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Sos Bilancio, Marino convoca i 'suoi' in Comune: "Ci aiuti il Governo"

Terminata la discussione della squadra del Sindaco, Panecaldo: "E' andata bene". Al centro dell'incontro in Campidoglio le proposte avanzate dall'assessore Morgante. Il primo cittadino: "Non aumenteremo l'Irpef"

Un buco da 870 milioni. Denaro sul quale la Capitale non può contare. Un dato emerso chiaramente in un incontro di ieri con l'assessore Daniela Morgante che ha portato il sindaco Marino a convocare urgentemente la propria 'squadra' per questa mattina. La riunione in Campidoglio tra Ignazio Marino e i consiglieri della sua maggioranza è terminata dopo che il sindaco si è confrontato con i 'suoi uomini' per discutere di bilancio.

LINEE GUIDA - "E' andata bene - ha commentato il coordinatore della maggioranza Fabrizio Panecaldo (Pd) - c'è grande consapevolezza e senso di responsabilità". Il sindaco ha poi tenuto una conferenza stampa per illustrare lo stato dei conti di Roma Capitale e le linee guida del bilancio 2013.

LE PAROLE DEL SINDACO - Conferenza del pomeriggio del 28 settembre nella quale Marino ha evidenziato alcuni punti focali della strategia amministrativa: "Non aumenteremo l'Irpef, così come non siamo intenzionati ad aumentare la Tares. Stiamo però riflettendo se aumentare l'Imu ma una decisione non è stata ancora presa. C'è una discussione in corso perchè, nonostante la cancellazione dell'Imu, alcune città hanno deciso di innalzare l'aliquota che verrà rimborsata dal governo. Prenderemo una decisione nelle prossime settimane".

APPELLO - Il Primo cittadino ha poi lanciato un appello al Governo affinché salvi Roma dalla bancarotta. "L'analisi ci dice che abbiamo 867 milioni di debiti. Noi vogliamo un confronto con il governo affinchè la Capitale abbia ciò che le spetta", ha detto ancora alla conferenza stampa sul bilancio della capitale. "Faccio un appello a chi ha senso di responsabilità - ha aggiunto Marino - l'obiettivo è salvare Roma e lo dobbiamo fare insieme. O si è con Roma o contro. Il governo deve fare gli stessi sforzi che stiamo facendo noi". "Nelle prossime ore chiederò a tutti i parlamentari eletti a Roma di aiutarci nel dialogo con il governo. La Capitale d'Italia non può fallire e non fallirà". "Stiamo comunque lavorando su diverse ipotesi - ha aggiunto - da un lato senza aiuti del governo, dall'altro con".

VENDITA IMMOBILI - Sindaco che ha poi avanzato un'altra ipotesi: "Il Campidoglio è pronto a vendere i propri immobili per salvare le casse dal default. E non solo. Si lavora anche alla liquidazione di società considerate inutili, a rivedere i contratti con le aziende partecipate ma soprattutto sono in arrivo tagli che riguarderanno anche il gabinetto del sindaco, secondo quanto riferito da Ignazio Marino: il fondo a disposizione di 7,3 milioni di euro scenderà a 500 mila euro". "Anche noi faremo la nostra parte per quanto riguarda il bilancio - ha affermato Marino -. Dalla cessione del patrimonio immobiliare dovrebbero arrivare 200 milioni di euro. Liquideremo le società inutili, quelle che si trovano in Guatemala o che sono state costituite da cinque persone solo per dare 170 mila euro di stipendi agli amministratori''. ''Rivedremo i contratti di servizio con le aziende partecipate e taglieremo il costo degli affitti che il Comune paga e da questo pensiamo di ricavare 105 milioni di euro l'anno - ha proseguito il sindaco di Roma -. Ma i tagli toccheranno anche i fondi inutili alla politica. Dei 7,3 milioni di euro a disposizione del gabinetto del sindaco ne rimarranno solo 500 mila euro. Un taglio di 15 volte a quello che era forse in passato il centralino delle prebende''.

PECIOLA - Chiaro anche il pensiero del capogruppo Sel Gianluca Peciola: "La situazione economica e finanziaria di Roma Capitale e' drammatica. Condividiamo l'appello del Sindaco al Governo e ai parlamentari romani affinché le prerogative di Roma vengano pienamente riconosciute e siano destinate le risorse necessarie alla Capitale d'Italia. Le politiche sociali, il lavoro e il rilancio delle politiche economiche e culturali sono le priorità su cui l'amministrazione deve puntare. Di fronte a tale emergenza bisogna andare oltre gli schieramenti e concentrarsi sulla salvezza di Roma. Bisogna rimuovere la cultura leghista che ha animato il rapporto tra le Istituzioni nazionali e la Capitale".

D'AUSILIO - Punta il dito contro il governo Alemanno invece il capogruppo Pd Francesco D'Ausilio: "Come avevamo previsto sta emergendo in modo chiaro e drammatico il disastro economico e sociale lasciato dall'amministrazione precedente. Pensavamo che piovesse e invece diluvia. Lo sospettavamo: proprio per questo, ritengo molto positiva l'iniziativa, proposta dal Sindaco Marino di fare del bilancio della Capitale una questione nazionale e di proporre un "patto per Roma" che ha l'obiettivo di aggredire i limiti strutturali del bilancio capitolino e di rendere più efficiente e razionale la macchina amministrativa". "Il Pd - prosegue la nota di D'Ausilio - sosterrà in tutti i modi quello che appare come un piano di salvataggio straordinario della Capitale d'Italia - prosegue -. Roma non può pagare gli oneri sostenuti per svolgere al meglio il ruolo e le funzioni di Roma Capitale. Ci auguriamo che l'appello di oggi sia colto da tutti, che ognuno dimostri l'amore per questa città e che ci sia un'ampia mobilitazione: sia dei parlamentari di Roma e del Lazio che delle forze datoriali, sociali e civiche".

SOS BILANCIO - La riunione di stamattina è stata convocata per discutere del bilancio e della strategia individuata dal suo assessore Daniela Morgante per salvare Roma dal default: una medicina amarissima di tagli e tasse per evitare il commissariamento. Dopo la riunione-fiume della giunta di ieri, iniziata nel primo pomeriggio e terminata in tarda serata, in cui è stata illustrata la situazione, definita "drammatica", delle casse di Palazzo Senatorio, il sindaco di Roma ha voluto spiegare oggi ai consiglieri della sua maggioranza (Pd, Sel, Lista civica e Centro democratico) quali saranno le prossime mosse del Campidoglio per salvare il Comune dal default ed affrontare il 'buco' nel bilancio di oltre 800 milioni di euro.

AUMENTO DELL'IMU E TAGLI - Tra le proposte avanzate ieri dall'assessore capitolino Morgante l'aumento delle tasse, dall'Imu all'Irpef, tagli 'orizzontali' per un valore di 500 milioni di euro ma anche la liquidazione di aziende in perdita, un intervento sul patrimonio immobiliare per evitare di pagare cifre assurde per affitti e una massiccia spending review con tagli agli sprechi nelle municipalizzate a cui si dovrà arrivare attraverso due diligence.

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