Venerdì, 23 Luglio 2021
Politica

Bonus affitto Covid, il Comune è in ritardo: lavorate meno di un terzo delle domande, erogate solo il 2,6%

Alto anche il numero degli esclusi: su 15mila domande lavorate sono 8.300, il 55 per cento

Solo il 2,6 per cento delle oltre 49mila domande di bonus affitto per l’emergenza Covid 19 è arrivata nelle tasche dei richiedenti. In totale 1.300 domande liquidate. Entro la prossima settimana, secondo le previsioni del dipartimento capitolino Politiche abitative, lo saranno altre 2450. Ad essere state lavorate, infine, sono solo un terzo delle richieste: 15mila su 49mila e 200. Di queste 15mila solo 3700 sono risultate ammissibili, 3mila richiedono un’integrazione documentale e circa 8300 risultano escluse, il 55 per cento. Sono i numeri relativi al bonus affitto illustrati questa mattina da Stefano Donati, direttore della direzione Politiche abitative del dipartimento Patrimonio del Campidoglio nel corso della seduta della commissione Trasparenza di Roma Capitale sul tema. “Sappiamo che c'è ancora molto lavoro da fare, ma gli uffici sono a pieno regime e contiamo in due mesi di terminare l'istruttoria (non quindi la liquidazione dell’importo, ndr) di tutte le 50mila domande ricevute, un numero davvero enorme”, ha detto Donati.

Il sostegno economico avrebbe dovuto versare nelle tasche delle famiglie che a causa della crisi del Coronavirus hanno visto il proprio reddito ridursi di almeno del 30 per cento nei mesi di aprile, maggio e giugno, il 40 per cento dell’importo dell’affitto. La Regione Lazio, per questo scopo, aveva versato a fine aprile 12 milioni e 100 mila euro nelle tasche del Campidoglioma i primi assegni sono partiti solo a metà agosto. Inoltre, non avendo terminato l’istruttoria di tutte le domande, l’importo dei primi assegni è di 245 euro, frutto di una mera divisione tra i soldi a disposizione e tutte le domande avanzate. Considerando i numeri degli esclusi viene da chiedersi come e quando verranno erogati i soldi non erogati alle famiglie escluse.
Quelli illustrati questa mattina nel corso della commissione Trasparenza sono i primi numeri comunicati ufficialmente dall’assessorato alle Politiche Abitative, Valentina Vivarelli. “Stiamo lavorando affinché l'erogazione del contributo avvenga il prima possibile, ma nessuna parte d'Italia ha i numeri che abbiamo noi”, le parole dell’assessora.

Altro tema all’ordine del giorno è il ‘buono casa’, il sostegno all’affitto che avrebbe dovuto sostituire l’assistenza alloggiativa temporanea messo in campo dall’amministrazione Marino nel 2015 e poi soppressa da quella attuale. A riceverlo sono circa 400 famiglie, la maggior parte delle quali hanno lasciato i residence per l’emergenza abitativa per entrare in alloggi pagati dal Comune con un massimo di 800 euro al mese. Come raccontato anche da Romatoday, allo scadere dei contratti d’affitto di cinque anni il Campidoglio non ha rinnovato l’assistenza e molte famiglie sono sotto sfratto.

“L'amministrazione comunale ha perso l'ennesima occasione per sostenere le famiglie romane in un grave momento di crisi economica innescata dal Covid”, attaccano il presidente della commissione Trasparenza Marco Palumbo e il consigliere comunale Pd, Giulio Bugarini. “L'amministrazione 5 stelle dimostra nuovamente inefficienza, lentezza e scarsa preoccupazione per i veri problemi della città. Aveva a disposizione risorse statali e regionali per fronteggiare l'emergenza economica legata al Covid e fin dall'inizio si è mostrata terribilmente in ritardo su tutto. Una inerzia ingiustificabile, che dà il senso della assoluta mancanza di consapevolezza di questa Amministrazione che, anziché avere fretta di risolvere i problemi della città, è concentrata sulla campagna elettorale e sulle beghe interne a un Movimento ormai lontanissimo da Roma e dalle esigenze della Capitale”.

Attacca anche Silvia Paoluzzi, del sindacato Unione Inquilini: “Dopo 45 giorni di ritardo per la pubblicazione del bando uscito il 18 maggio e a distanza di 5 mesi, circa il 70% delle domande non sono state neppure aperte. Quello dell’esclusione”, aggiugono, “è un dato che ci spaventa perché come ha spiegato il Direttore delle Politiche Abitative Stefano Donati include anche quelle in cui l'inquilino avrebbe avuto diritto e però mancante di firma, documento o autocertificazione. Come Unione Inquilini abbiamo denunciato la mancanza di comunicazione all'utenza impossibilitata a ottenere la più basica informazione, richiamando l'assessora al rispetto dei cittadini romani proprio per l'importanza che riveste la casa per i tanti che oggi rischiano di perderla a causa di una crisi economica senza precedenti”. Il sindacato attacca anche sul buono casa: “Ci è stata purtroppo confermata la mancata volontà politica di prorogare il buono casa alle famiglie che fidandosi del Comune erano uscite dai residence che paradossalmente rimangono in funzione in spregio alle promesse elettorali, in spregio alle tasche dei contribuenti e alle delibere comunali”. Infine la graduatoria di accesso alle case popolari, che sarebbe dovuta uscire a maggio e che invece non è ancora stata pubblicata. “Sembrerebbe poter avvenire nei primi di novembre”.

In commissione anche Francesca Danese, portavoce del Forum Terzo Settore del Lazio, ed ex assessora alle Politiche abitative con l’amministrazione Marino: “Siamo tempestati ogni giorno dalle richieste di 400 famiglie che non stanno ottenendo alcuna risposta dal Campidoglio. Siamo molto preoccupati per questa situazione, che seguiamo molto da vicino: i senza fissa dimora aumenteranno enormemente vista la situazione di stallo del 'buono casa' e alcuni sfratti che a breve saranno esecutivi. L'amministrazione deve intervenire, e deve farlo in fretta”.

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