Politica San Giovanni / Via la Spezia

Gli studenti di San Giovanni restano senza biblioteca. Chiude la Nelson Mandela

Ancora nessuna notizia sui tempi di riapertura. In corso accertamenti tecnici sui livelli di gas radon presenti nell'ambiente. A sollevare il caso il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli

La biblioteca Nelson Mandela chiude per lavori e al momento non sono disponibili date di riapertura. Nei locali della struttura pubblica di via La Spezia, nel quartiere San Giovanni, sono in corso alcuni interventi per l'accertamento dei livelli di gas radon, un gas radioattivo presente per lo più in natura, all'aperto, ma anche in alcuni casi in ambienti chiusi sprigionato da materiali di costruzione.

Per quanto rimarrà inagibile? Se lo chiedono soprattutto i tanti studenti della zona che ogni giorno frequentano le sale della biblioteca comunale, tra le più grandi di Roma. Per loro la Mandela è un punto di riferimento quotidiano. La più vicina alternativa è la biblioteca Mameli al Pigneto, comunque distante venti minuti a piedi.  

La polemica di Rampelli

A sollevare il caso a livello mediatico il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, di Fratelli d'Italia, romano, spesso attivo sui fatti di cronaca capitolini e residente tra l'altro proprio nel quartiere San Giovanni, dove si trova la Mandela. 

"Le biblioteche pubbliche sono un patrimonio inestimabile perché al valore della cultura si aggiunge quella dell'accessibilità e quindi della democrazia. Se chiude una biblioteca si serra l’ingresso ad anziani, giovani, donne, uomini, che trovano in quello spazio il luogo che garantisce il diritto alla conoscenza e alla socialità" ha dichiarato. "Da quel che abbiamo appreso, è necessario fare dei lavori di riqualificazione e di rimozione di materiale pernicioso, questioni non difficili per chiunque, assolutamente banali per il primo cittadino di Roma. Fratelli d'Italia è a disposizione per dare una mano, qualora si richiedesse". 

L'assessore: "Chiusura per accertamenti sul gas radon"

Al centro delle polemiche, anche degli stessi lavoratori (una decina) della biblioteca, è la scarsità di informazioni in merito alla riapertura e il poco anticipo con il quale è stata avvisata l'utenza dei lavori in corso. "L'avviso di chiusura era stato pubblicato, come agevolmente verificabile, già il 1 giugno scorso sul portale di Biblioteche di Roma, così come sul canale social della Biblioteca" spiega l'assessore alla Cultura Miguel Gotor. Che chiarisce anche sulla riapertura della biblioteca placando i timori di chi pensava si trattasse di uno stop definitivo delle attività. 

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"La chiusura è stata determinata dalla necessità di effettuare ulteriori accertamenti tecnici relativi alla rilevazione, già espletata dal servizio prevenzione e protezione della Struttura, dei livelli di gas radon, al fine di adottare tutte le misure di prevenzione necessarie per garantire la sicurezza in linea con la normativa vigente". E ancora: "A seguito degli accertamenti programmati per i prossimi giorni, verranno disposti, ove necessario, eventuali interventi tecnici e qualora questi ultimi incidessero oltremodo sui tempi di riapertura della struttura, Biblioteche di Roma prenderà gli opportuni provvedimenti per la prosecuzione del servizio" ha aggiunto.

L'interrogazione

Alla questione si è interessata anche la Lega. "Abbiamo presentato un'interrogazione urgente sulla vicenda, ma anche per chiedere lumi immediati a proposito di diverse importanti librerie, e luoghi di lettura pubblica a Roma, che hanno chiuso i battenti" dichiara il capogruppo in Campidoglio Fabrizio Santori. "Lascia perplessi le modalità con cui si è sottovalutata politicamente la vicenda, nonostante le note dei sindacati e delle richieste del Municipio. Un polo culturale così centrale e prezioso per un'area che ha poco d'altro, resta chiuso e non si sa fino a quando". 


 

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