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Domenica, 27 Novembre 2022
Politica Malagrotta / Via Malagrotta

Bonifica discarica di Malagrotta, avanti tutta. Presentato il progetto, lavori finiti entro il 2025

Presentati gli interventi per riqualificare il sito che ospitava l’ex discarica di Cerroni

Il sindaco Roberto Gualtieri ha definito la messa in sicurezza ed il capping di Malagrotta “un’opera colossale”. Ma anche “una priorità assoluta”, “un’urgenza”, ed una sorta di “debito” verso un territorio che per decenni è stato vessato dalla discarica più grande d’Europa. 

Con queste parole il primo cittadino di Roma ha aperto il consiglio straordinario organizzato dal municipio XI e XII nel parlamentino di Corviale. Perché la bonifica di Malagrotta è un tema che interessa sicuramente i due municipi che hanno partecipato con le relative giunte ed i vari rappresentanti di maggioranza ed opposizione. Ma è anche una questione che riguarda l’intera città. Ed a testimoniarlo sono i numeri che riguardano l’operazione.

I numeri dell'ex discarica più grande d'Europa

Intanto va considerata l’estensione di Malagrotta: “quasi trenta campi da calcio”, vale a dire 244 ettari di cui 144 considerati “la parte del corpo rifiuti” al cui interno sono stati depositati circa 80 milioni di metri cubi di scarti. Per effettuare la messa in sicurezza ed il capping, la copertura, del sito sono stati stanziati circa 249 milioni di euro. Si tratta finanziamenti europei, che provengono dal Fondo per lo sviluppo e la coesione, e sono necessari per realizzare quell' “opera colossale” cui il sindaco faceva riferimento entro il 2025. L'Intervento, anzi interventi perché ne sono previsti due, saranno coordinati da un commissario unico, nominato lo scorso febbraio: il generale dei Carabinieri Giuseppe Vadalà.

“Abbiamo da subito nel febbraio 2022, data del commissariamento di Malagrotta – ha spiegato Vadalà –  avviato gli studi tecnici ingegneristici sulla discarica, finalizzati alla chiusura dei processi di inquinamento, operando su diverse e contemporanee linee funzionali: il rifacimento del diaframma contenitivo” vale a dire il cossidetto “polder” di oltre 6 km di perimetro; “l’installazione del pacchetto isolante (il capping provvisorio) con relativo emungimento dell’attuale percolato - ha aggiunto il generale - e la creazione del pacchetto di copertura del corpo rifiuti”. I dettagli sono stati forniti dal maggiore Aldo Papotto.

Procedure che fanno risparmiare tempo

Com’è stato chiarito ai presenti, l’attuale struttura commissariale sta cercando di procedere a tappe forzate, anche per far fronte ad un grosso ritardo accumulatosi negli anni (la discarica è stata chiusa nel 2013). Un ritardo che ha ingenerato attese e, soprattutto, un inevitabile malcontento tra i comitati. Malcontento che è stato espresso dai cittadini anche durante l’iniziativa in aula.  Sono pertanto stati elaborati due progetti di fattibilità che, essendo stati predisposti secondo le linee guida del Pnrr, sono già da considerarsi progetti definitivi. Tecnicamente, la strada scelta, è quella dell’appalto integrato con la selezione dell’operatore economico. Una procedura, hanno spiegato gli alti ufficiali dell’Arma, che permette di “risparmiare quasi un anno di tempo rispetto a qualsiasi opera”. 

I due progetti previsti

E quali sono questi opere? La prima prevede un capping provvisorio per evitare di creare altro percolato dal contatto dei rifiuti con le acque meteoriche, con un sistema di emungimento ed estrazione del biogas. “Oggi son presenti 10 milioni di metri cubi di percolato e 20 milioni di biogas, biometano che è prodotto dalla degenerazione della parte organica di rifiuto” ha ricordato il maggiore Papotto. Pertanto l’obiettivo è di inserire, nella parte sommitale della discarica “2800 pozzi di estrazione di biogas e percolato” con a supporto un'impiantistica finalizzata a trattarlo. Il condensato che si ottiene dal percolato (circa il 90% è composto da acqua) verrà così smaltito. Il biogas captato invece “potrà essere oggetto di sfruttamento e li eventuali proventi saranno ad appannaggio del pubblico” visto che l’operazione è realizzata, appunto, con fondi pubblici.

Il secondo progetto “prevede il rifacimento di tutto il sistema di diaframma plastico oggi esistente di 5,8 km e varrà portato a 6,3km” ha spiegato il maggiore Papotto, "verrà realizzato ai margini del polder attuale e conterrà tutta la discarica. Sarà alto 35 metri e realizzato con le migliori tecnologie esistenti" è stato promesso. Fatto questo sistema polder perimetrale “la discarica sarà chiusa in modo definitivo con un capping, un pacchetto di copertura di 2 metri, con strati vari di tessuti tecnici, materiali argillosi e terre varie”. Ai cittadini preoccupati che possa essere utilizzata, per il capping,la frazione organica stabile (Fos), il generale Vadalà ha risposto che “ci stiamo adoperando perché nella messa in sicurezza non lo si utilizzi”.

Operazioni da completare entro il 2025

Per quanto riguarda i tempi, invece, il commissario dell'Arma ha annunciato che “sarà un processo lungo, ma cadenzato da un preciso cronoprogramma per giungere in maniera ottimale alla messa in sicurezza delle aree e alla definitiva chiusura di questo problema della nostra bella capitale”. Il termine previsto dall’Eu, è comunque la fine del 2025.

Un cambio di rotta

“Il Consiglio straordinario congiunto dei municipi XI e XII sulla riqualificazione dell'area di Malagrotta che si è svolto oggi – hanno concordato i due minisindaci Gianluca Lanzi ed Elio Tomassetti – ha rappresentato un passaggio storico, un cambio di rotta fondamentale nella gestione dell’ex discarica più grande d'Europa. A ispirarlo è stata innanzitutto la scelta di condivisione con i territori e del confronto con comitati e residenti. Questa attenzione e questo ascolto ci guideranno anche nei passi successivi, nel nostro impegno comune di verifica dei progetti che dovranno essere realizzati”.

“Oggi – ha commentato l'assessora capitolina ai rifiuti Sabrina Alfonsi – è il primo step di un percorso di partecipazione e trasparenza che abbiamo voluto avviare insieme ai municipi interessati e ai cittadini, che accompagnerà la realizzazione del programma per la messa in sicurezza della discarica più grande d’Europa, e vuole iniziare a immaginare quella che sarà la futura riqualificazione ambientale di questo territorio”.

Al termine della discussione in aula, è stato approvato un provvedimento con cui si chiede all’amministrazione capitolina, “di intervenire nei confronti del governo per confermare e rendere disponibili i 249 milioni di euro entro la fine del 2022. “In tal modo – hanno sottolineato Tomassetti e Lanzi - la struttura del Commissario straordinario potrà impegnare quelle risorse e bandire le gare per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza dell’ex discarica di Malagrotta”.

Capping Gualtieri

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