle, sono tornate tra quelle ancora da lavorare. Così si è arrivati a dicembre senza graduatoria per il bonus affitto 2020 e senza le risorse umane per affrontare anche il precedente bando 2019. 

Intanto, il dipartimento Patrimonio e Politiche abitative è rimasto con i vertici dimezzati. L’avviso pubblico per individuare il nuovo direttore, all'esterno o tra i funzionari interni di provata esperienza, non ha prodotto alcun esito. I 13 concorrenti sono stati ritenuti inadeguati. Così, dopo aver affidato per un periodo la guida dell’intero dipartimento al direttore delle Politiche abitative, Stefano Donati, dal 9 novembre il compito ad interim è passato al vertice della direzione Gestione del Patrimonio, l’ingegner Gaetano Pepe. Tra direttori in smart working o in ferie, perché prossimi al pensionamento, Pepe è, di fatto, l'unico direttore presente nel dipartimento.

Un ultimo elemento è utile a completare il quadro della situazione. La prima tranche di versamento del bonus affitto non ammonta, come annunciato dal bando, al 40 per cento delle tre mensilità di marzo, aprile e maggio 2020 ma a 245 euro, pari alla prima cifra stanziata dalla Regione, 12milioni di euro, diviso le 49mila domande pervenute. All’appello manca quindi il secondo giro di versamenti relativo al residuo del primo stanziamento e l’erogazione del secondo stanziamento, pari a 15milioni di euro. Sindacati e associazioni di volontariato che hanno seguito centinaia di famiglie in crisi economica a causa dell’emergenza Coronavirus denunciano che potrebbero già essere centinaia solo a Roma le famiglie per le quali è stata avviata una richiesta di convalida di sfratto. Il 31 dicembre 2020 scade anche lo stop alle esecuzioni, che riprenderanno con l’inizio del nuovo anno.

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