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Coronavirus, il Governo blocca gli sfratti fino al 30 giugno. Sindacati: "Ora servono fondi per chi è in affitto"

Il provvedimento è contenuto nel decreto 'Cura Italia'. Coinvolge anche gli immobili "non a uso abitativo"

Il Governo ha decretato il blocco degli sfratti su tutto il territorio italiano. Poco più di una riga, all'articolo 103 comma 6 del decreto 'Cura Italia' approvato ieri, che contiene una serie di misure economiche per far fronte alla crisi generata dal Coronavirus: "L'esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo, è sospesa fino al 30 giugno 2020". Il provvedimento era stato chiesto a gran voce nei giorni scorsi da quasi tutti i sindacati degli inquilini (da Unione Inquilini al Sunia e Asia Usb) e in alcune città, come a Milano, il blocco era stato disposto dal prefetto. Lo stop era atteso anche a Roma dove l'Aula Giulio Cesare, venerdì scorso, ha approvato un ordine del giorno che impegnava la sindaca Raggi e la sua giunta a farsi parte attiva verso la Prefettura.

"Piena soddisfazione", è stata espressa da Massimo Pasquini, segretario nazionale di Unione Inquilini. Un "lungo braccio di ferro" che ha portato a un "risultato importante che preserva le famiglie sotto sfratto proprio durante la pandemia". Stessa considerazione arriva da Stefano Chiappelli, segretario generale Sunia: "Del resto sarebbe stato paradossale che, mentre si chiede a tutti di stare in casa, alcune famiglie venissero sfrattate dalle proprie abitazioni".

Bloccati gli sfratti che erano già sul campo prima dell'emergenza in atto, per i sindacati è necessario prendere misure anche per quanti, impossibilitati a lavorare, si ritroveranno ad avere problemi con il pagamento degli affitti nei prossimi mesi. "Siamo impegnati affinché il Governo aumenti la dotazione del fondo contributo all'affitto disponendo la sua erogazione direttamente agli inquilini senza passare per bandi", la posizione di Pasquini. "Dobbiamo evitare che migliaia di famiglie vadano incontro a sfratti per morosità aggravando la già situazione critica che viviamo in Italia sul fronte degli sfratti. Sullo sfondo vi è il tema della necessità di aumentare l'offerta di case popolari, unico modo per rispondere alle famiglie in precarietà abitativa".

Una nota critica arriva da Chiappelli: "Dobbiamo segnalare che non è stato previsto alcunché rispetto alla necessità di implementare il fondo affitti con almeno 300 milioni da erogare con modalità veloci e snelle. Si tratta di risorse indispensabili per prevenire l'aumento della morosità incolpevole con il conseguente aumento del numero degli sfratti e permettere invece, a tutti gli inquilini che si trovano o si troveranno in difficoltà economica a causa di questa situazione emergenziale, di riuscire a pagare". 

Commenta così Asia Usb: "Nessuna iniziativa viene contemplata riguardante le famiglie che si troveranno in difficoltà a pagare i canoni di affitto, i servizi e le utenze, a seguito dell’emergenza coronavirus che vedrà la perdita di posti di lavoro e di reddito familiare", si legge in un comunicato. "Con una nota al Presidente Conte inviata da Asia-Usb lo scorso 11 marzo lo avevamo richiesto. La situazione economica che si sta determinando, la quale si configura come una crisi di lungo termine che coinvolgerà sempre di più famiglie e single, giovani e anziani, ASIA-USB ritiene questi provvedimenti insufficienti, sia per i tempi di sospensione decisi, sia perché esclude tutte quelle famiglie che sono in sofferenza con il mantenimento dei costi per la propria abitazione". 

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