Martedì, 28 Settembre 2021
Politica

Bilancio, i sindacati levano gli scudi contro Marino: "A maggio una manifestazione"

Con una conferenza stampa Cgil, Cisl e Uil, hanno indetto lo stato di mobilitazione. 12 i punti della 'controproposta': "Questa manovra non ha una visione di città"

Non bastavano i venti di guerra sul salario accessorio. Tra il Campidoglio e sindacati tira una brutta aria anche in merito al bilancio previsionale 2015, la cui approvazione è ormai in dirittura d'arrivo in Aula Giulio Cesare. Con una conferenza stampa il segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, Claudio Di Berardino, il responsabile della Cisl di Roma, Mario Bertone, e il segretario generale della Uil di Roma e Lazio, Alberto Civica hanno annunciato: “Da oggi parte la mobilitazione, mentre a maggio ci sarà una manifestazione”. Una tensione anticipata la scorsa settimana quando una conferenza stampa congiunta tra sindacati e giunta, in programma in Campidoglio proprio su un protocollo sulle relazioni sindacali, era stata rinviata. Ciò che ha preso il suo posto, l'annuncio da parte del sindaco della decisione di estendere l'esenzione Irpef, non era piaciuta alle rappresentanze dei lavoratori che hanno rivendicato la paternità della proposta.

LA PROPOSTA IN 12 PUNTI - Le organizzazioni hanno presentato la loro controproposta articolata in 12 punti, dalla Visione della città, al piano di rientro, dagli appalti al fisco, passando per Casa, Sociale e Cultura. “Anche questo bilancio 2015 è sganciato da una visione sul futuro della città ed è caratterizzato solo da tagli” si legge nel documento presentato. “Bisogna definire un 'progetto per la città che sia sostenuto dal bilancio di previsione. Il bilancio va cambiato rimettendo al centro il ruolo e la funzione del pubblico, anche attraverso la riforma della macchina capitolina” continuano.

PIANO DI RIENTRO - Quanto al piano di rientro "la scelta compiuta dall'amministrazione comunale di concentrare solo nel 2015 il piano di rientro (che avrebbe dovuto completarsi nel biennio 2015-2016) è profondamente sbagliata perché rende l'operazione di risanamento più pesante, aumentando i tagli ai servizi a danno della collettività. Chiediamo di 'spalmare' questa operazione nel biennio, così da prospettare un miglioramento per le condizioni di vita e di lavoro delle persone e per lo sviluppo del territorio".

APPALTI - Sugli appalti la ricetta prevede una lotta alla corruzione, lo stop alle gare al massimo ribasso e un premio alla qualità. “Va ingaggiata una dura lotta alla corruzione rafforzando la trasparenza, le regole e la legalità anche attraverso una riforma degli uffici pubblici comunali; vanno attuati il protocollo sottoscritto con il prefetto sulla stazione unica appaltante, il protocollo sottoscritto con l'assessorato ai Lavori pubblici e le parti sociali e lo stesso Memorandum predisposto dall'assessore Sabella. Occorre coordinare e riunificare tutte le azioni previste nei suddetti testile gare devono essere pubbliche e trasparenti: no a gare al massimo ribasso o alle offerte economicamente più vantaggiose. Va premiata la qualità dell'offerta, e non si deve procedere a tagli ai redditi dei lavoratori e all'occupazione".

FISCALITA' - Le operazioni da condurre in chiave fiscale sono tre: "Patto antievasione; l'Irpef va rimodulata, facendo riferimento agli scaglioni nazionali, oppure vanno aumentate le fasce di esenzione da 8mila a 15mila euro fino a giungere progressivamente a 28mila euro; vanno rimodulate le tariffe e i tributi locali, sempre nel segno dell'equità e della progressività, utilizzando lo strumento dell'Isee e prevedendo un tavolo di monitoraggio semestrale".

