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Biglietti clonati Atac: occhi puntati sulla Erg e sui software dei tornelli

I pm Alberto Pioletti e Laura Condemi, titolari degli accertamenti, acquisiranno quasi certamente i risultati dell'inchiesta interna di due anni fa

Guarda all'Australia l'indagine della Procura sullo scandalo dei biglietti clonati dell'Atac. E' sulla Erg, società informatica da cui l'azienda di trasporto pubblico acquista il sistema di bigliettazione, che si sono puntate le attenzione dei pm Alberto Pioletti e Laura Condemi. I due magistrati quasi certamente acquisiranno l'inchiesta interna di cui la stessa Erg fu oggetto nel 2011 a causa di un'anomalia legata al possesso dei codici della bigliettazione.

Le Erg è la prima società alla quale nel 1998 viene esternalizzato il servizio di biglietteria dell’Atac. Il sindaco di allora era Rutelli. Alla Erg viene affidata la fornitura per la progettazione, realizzazione, manutenzione e gestione di un sistema di bigliettazione elettronica e dell’intera rete di vendita dei titoli.

I pm Alberto Pioletti e Laura Condemi, titolari degli accertamenti, come detto acquisiranno quasi certamente i risultati dell'inchiesta interna di due anni fa. Allo stesso tempo gli inquirenti vogliono approfondire anche il tema delle presunte alterazioni al sistema software dei tornelli delle macchine obliteratrici per consentire la validazione di biglietti che non sarebbero dovuti più essere in circolazione o che erano stati contraffatti. Anomalia emersa nel quadro degli accertamenti interni svolti nel 2011 su iniziativa dell'allora amministratore delegato dell'Atac Carlo Tosti.

L'accelerazione dell'inchiesta giudiziaria porterà nei giorni prossimi a piazzale Clodio tre dirigenti dell'azienda di trasporto pubblico per i qual la procura ha già chiesto elezione di domicilio. Si tratta dell'attività che precede l'iscrizione nel registro degli indagati. Gli inquirenti, a differenza del passato quando analoghe inchieste, come quella scaturita dalla denuncia di Assoutenti, furono archiviate per genericità dei fatti indicati, siano in possesso questa volta di elementi di fatto concreti. Ed, in ogni caso, quella relativa ai biglietti clonati non è l'unica indagine che coinvolga la municipalizzata dei trasporto pubblico nella capitale.

In merito all'emissione dei titoli di viaggio. C'è il filone dei ticket falsi che ha già determinato la richiesta di rinvio a giudizio di 15 persone, tra i quali anche tre dipendenti infedeli dell'azienda, per truffa e falso, e c'è anche quello del black out nel software che genera i ticket al fine di impossessarsi, illecitamente, di numeri seriali dei tagliandi. Per quest'ultima vicenda sono due gli impiegati dell'Atac a rischiare di finire sotto processo.

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