Domenica, 17 Ottobre 2021
Politica

Ama, il bilancio in ritardo preoccupa i sindacati: "Così si smembra l'azienda"

Il 28 settembre assemblea dei lavorato in piazza Santi Apostoli

Sul ritardo nell'approvazione del bilancio di Ama l'assessore Gianni Lemmetti non ha convinto i sindacati. Ieri, al termine del consiglio straordinario sulla riorganizzazione delle partecipate di Roma Capitale, chiuso a metà discussione e senza votazione finale per indisponibilità della maggioranza pentastellata a prolungare la seduta, i sindacati confederali di categoria hanno lanciato una prima assemblea cittadina pubblica dei lavoratori di Ama per il 28 settembre in Piazza Santi Apostoli dalle 10 alle 13. 

“Dopo mesi di silenzio l'assessore Lemmetti ha spiegato le ragioni del ritardo nell'approvazione del bilancio di Ama” spiegano in una nota i segretari della Fp Cgil, Natale Di Cola, della Fit Cisl, Marino Masucci, e di Fiadel, Massimo Cicco. “Ma la sua risposta non tranquillizza, anzi conferma le previsioni peggiori. Si vuole portare l'azienda alla crisi e senza indicare i progetti per il futuro. Con i mega appalti già assegnati e quelli futuri, senza un piano industriale che permetta alla Capitale di chiudere il ciclo ed essere autonoma, una realtà industriale, si sta di fatto predisponendo lo spacchettamento senza tutelare il patrimonio pubblico”.

Intervenendo in Aula Giulio Cesare, ieri, l’assessore aveva spiegato: “Siamo in ritardo sulla programmazione del bilancio consolidato, è vero, perché i tecnici stanno eseguendo delle verifiche sulle partite in contestazione dichiarate nel vecchio consolidato da parte di Ama e che riguardano anche i 18 milioni di euro proventi dei servizi cimiteriali restituiti dalla società a fine 2017 perché spettavano all'ente pubblico Roma Capitale. Non c'è comunque assolutamente alcun conflitto tra l'amministrazione e la partecipata”.

Ribattono i sindacati nella nota: “Risulta quantomeno irresponsabile l'atteggiamento di Lemmetti, che interviene con tanto ritardo dopo aver lasciato esplodere il problema, e resta incomprensibile la linea politica della Sindaca Raggi. Non si può puntare tutto sulla differenziata e sul porta a porta”. Per i sindacati, “farlo senza pianificazione e senza le tecnologie di cui ci si vanta pubblicamente ma che non risultano essere ancora in dotazione, e contemporaneamente non mettere al riparo Ama da difficoltà che sembra quasi si stiano perseguendo. Se il progetto e il programma della Giunta sono cambiati e si punta a smembrare l'azienda, si abbia il coraggio di dirlo. Con queste premesse gli investimenti necessari tanto sul personale quanto su impianti e mezzi- concludono Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel- restano promesse irrealizzabili. Fumo negli occhi”.

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