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Bonus affitto, volontari e famiglie sotto sfratto protestano davanti agli uffici comunali: "Raggi e Vivarelli, c'è nessuno?"

Sabato 5 dicembre l'associazione Nonna Roma ha protestato davanti al dipartimento Patrimonio e Politiche abitative. "Migliaia di famiglie rischiano di finire in mezzo a una strada"

Sheikh (nome di fantasia) ce l’aveva quasi fatta: dopo anni passati a lavorare come dipendente nei negozi di altri, a settembre del 2019 aveva aperto una rivendita di souvenir a due passi della stazione Termini. L’attività commerciale stava iniziando a ingranare quando è arrivato il Coronavirus ed è stato costretto a tirare giù la serranda senza riuscire a risollevarla più. Oggi, ai debiti per l’affitto del negozio si accumulano gli 800 euro mensili del canone per la stanza dove vive con la moglie e i tre figli minori. Nel 2017 aveva fatto domanda di casa popolare, era stato ammesso con 13 punti ma non ha più saputo nulla. “E’ veramente difficile. Cerco lavoro tutti i giorni ma senza risultato”, dice. Quella di Sheikh è solo una delle centinaia di storie di povertà incontrate in questi mesi dall’associazione Nonna Roma, nata con l’obiettivo di mettere in campo progetti di contrasto alla povertà, che dall’inizio della quarantena ha distribuito pacchi alimentari a migliaia di persone.

Volontari e famiglie aiutate da Nonna Roma sabato 5 novembre hanno protestato davanti al dipartimento Patrimonio e Politiche abitative del Comune di Roma per denunciare i ritardi nell’erogazione del buono affitto emesso in via emergenziale nell’aprile del 2020 per supportare le famiglie colpite dalla crisi. “Per fare l’albero ci vuol la casa”, lo slogan scelto per lo striscione. Su tanti cartelli più piccoli, tenuti in mano dai volontari, ci sono invece scritte come “Virginia Raggi, c’è nessuno?”, “Bonus affitto subito”, “E adesso patrimoniale”, “Acea: stop distacchi dell’acqua”, “Politiche abitative degne”. Su un albero di natale realizzato proprio davanti alla sede del dipartimento, insieme a palline e festoni luccicanti sono appesi post-it con la scritta ‘bonus affitto’ e ‘politiche abitative per tutti’.

Fino ad oggi la Regione Lazio ha stanziato 27 milioni di euro per misure di sostegno all’affitto per il 2020 ma solo una parte residuale è arrivata nelle tasche dei richiedenti. Inoltre, mentre la misura per il 2020 era stata pensata per rimborsare il 40 per cento di tre mensilità d’affitto, quelle della quarantena, l’enorme numero di richieste ha ridotto, almeno per il primo giro, a un’erogazione iniziale di 245 euro totali.

“Sono passati sette mesi e ancora migliaia di famiglie aspettano il bonus affitto”, commenta a Romatoday Alberto Campailla, presidente di Nonna Roma. “Mentre la loro situazione peggiora, il quadro si complica se pensiamo che il 31 dicembre terminerà il blocco degli sfratti e quelle stesse migliaia di famiglie rischiano di finire per strada”. C’è chi, senza la ‘protezione’ di un contratto d’affitto regolare, in strada ci è già finito. E’ di questi giorni la storia dello sfratto di una famiglia tunisina con una bambina di 5 anni: se non ha dormito in mezzo alla strada è solo per l’impegno dei nostri volontari che hanno trovato una soluzione che, però, è solo temporanea”.

Anche Sheikh guarda con preoccupazione la fine dell’anno. “Il proprietario continua a inviarmi messaggi chiedendo quando pagherò. Nella stessa casa abitano altri due ragazzi, che come me hanno smesso di pagare da quando è scoppiata l’emergenza. Si tratta di morosità incolpevole, ma lui non vuole sentire ragioni: o paghiamo o arriverà lo sfratto”.

Anche Abdul (nome di fantasia) teme di rimanere presto per strada con la moglie e la figlia di 5 anni. “Ho lavorato fino a febbraio in un ristorante in centro che non ha più riaperto. Quasi subito non sono più riuscito a pagare l’affitto di circa 700 euro al mese e nelle scorse settimane mi è arrivata una lettera da parte dell’avvocato del proprietario che mi chiede di pagare i debiti o di lasciare l’appartamento”, racconta. La richiesta del bonus affitto è stata avanzata ma Abdul non ha mai ricevuto risposta.

“Da febbraio a oggi mi sono arrivati solo mille e cento euro di cassa integrazione. Come posso pagare l’affitto se non riesco nemmeno a fare la spesa?”. La sua voce trema: “Quando io e la mia famiglia siamo costretti a saltare un pasto perché non ho i soldi per comprare abbastanza cibo mi sento morire. Da padre non posso sopportare che la mia bambina mi dica che ha fame. Con il mio impiego siamo sempre arrivati alla fine del mese ma adesso non sappiamo davvero cosa fare. Sto cercando lavoro tutti i giorni, un lavoro qualsiasi non mi interessa quale. Ma niente”.

Federico e le due figlie adolescenti, invece, riescono a mangiare grazie allo stipendio della moglie. “Ma sono solo mille euro e con un affitto di 800 euro al mese più spese dobbiamo scegliere tra la casa e il cibo”, racconta. Vive in un appartamento in via Tuscolana. “Lavoravo come Ncc con i turisti, la pandemia mi ha lasciato senza reddito. A maggio ho fatto richiesta per il bonus affitto, siamo a dicembre e non è ancora arrivato niente. Dopo numerose telefonate al Comune sono riuscito almeno a sapere che sono stato ammesso, ma dei soldi non c’è traccia. Tra l’altro attendevamo il 40 per cento per tre mesi, arriveranno solo 245 euro totali. A caval donato non si guarda in bocca, penso, ma al nostro proprietario di casa dobbiamo più di 4mila euro e ormai il bonus affitto servirà a poco. Mi vergogno, non avrei mai pensato di arrivare un giorno a non poter più pagare l’affitto”. 

Un quadro preoccupante che Nonna Roma ha voluto portare in piazza davanti all’assessorato guidato da Valentina Vivarelli: “Di fronte a tutto questo l’amministrazione non solo non fa quello che deve fare ma non è nemmeno disposta a confrontarsi. Per oggi avevamo chiesto un incontro ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta”, conclude Campailla. Proprio mentre parla un cordone di poliziotti si dispone lungo l’ingresso del dipartimento, dividendolo così dai volontari e delle famiglie in difficoltà.

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