Politica

Ama in stallo, la sindaca alza la voce: "Pretendo una soluzione immediata"

Le banche hanno prorogato le linee di credito fino al 10 dicembre

La presa di posizione della sindaca Virginia Raggi sulla situazione di Ama è arrivata nella mattinata di ieri. "Ho convocato gli uffici perché pretendo una soluzione immediata a questa fase di stallo" ha affermato a margine di un evento al cinema Andromeda. La sindaca ha chiesto i documenti necessari uscire da quel braccio di ferro tra i vertici della municipalizzata capitolina e l'assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti. Un braccio di ferro che da 45 giorni blocca le assunzioni per tutto il Comune in quanto senza l'approvazione dei conti della partecipata dei rifiuti non può essere approvato il bilancio consolidato di Roma Capitale. 

Il nodo è sempre lo stesso: 18 milioni di euro di crediti che l'azienda ha iscritto nel suo documento economico ma che il Comune non vuole riconoscere. Soldi grazie ai quali nell'aprile scorso l'amministratore delegato, Lorenzo Bagnacani, ha approvato il bilancio con un utile da 500 mila euro e senza i quali la società capitolina sarebbe costretta a chiudere in rosso. Il testa a testa è durato settimane, costato uno sciopero che ha duramente messo alla prova le condizioni già precarie delle strade capitoline e spinto all'angolo l'ad Bagnacani che ha difeso il suo bilancio forte di una serie di pareri autorevoli. Mercoledì, però, lo stop del collegio dei sindaci che ha di fatto aperto la strada a possibili modifiche al bilancio. Il nuovo documento contabile dovrebbe prendere forma proprio in queste ore. Qui la "soluzione immediata" richiesta da Raggi ai suoi uffici che in queste ore dovranno produrre i documenti necessari a procedere con quelle 'modifiche tecniche' fortemente volute da Lemmetti.

La buona notizia di ieri riguarda le linee di credito delle banche, in scadenza proprio per il 15 novembre, rinnovate fino al 10 dicembre lasciando un po' di respiro alla partecipata evitando il blocco totale dei conti. La situazione, però, resta critica. Il piano industriale promesso per questo mese sembra essere passato in secondo piano rispetto alla questione del bilancio e per le strade le difficoltà nella gestione della raccolta restano evidenti. Cgil, Cisl e Fiadel restano sul piede di guerra. Per il 6 e 7 dicembre c'è già in ballo una nuova mobilitazione, congelata in attesa di capire l'esito della convocazione di lunedì in Campidoglio. Proprio ieri la Fp Cgil di Roma ha pubblicato un video in cui denuncia le condizioni dei lavoratori costretti a raccogliere a mano le distese di sacchetti di rifiuti che ciclicamente, soprattutto nei municipi V e VI, restano per strada ammucchiati attorno ai cassonetti.

Intanto ieri alla Regione Lazio si è tenuta una commissione Ambiente sui rifiuti. "C'è una difficoltà oggettiva a Roma oggi di fare un salto di qualità sulla raccolta differenziata, c'è una difficoltà oggettiva ad avere gli impianti disponibili per avere lo smaltimento che serve" le parole dell'assessore regionale ai Rifiuti, Massimiliano Valeriani. "Stiamo tentando di realizzare un piano Rifiuti molto spinto sulle buone pratiche, possiamo essere la prima Regione che partendo da un deficit di impianti può cominciare ad avere quelli che superano il concetto di gassificazione, incenerimento e discariche. Per fare questo serve tempo e in un tempo più contenuto abbiamo necessità degli impianti necessari e di servizio che ci consentono di non andare in difficoltà" ha affermato ribadendo la necessità che "la Città Metropolitana si prenda le sue responsabilità" nell'indicazione degli impianti. Le linee guida del nuovo piano rifiuti dovrebbero arrivare entro il 31 dicembre. L'approvazione in consiglio, la stima dell'assessore, entro la metà del 2019.

Per Roma Capitale era presente Massimo De Maio, capostaff dell'assessora capitolino ai Rifiuti, Pinuccia Montanari: "A disposizione per valutare qualsiasi tipologia impiantistica sostenibile pubblica, in linea con la pianificazione di Roma Capitale" ha ribadito. Ma su un punto è stato chiaro: niente discariche.

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