Ama approva i bilanci ma è polemica dall'opposizione: "Nessun confronto, subito una commissione Trasparenza"

Ora la palla passa al Comune, socio unico della partecipata. Intanto da Fratelli d'Italia la richiesta di convocazione di una commissione Trasparenza

Stefano Zaghis, amministratore unico di Ama

I bilanci 2017, 2018, 2019, il piano industriale e il piano di risanamento. Ama ha approvato tutto la settimana scorsa dopo anni di stallo, e ora la parola passa al socio unico, Roma Capitale. Si tratta di documenti fondamentali per rimettere in sesto un'azienda partecipata al limite del collasso finanziario, dei quali però le opposizioni in Campidoglio non sono state informate. E c'è chi denuncia la scarsa trasparenza delle operazioni. Dalla notizia dell'approvazione da parte dell'azienda partecipata, nulla è stato ancora reso pubblico in merito ai contenuti di documenti fondamentali per il futuro della partecipata. A sollevare la questione, il capogruppo di Fratelli d'Italia Andrea De Priamo. 

"L'amministratore unico di Ama sembra agire come se non rappresentasse un'azienda al 100% di Roma Capitale e non dovesse rendere conto all'amministrazione capitolina e ai cittadini. Su bilanci, piano di risanamento e del piano industriale non vi è stato alcun tipo di confronto e comunicazione all'esterno" ha denunciato il consigliere. "Chiediamo una convocazione immediata della commissione Trasparenza per conoscere queste informazioni che dovrebbero essere diffuse pubblicamente e invece al momento sono tenute da Zaghis ben lontane dal dibattito pubblico". 

Dopo l'approvazione aziendale, ora l'ultima parola passa al Campidoglio, che dovrà a sua volta approvare i documenti contabili. Il tempo stringe perché sul capo di Ama pendono 120 milioni di debiti contratti con le banche da sanare. L'ok del Comune però non è mai scontato visti i precedenti. Ricordiamo che proprio sui conti della municipalizzata dei rifiuti si è consumato un braccio di ferro che nel 2018 portò alle dimissioni dell'allora assessore all'Ambiente Pinuccia Montanari. 

Secondo quanto apprende RomaToday, il rendiconto 2017 dovrebbe chiudere con un rosso di 220 milioni, il bilancio 2018 un passivo di almeno 50 milioni, mentre chiuderà in attivo quello del 2010 con un utile di 1,1 milioni nel 2019. Mentre sarebbe stata finalmente risolta la partita di 18 milioni di servizi cimiteriali contesi tra il Comune e la sua partecipata.  

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