Politica

Ama, dopo 3 anni via libera al bilancio 2017. Ora manca l'ok del Comune di Roma 

Il sì del collegio sindacale e del revisore dei conti, con rilievi però sui 18 milioni di euro di crediti avanzati dall'azienda e sulla svalutazione del Centro Carni

Via libera del collegio sindacale e dei revisori di Ernest&Young al bilancio 2017 di Ama. Dopo quasi tre anni, due Cda, due amministratori unici, e tre progetti contabili, finalmente la strada dell'approvazione finale sembra in discesa. 

Secondo quanto riportato dall'Agenzia di stampa Dire, il progetto approvato un mese fa dall'au Stefano Zaghis ha ricevuto il parere favorevole dal collegio dei sindaci e dal revisore alla fine della settimana scorsa. Un'approvazione che mette la strada in discesa verso il parere finale dell'assemblea dei soci. 

Nonostante il sì, i due organismi hanno avuto comunque alcuni rilievi da fare. Uno su tutti riguarda la partita dei famosi 18 milioni di euro di crediti per maggiori costi sostenuti per i servizi cimiteriali da parte dell'azienda, che determinarono di fatto la rottura tra il cda presieduto da Lorenzo Bagnacani e il Campidoglio, e subito dopo anche con il cda di Luisa Melara, portando di fatto allo stallo totale sul documento contabile. 

La questione dei 18 milioni di euro

Il nuovo amministratore unico, Stefano Zaghis, contrariamente alle decisioni dei due cda precedenti, ha deciso di inserire i 18 milioni in un fondo di svalutazione del credito. Una mossa che il revisore, coerentemente con quanto già rilevato in passato, non avrebbe condiviso nella sua relazione, continuando invece a sostenere la correttezza dell'iscrizione di quella somma in un fondo rischi (come appunto fecero i due cda precedenti). 

La svalutazione del Centro carni

Altro punto importante di contestazione da parte del revisore, condiviso anche dal Collegio dei sindaci, è la svalutazione del Centro Carni, un bene che per Ama vale quasi 140 milioni. Il cda presieduto da Luisa Melara, recependo una perizia del perito della Sgr Fondo a immobiliare Sviluppo, lo svalutò di quasi 100 milioni, mentre Zaghis di circa 40, sulla base di una perizia affidata all'economista Giovanni Fiori. 

Una cifra che, secondo il revisore e i sindaci, non sarebbe determinabile perchè, anche se il Campidoglio intendesse compiere l'operazione di valorizzazione immobiliare prevista da Ama su quell'area, sarebbero talmente tante le incognite ancora presenti (l'effettiva realizzazione del progetto, la cubatura, i tempi, le risposte del mercato etc.) per cui non sarebbe possibile stabilire in maniera precisa a quanto fare ammontare la svalutazione.

(Fonte Agenzia di stampa Dire)

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