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Meloni salva Roma: in arrivo 100 milioni di euro per il bilancio. Evitati tagli a trasporti, sociale e pulizia

Gualtieri e la vicesindaca Scozzese hanno illustrato lo schema approvato in giunta giovedì sera: "Sforzo importante, ma dobbiamo lavorare per il 2024 e 2025. Urge contratto di servizio tra Stato e Capitale"

Caro energia, mancati introiti Covid tramite il turismo, meno Irpef, incremento dei costi dei servizi e dei contratti, esenzione Imu per coppie sposate con residenze diverse dopo la sentenza di ottobre della Corte Costituzionale: Roma Capitale, allo stato delle cose, avrebbe dovuto tagliare diversi servizi per poter andare avanti, dal sociale ai trasporti passando per la pulizia delle strade. Il 22 dicembre sera, però, la giunta guidata da Roberto Gualtieri è riuscita ad approvare lo schema di bilancio senza eccessivi bagni di sangue, anche - anzi, soprattutto - grazie a 100 milioni di euro infilati nella Legge Finanziaria e ad un emendamento che il governo Meloni ha accettato di inserire: "Altrimenti oggi avremmo avuto una faccia diversa", commenta con inusuale ironia Gualtieri in Campidoglio, poco prima del brindisi natalizio con la stampa.

Imu, Irpef, Covid e caro energia: il bilancio di Roma sotto di oltre 300 milioni di euro

Come era già emerso nelle scorse settimane, qualche problema con il bilancio stava affiorando. La Corte Costituzionale a ottobre ha sentenzionato sull'Imu per le coppie sposate non residenti nello stesso immobile, permettendo a entrambi i coniugi di considerare prima casa quella in cui hanno la residenza e quindi esentandoli dal pagare una tassa che alla Capitale porta oltre 145 milioni di euro l'anno. Aggiungendo il caro-energia (50 milioni di euro), l'aumento dei costi di materiali e servizi, meno imposte legate al turismo causa Covid (80 milioni di euro), meno entrate Irpef a causa dei perduranti effetti della crisi economica post pandemia (60 milioni) si è arrivai a minori entrate pari a 337 milioni di euro. "Una situazione molto difficile, direi dramatica - ha esordito il Sindaco -. Abbiamo dovuto prendere decisioni importanti, a partire dall'efficientamento delle entrate al quale ha lavorato e prosegue a lavorare la vicesindaca Silvia Scozzese, che ringrazio come ringrazio gli uffici competenti. Un lavoro intensissimo. Abbiamo recuperato circa 140 milioni, ma non bastava. Anche perché i contributi statali per Roma sono pari a 25 milioni di euro e coprirebbero una minima parte del gap. Siamo riusciti fortunatamente ad ottenere un emendamento alla legge di bilancio che, solo per il 2023, ci consente di alleggerire i costi per 100 milioni". 

Legge di Bilancio, i timori di Gualtieri: "Fondi insufficienti, dovremo tagliare i servizi"

L'intervento del governo: sconto di 100 milioni sulla gestione commissariale nel 2023

In sostanza Roma Capitale potrà posticipare al triennio 2024-2026 il versamento di metà del contributo che è tenuta a versare, solo per il 2023, alla Gestione Commissariale, quella istituita con decreto legge del 2008, poi convertito con modificazioni da una legge dello stesso anno, per il rientro del debito pregresso del Comune. Grazie all'intervento del governo di centrodestra, guidato da Giorgia Meloni, il Campidoglio non pagherà quindi 100 milioni su 200 il prossimo anno.  Nel corso del 2023, inoltre, potranno essere raccolti i primi frutti dell'imponente sforzo di efficientamento e riorganizzazione del settore delle entrate già messo in atto, attraverso interventi sulla digitalizzazione della riscossione, la riforma della riscossione della tassa sui rifiuti, la sottoscrizione del protocollo di intesa con la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Entrate, le iniziative di tax compliance, la riorganizzazione di Aequa Roma. "Senza l’intervento del governo - sottolinea Gualtieri - avremmo avuto un bilancio diverso e un’espressione diversa sul viso. Ci presentiamo con un bilancio che è ora complessivamente in linea con la programmazione triennale. Il bilancio del 2021 è partito con 5 miliardi e 95 milioni, quello del 2022 con 5 miliardi e 99, questo del 2023 parte con 5 miliardi e 158 milioni. Nel 2022 abbiamo dimostrato una grande capacità di spesa, con un assestato di 6,2 miliardi rispetto ai 5,6 miliardi dell’anno precedente. Lavoreremo adesso per potenziare il bilancio e affrontare i problemi per il 2024 e il 2025. Scatta ora una fase due: ora siamo in grado di proseguire la trasformazione della città, il miglioramento dei trasporti, investimenti senza precedenti che riguardano la casa e i servizi decentrati. Non abbiamo levato un euro a sociale e scuola".  

Gualtieri: "Roma è sottofinanziata, ci vuole contratto di servizio con lo Stato"

"Dobbiamo affrontare i problemi strutturali di grave sottofinanziamento delle funzioni svolte dalla città - prosegue il Sindaco, prima di cedere la parola a Scozzese -. Serve un autentico contratto di servizio tra lo Stato e Roma, basato sull'entità dei servizi da fornire ai cittadini e sul suo ruolo di Capitale, che consenta un sostegno adeguato, misurato sulla base della capacità dell'amministrazione di essere efficiente. Noi abbiamo dimostrato di saper fare la nostra parte, con un buon bilancio che ci consente di andare avanti con la nostra azione, ma che ora rende ancora più urgente l'apertura di questo confronto".

Scozzese: "Scongiurare rischi per 2024 e 2025"

"Abbiamo compiuto uno sforzo organizzativo imponente e abbiamo già introdotto un importante adeguamento sul fronte delle entrate - aggiunge poi Silvia Scozzese, che oltre ad essere la vicesindaco è anche delegata al bilancio -, per mettere il Comune in condizione di affrontare una situazione di grave difficoltà sul piano finanziario derivante dallo scenario nazionale e internazionale. Resta, però, il fatto che le risorse destinate a Roma Capitale non sono in linea con il ruolo e la dimensione di Roma e con la necessità di garantire servizi essenziali e non comprimibili a una platea numerosissima e composita di beneficiari. Questi rischi vanno urgentemente scongiurati per il 2024 e il 2025, all'interno di un dialogo che deve tenere conto delle caratteristiche di Roma e delle sue esigenze, alla luce di una situazione di sottofinanziamento che resta intollerabile". 

Gasparri (FI): "Non servono tavoli. Gualtieri dia respiro alla città"

Poco dopo è arrivata la replica di Maurizio Gasparri, senatore e coordinatore romano di Forza Italia: "Per Roma capitale non servono tavoli inutili con Gualtieri - ha fatto sapere - ma l'immediato varo della riforma che dia poteri a Roma sanciti dalla Costituzione. Serve quindi un cambio di passo, proprio quello che la sinistra ha rallentato e ostacolato. E Gualtieri invece di chiedere i tavoli dia respiro alla città, consenta ai commercianti di svolgere il loro lavoro. Con norme assurde sta uccidendo il terziario già provato da anni e anni di Covid. Gualtieri chieda scusa e cambi rotta. Il Governo sta intervenendo per Roma non certo per lui, perché la Capitale non è una proprietà privata della sinistra e dei grillini". 

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