Berdini, il destino è segnato. Raggi prepara il rimpasto, lui firma gli ultimi atti

Il responsabile dell'Urbanistica resterà in carica per chiudere i dossier aperti. Poi via al rimpasto con l'inserimento, già previsto, di nuovi nomi in giunta

Impreparata, amante di Romeo, circondata da una corte dei miracoli: troppo per poterlo tenere ancora in giunta. Piani di zona, stadio e altri dossier aperti: tanto per poter azzerare tutto. Si sintetizza così il bizzarro compromesso uscito ieri dall'"incontro-processo" tra Raggi e Berdini. Dimissioni dell'assessore respinte con riserva: un inedito amministrativo che serve per prendere tempo. Il destino del Professore è segnato, ma manca il sostituto e non si può ripetere un nuovo caso Minenna, con l'aggiunta dei numerosi fascicoli aperti dall'attuale responsabile dell'Urbanistica. 

Da qui la decisione: prendere tempo, chiudere le questioni aperte e poi approffitare dei già previsti nuovi inserimenti in giunta per risolvere questa nuova pratica imprevista. A convincere Raggi a più miti consigli sono stati i vertici del MoVimento. "Evitiamo di aprire un nuovo fronte", è stato il ragionamento fatto. Così la sindaca, sbollita la rabbia, ha incontrato l'assessore che si è scusato e le ha ribadito la stima. Lei ha capito - questa almeno la versione ufficiale - ed ha respinto con riserva le dimissioni. Più tardi, durante un incontro pubblico, dirà che "Berdini si è presentato con il capo cosparso di cenere e i ceci sotto le ginocchia". Nel frattempo l'uscita dell'audio l'ha convinta ancora di più che la riserva durerà ancora poco. 

Proprio nella giornata di ieri era in programma un importante annuncio sui piani di zona. L'uscita dell'intervista e la bufera che ne è seguita ha fatto cambiare i piani. L'idea resta comunque quella di chiudere una serie di atti fondamentali. Tra questi anche lo stadio, dove ormai la parola di Berdini conta poco. L'assessore però firmerà degli atti amministrativi di routine che ne ribadiranno la posizione oltranzista: taglio delle cubature del 60% che si traduce nell'addio a due torri su tre. La vera partita  però la giocano altri e l'accordo sarebbe già stato trovato: ci sarà il sì del Campidoglio e con una riduzione di cubature (si parla del 25%) tale da non stravolgere il progetto. Ci sarà poi da affrontare la base, più dura di Berdini nel no allo Stadio. 

Nel frattempo la vicenda Berdini ha avuto altri effetti. Da un lato quasi tutti i consiglieri si sono compattati con la Raggi, isolando l'assessore. Dall'altro in giunta l'unico a provare a difendere Berdini è stato Luca Bergamo, arresosi però di fronte all'evidenza dei fatti. E proprio l'attuale vicesindaco è l'ultimo reduce dei quattro assessori annunciati prima del ballottaggio. Dopo Lo Cicero, dimissionato prima di essere nominato ufficialmente, la Muraro, dimessasi per l'avviso di garanzia e Berdini praticamente con un piede fuori, rimane solo Luca Bergamo. Il responsabile della cultura è l'ultimo baluardo di una corrente di sinistra nella giunta Raggi ed ora, questa la voce che corre, il corposo rimpasto all'orizzonte potrebbe coinvolgere anche le sue deleghe. 

La motivazione è semplice: Berdini e Bergamo sono i due nomi in "quota Lombardi" inseriti in squadra dalla sindaca Raggi dopo la vittoria elettorale. Doveva esserci un terzo nome, un assessore alla Casa, ma la trattativa è saltata e, con essa, la poltrona. Nessuna sostituzione. La delega alla Casa semplicemente, oggi, in Comune non esiste. La storia e i retroscena sono chiari a tutti: la guerra intestina nel Movimento romano ha portato a un vero e proprio scontro tra quegli onorevoli idealmente più a sinistra e quel Campidoglio con evidenti simpatie negli ambienti di destra. Si è passati dal "direttorio" al "raggio magico". Alla fine, però, il giocattolo si è rotto. Marra prima e Romeo poi, gli ex fedelissimi della sindaca, sono saltati a suon di inchieste e scoop. L'ala sinistra a dicembre ha preso potere, con Raggi e i suoi costretti a piegarsi. Ora però è il momento della "rivincita". Così tocca adesso a Berdini, incastrato da due registratori audio attivati, nel municipio VIII, al momento giusto: quando parlava di stadio prima e di "strane amicizie" poi. Nei prossimi giorni potrebbe toccare a Bergamo e al suo ruolo di vicesindaco.

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