Bilancio, ecco il dopo-Morgante: prima la manovra economica poi il rimpasto

Il sindaco ha assunto su di sè la delega al bilancio che potrebbe decidere di tenere fino all'approvazione della manovra. Difficile una sostituzione 'in corsa' a un mese dalle elezioni europee

Dopo l'addio dell'assessore al Bilancio Daniela Morgante, si apre un nuovo capitolo sulla cima del Campidoglio. “Gli obiettivi e i programmi della giunta restano inalterati” ha assicurato il sindaco Marino che da ieri ha assunto su di sé la delega al Bilancio. Ora si tratta di capire se il primo cittadino terrà su di sé la responsabilità di elaborare la manovra economica o il posto occupato dal magistrato della Corte dei Conti verrà occupato proprio mentre è in corso di elaborazione la partita del bilancio. La linea dei tagli lineari e dei risparmi portata avanti dalla Morgante, bocciata per ben due volte dal sindaco e non senza momenti di tensione con gli assessorati più 'colpiti', potrebbe essere corretta con le indicazioni arrivate a più riprese dal primo cittadino che preferisce agire sulla leva fiscale. Intanto si continua a lavorare al Piano di rientro richiesto dal decreto Salva-Roma che, entro un mese, dovrebbe essere convertito in legge.

Proprio ieri mattina, nel corso della riunione della Cabina di regia in Campidoglio, a cui era assente l'assessore Morgante, si è parlato di come incrociare il bilancio con il piano di riequilibrio richiesto dal decreto. L'ipotesi emersa è quella di avvalersi di una norma del Salva-Roma che “prevede la possibilità di costruire un bilancio in parallelo al piano di riequilibrio” ha spiegato il sottosegretario all'Economia Giovanni Legnini al termine dell'incontro. In sostanza il Campidoglio potrebbe elaborare subito il bilancio, rispettando i tempi che lo stesso primo cittadino si è dato: approvare a giorni il bilancio in giunta per poi arrivare all'approvazione definitiva in Aula Giulio Cesare, dopo il passaggio ai municipi, intorno alla fine del mese. Anche se sembra ormai difficile che questi tempi possano essere rispettati. “Poi il piano di rientro, mano a mano che prenderà forma nei termini di legge e verrà adottato dalla giunta, potrà essere trasfuso con assestamenti in corso d'anno nel bilancio previsionale” ha spiegato Legnini che ha commentato: “Questo non è un dettaglio secondario”.

Un passaggio delicato soprattutto a un mese dall'appuntamento elettorale delle europee che permetterebbe però di correggere la manovra economica con eventuali tagli anche in seguito all'appuntamento elettorale. L'intenzione di arrivare all'approvazione del bilancio dopo le elezioni però è stata a più riprese smentita dal partito democratico capitolino che, per voce del suo capogruppo D'Ausilio, ha spiegato: "Non chiediamo di portare il bilancio a dopo le europee, non lo abbiamo mai chiesto” ha affermato spiegando di non avere ancora visionato la bozza.

Dopo le dimissioni della Morgante, a pesare sul bilancio, il destino della poltrona lasciata vuota dal magistrato della Corte dei Conti. La delega non resterà a lungo sulle spalle del sindaco che l'ha assunta ad interim anche se sembra difficile che un rimpasto possa avvenire proprio mentre la partita dell'elaborazione del bilancio è aperta. Il sindaco potrebbe chiudere questo capitolo per poi decidere di affidare l'incarico a una sua persona di fiducia. Ancora da capire se la correzione riguarderà solo il tassello mancante o aprirà a un vero e proprio rimpasto. L'identikit è quello di Giovanni Legnini, attuale sottosegretario all'Economia, membro della cabina di regia per il piano di rientro, ed esponente di punta del Pd romano, il cui rapporto con Marino è storico. Per ora però il nome del sottosegretario, cui già era stata offerta la poltrona del Bilancio, è solo un'ipotesi. Se la poltrona del Bilancio venisse occupata da un uomo, la possibilità di un rimpasto più ampio si farebbe più concreta. Motivo: il rispetto delle quote rosa che richiederebbe la sostituzione di un assessore uomo con una 'collega'. E in questo caso, nel mirino, potrebbe esserci l'assessore allo Sport Luca Pancalli.

La strada del primo cittadino è tutt'altro che in discesa. Per oggi era stato fissato un incontro tra il primo cittadino e i sindacati proprio sul tema del bilancio e, in particolare, sul destino del salario accessorio dei dipendenti comunali. L'incontro però è saltato e la decisione non è piaciuta ai sindacati che ieri si sono riuniti in assemblea al teatro Eliseo di Roma. Centinaia di lavoratori del Comune e rappresentanti di categoria si sono radunati per ascoltare i segretari di Cgil, Cisl e Uil di Roma e Lazio, rispettivamente, Claudio Di Berardino, Mario Bertone e Pierpaolo Bombardieri. Dure le parole del segretario regionale della Cgil: “O quest'amministrazione apre una discussione fuori dalle mura del Campidoglio, anche con noi, altrimenti saremo noi a prenderci quel tavolo attraverso le iniziative di mobilitazione che sindacati e lavoratori mettono in campo". Poi aggiunge: "Credo che sia arrivato il momento di dire che, o la Giunta trova una spinta propositiva o è bene che questa esperienza si fermi”. Nel pomeriggio le dimissioni della Morgante potrebbero però aver rimescolato le carte in tavola.

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