OPERE PUBBLICHE E SOCIALE - Infine un punto sulle opere pubbliche e sul sociale: “Per il primo punto va definito il piano annuale e triennale. Il taglio del sociale è insostenibile con la crisi in corso: bisogna recuperare risorse significative imputandole al welfare, per migliorare la quantità e la qualità dei servizi, garantendo i livelli essenziali delle prestazioni, garantendo e qualificando gli attuali livelli occupazionali. Analoga attenzione va rivolta all'accoglienza dei migranti. Sulle periferie serve un'azione decisa di riqualificazione sociale e culturale attraverso un'adeguata offerta di servizi pubblici, di infrastrutture e favorendo la nascita di centri di aggregazione pubblici e servizi privati senza dimenticare i centri di aggregazione culturali. Vanno realizzate opportune politiche di inclusione e integrazione adeguando il piano sociale dei diritti".

AZIENDE - E ancora. Sulle aziende: "Percorsi di aggregazione, riqualificazione, risanamento, riorganizzazione aziendale e del lavoro; vanno ridefiniti i contratti di servizio e i piani industriali; siamo contrari a semplicistiche e antieconomiche operazioni di privatizzazioni aziendali; È fondamentale la salvaguardia dell'occupazione e dei diritti contrattuali dei lavoratori sia normativi sia retributivi e la riqualificazione professionale".

CASA - Centrale anche il tema casa: "Passare da una logica di emergenza a una strategia della programmazione; positivi il Buono casa e il contributo all'affitto, ma quest'ultimo non può essere a numero chiuso, piuttosto deve rispondere all'effettivo diritto di chi ne ha bisogno; operare adeguati controlli per verificare l'effettiva legittimità delle assegnazioni degli alloggi Erp; spendere in tempi certi le risorse della regione Lazio per la costruzione/ristrutturazione degli alloggi Erp; sperimentare l'agenzia per l'affitto per risolvere l'emergenza abitativa".

CULTURA E LAVORO - Infine Cultura, Lavoro e alte risorse. Sulla prima “questo capitolo va rafforzato anche perchè è un volano per lo sviluppo del turismo e della nostra città. Serve salvaguardare il lavoro e le professionalità degli addetti tanto nei settori pubblici quanto nei privati". Quanto al secondo "Va contrastata la precarietà favorendo i contratti di lavoro regolare, soprattutto nel sistema degli appalti; va garantita la continuità occupazionale, va rivolta particolare attenzione al lavoro nero e sommerso e alla sicurezza nei luoghi di lavoro riattivando l'apposito osservatorio". Per concludere la ricetta sindacale propone "lotta all'evasione, fondi europei, ridefinire il numero delle stazioni appaltanti, lotta a sprechi e corruzione, definire un osservatorio che verifichi tutte le fonti di finanziamento".

LE CRITICHE - Duri i commenti dei sindacati. “Questa giunta non ne imbrocca una. Per ogni decisione che prende trova un Tar o un Consiglio di Stato che la boccia. Il bilancio è solo l'ultimo casus belli su cui Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di reagire. Questo non è il bilancio di una città che si chiama Roma Capitale” la denuncia del segretario generale Uil Roma e Lazio, Alberto Civica. Il sindacalista ha criticato "questo atteggiamento per cui tutto è sacrificato al presunto pareggio di bilancio. Un atteggiamento, ammantato di un'arroganza degna di altri personaggi in questo Paese, è diventato insopportabile. Critico anche il segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, Claudio Di Berardino: "Questo è il terzo bilancio della giunta Marino, segna i restanti tre anni di legislatura ma nessuna svolta: non c'è alcun cambio di passo, siamo alla conferma della stessa rotta seguita nei due bilanci precedenti". Una manovra che "non risponde all'esigenza di porsi il tema della crisi economica e sociale che investe questa città" e che vede, secondo Di Berardino, dei "grandi assenti, come le periferie, i piani di investimenti sulle opere pubbliche, la cultura”. La richiesta alla giunta Marino è "aprire una nuova fase, attraverso la piattaforma e la vertenza coinvolgeremo l'intera città”.

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