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Rifiuti, Ama parteciperà ai bandi del Pnrr: Roma avrà due nuovi biodigestori

La Giunta ha delegato la partecipata a presentare due progetti entro metà febbraio. Gualtieri: "Puntiamo sempre più a un'economia circolare"

Mentre il piano di pulizie straordinarie procede tra mille ostacoli e i marciapiedi restano in diversi quartieri ancora occupati da rifiuti non raccolti, il Campidoglio comincia a muoversi anche sul fronte dell'impiantistica. Ieri la Giunta ha delegato Ama a partecipare ai bandi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr) che scadranno il 15 febbraio. Entro quella data l'azienda dovrà presentare due progetti per due biodigestori anaerobici, impianti che consentono il trattamento dei rifiuti organici attraverso un processo di compostaggio.

"Puntiamo a chiudere il ciclo"

"Il Comune e Ama lavoreranno insieme per sfruttare al meglio l'opportunità rappresentata dai fondi del Pnrr dedicati a realizzare impianti più moderni e sostenibili - ha commentato il sindaco Gualtieri - così da puntare concretamente alla chiusura del ciclo dei rifiuti e ad un'economia sempre più circolare". Per ogni progetto presentato (Roma in quanto Città Metropolitana può presentarne fino a quattro) potrà essere finanziato da massimo 40 milioni di euro. L'avviso è stato pubblicato dal ministero della Transizione ecologica a metà ottobre, resterà aperto fino a metà febbraio e si propone di coprire i costi di realizzazione di impianti di trattamento e riciclo dei rifiuti differenziati. 

"Vogliamo lasciarci alle spalle la cronica carenza impiantistica della città partendo da subito dalla progettazione di due biodigestori anaerobici – ha spiegato l’assessora Sabrina Alfonsi – che ci consentiranno di valorizzare la frazione organica del rifiuto, che pesa per oltre 150mila tonnellate l’anno e che oggi viene quasi interamente inviata in impianti di compostaggio fuori regione per la produzione di fertilizzanti per agricoltura e biogas".

E i rifiuti indifferenziati?

Ancora da capire come il nuovo sindaco intenderà gestire la parte indifferenziata dei rifiuti, che al momento interessa il 60% circa dell'immondizia prodotta in città. L'obiettivo è ridurre la percentuale migliorando le performance della raccolta differenziata, efficientando la raccolta e cercando di intercettare di più e meglio le differenti frazioni. Una percentuale seppur minima di indifferenziato però rimarrà e per gestirla in autonomia, senza dipendere da impianti fuori regione, servirà una discarica di servizio (da capire dove Gualtieri deciderà di realizzarla) e con ogni probabilità, per raggiungere l'autosufficienza, anche impianti di trattamento intermedio del rifiuto, i cosiddetti Tmb (Trattamento meccanico biologico) o Tm (di tritovagliatura). Questi ultimi sono previsti nelle linee programmatiche del sindaco Gualtieri, ma non sono finanziabili dal Pnrr, perché classificati come dannosi per l'ambiente. A coprire i costi dovrà pensare il Campidoglio. 

A che punto è il piano di pulizie

Intanto è corsa contro il tempo per ripulire Roma entro le feste. Le difficoltà sono parecchie e nonostante il piano straordinario sia stato lanciato ormai un mese fa, la città, a macchia di leopardo, è ancora sporca. Da lunedì partirà in via sperimentale il nuovo modello di raccolta per le utenze non domestiche, con un'unica fascia oraria serale, che dovrebbe migliorare la gestione degli imballaggi, sempre in aumento sotto Natale. Rimangono le croniche carenze di Ama, dai mezzi in strada in numero insufficiente, agli operatori che nonostante i premi produttività hanno difficoltà a ripulire postazioni con montagne di sacchetti in tempi brevi. 

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