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Domenica, 28 Novembre 2021
Politica

Sfratti, dal 1 gennaio riprendono le esecuzioni. A Roma è allarme dei sindacati: "Governo irresponsabile"

Dopo Unione Inquilini, l'appello del Sunia e del Sicet: "Serve una proroga di sei mesi". Asia Usb oggi in piazza: "Stop agli sfratti per morosità accumulate durante l'emergenza"

Sulla mancata proroga dello stop agli sfratti all'interno della legge di Bilancio non si arrestano gli appelli dei sindacati a un passo indietro. L'ultimo in ordine di tempo arriva dal Sunia (Cgil) da Sicet (Cisl) di Roma e del Lazio. "E' necessaria una proroga di almeno sei mesi della sospensione delle esecuzioni con contestuale definizione di iniziative strutturali", scrivono in una nota i segretari generali Emiliano Guarneri (Sunia) e Paolo Rigucci (Sicet).
 
"La mancata proroga della sospensione degli sfratti è un atto di grave irresponsabilità da parte del Governo, che getta benzina sul fuoco su una situazione di disagio abitativo che già adesso non risulta affrontabile da parte dei Comuni", si legge nella nota. "La ripresa delle esecuzioni degli sfratti sarebbe un colpo durissimo per la tenuta sociale e incrinerebbe ulteriormente la già debole fiducia dei cittadini e dei piccoli e medi operatori economici nei confronti delle istituzioni".

Il dito è puntato anche verso il Comune di Roma che "ad oggi ha erogato meno del 10 per cento dei contributi straordinari di sostegno all’affitto richiesti prima dell’estate", scrivono ancora i sindacalisti. Si tratta del bonus straordinario emesso ad aprile del 2020 per sostenere le famiglie che hanno perso almeno un terzo del proprio reddito durante i mesi della quarantena. Doveva servire a sostenere le spese dell'affitto per i primi mesi della pandemia ma, come ribadiscono anche i sindacati, a distanza di oltre sei mesi solo una minina parte è stata erogata. Inoltre, mentre le morosità delle famiglia si accumulano, i soldi erogati sono di gran lunga al di sotto delle necessità economiche. Continuano Guarneri e Rigucci: "Il contributo straordinario all’affitto, richiesto da 49.000 famiglie oltre ad essere, ad oggi, assolutamente intempestivo, non fornisce il sostegno economico necessario a scongiurare l’ipotesi dello sfratto".

L'allarme di Unione Inquilini: "Il Pd ha ritirato gli emendamenti con la proroga del blocco degli sfratti"

Non solo il bonus contro gli sfratti. "Anche le strutture di assistenza che ordinariamente intervengono per la prima tutela dei nuclei familiari sfrattati, soprattutto in presenza di minori, anziani o condizioni di fragilità economica e sociale non sarebbero in grado di affrontare i numeri di questa nuova emergenza". Per questi motivi "lo sfratto selvaggio va evitato almeno fino all’adozione di misure che consentano di salvaguardare la locazione evitando il contenzioso giudiziario e incentivando, attraverso la leva fiscale, la rinegoziazione in diminuzione degli affitti". Per il Sunia e il Sicet, inoltre, "è necessario trovare soluzioni che diano anche ristoro economico ai proprietari che accettano di ridurre i canoni che oggi risultano insostenibili, aumentando le risorse dei fondi di sostegno all'affitto e per morosità incolpevole, per consentire alle parti di mantenere in vita i contratti dentro un più ampio patto sociale per la casa tra associazioni degli inquilini, associazioni dei proprietari, Governo e Comuni". 

I due segretari si rivolgono al Prefetto di Roma: "Se questo non accadrà chiediamo di aprire un tavolo con le parti sociali e le istituzioni affinché si riesca a governare una situazione che rischia di diventare esplosiva". 
Intanto nel pomeriggio di venerdì 18 dicembre Asia Usb, la Federazione del Sociale Usb e la Rete giovanile nazionale Noi restiamo saranno in piazza insieme ai movimenti per manifestare contro le leggi di Bilancio in discussione alla Camera. L'appuntamento è alle 17.30 a piazza del Pantheon.

Sul tavolo c'è anche la mancata proroga degli sfratti e di politiche abitative. "Queste gravi decisioni ci dimostrano quanto siano in sintonia maggioranza e opposizione che governano il nostro paese quando si tratta di difendere gli interessi degli imprenditori e della rendita, indifferenti alla sofferenza di milioni di famiglie e giovani generazioni che vivono di precarietà e che hanno il problema di sostenere il costo dell’alloggio, problema ampliatosi proprio a causa della pandemia", scrivono in una nota. "Ricominceranno dal primo gennaio, in piena pandemia, gli ufficiali giudiziari e le forze dell’ordine a bussare alla porta di migliaia di inquilini per eseguire lo sfratto, gettando per strada chi non ha alternative", scrivono ancora ricordando che in tutta Italia negli ultimi 5 anni sono state emanate circa 350mila sentenze di sfratto, il 90 per cento delle quali per morosità incolpevole. 

Questi gli obiettivi della mobilitazione: "Bocco degli sfratti, dei pignoramenti e degli sgomberi per tutta la durata della pandemia; un nuovo piano decennale di un milione di case popolari; istituzione di un fondo per finanziare la politica abitativa con impegno di almeno il 3% dei bilanci dello stato, delle regioni e dei comuni; utilizzo di tutti i fondi ex-Gescal e del recovery fund; blocco del pagamento degli affitti e delle utenze; tutela dei proprietari mutuatari insolventi della casa che abitano; reddito di emergenza incondizionato per tutti coloro che hanno perso reddito o sono senza lavoro, integrato di una quota destinata all’affitto e alle utenze; stesso strumento può essere utilizzato per i piccoli proprietari che vivono degli affitti della casa; un provvedimento che impedisca di intimare sfratti per le morosità accumulate durante il periodo dell'emergenza sanitaria; sostenere questi provvedimenti con la tassazione del patrimonio tenuto sfitto dalle grandi proprietà immobiliari e, con aliquote specifiche, degli affitti brevi (B&B)".

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