Berdini in bilico, Raggi pensa a un commissariamento. E spunta un appello in sua difesa

Un gruppo da affiancare all'assessore e un'attenta verifica degli atti. Questa la strada che avrebbe scelto la sindaca per uscire dalla crisi e mettere in sicurezza l'operazione dello Stadio. Ma la ricerca di un sostituto è già iniziata

Un gruppo di lavoro che affiancherà l'operato di Paolo Berdini. E una verifica attenta di tutti gli atti che l'assessore all'Urbanistica ha portato avanti fino ad oggi, un vero e proprio esame del suo operato. Sul 'caso Berdini' Virginia Raggi prende tempo e pensa ad una sorta di commissariamento per l'urbanista dopo la bufera scatenata dalle sue dichiarazioni pubblicate sulla Stampa che hanno aperto l'ennesima crisi di Giunta dell'epoca Raggi. L'assessore è in bilico ma per ora resta in sella; le sue dimissioni congelate, tecnicamente "con riserva".

La sindaca Raggi e il suo entourage, nonostante la forte indignazione per le sue dichiarazioni e il crescente malcontento di alcuni consiglieri, a cui non è mai andato giù il suo modo di lavorare in autonomia, lo hanno capito subito: non è il momento di lasciare vuota una poltrona, non proprio quella all'Urbanistica che in questo momento ha sulla sua scrivania una delle questioni più difficili, forse la più delicata, che la sua amministrazione abbia mai dovuto affrontare davvero: dare il via libera definitivo allo Stadio della Roma. Ne ha parlato anche Alessandro Di Battista, deputato 'interno' al direttorio pentastellato: "Quando il Movimento dice che una cosa si fa, si fa. Ma non posso tollerare che il progetto stadio sia una minima parte di un progetto di un enorme quartiere. Sono sicuro che si metteranno d'accordo e troveranno una soluzione".

Una soluzione che passa anche dalle mani di Berdini che nel braccio di ferro con la società giallorossa, soprattutto in merito al taglio delle cubature, ha sempre rappresentanto la posizione più instransigente, e che ora, con molta probabilità, sarà nelle mani di una vera e propria squadra fidata. 

La crisi con l'assessore però è ormai aperta, difficilmente sanabile. E sulla scrivania della sindaca Raggi c'è già un faldone di curriculum da vagliare. Si pensa allo 'staff' da affiancare ma anche ad un probabile sostituto. Il nome più quotato è quello dell'urbanista Emanuele Montini, attualmente nello staff dell'assessora capitolina al Sociale Laura Baldassarre. Montini, già coordinatore di Italia Nostra, ex consigliere comunale ai tempi di Rutelli, è stato a capo del team legislativo del M5S alla Camera, poi allontanato per alcune frizioni con dei deputati. Più volte è stato indicato come nuovo responsabile del Lavori Pubblici nel previsto spacchettamento della Giunta capitolina. Ora potrebbe affiancare Berdini per il tempo necessario a mettere in sicurezza la partita dello Stadio e poi prendere il suo posto, anche se non si esclude un'accelerazione che lo porti subito a sostituire l'urbanista. Il suo nome comunque non sarebbe l'unico al vaglio in questo momento. 

Intanto l'assessore cerca di resistere alla valanga mediatica che le dichiarazioni rilasciate alla Stampa, con tanto di audio, gli hanno fatto precipitare addosso. "Sto malissimo" ha confidato nel corso di un 'colloquio' con La Repubblica. "Ho combinato un casino, provocato un danno non solo a me stesso ma a Virginia e a una squadra che proprio non lo meritava". E sulle sue dimissioni: "Tanto probabilmente fra un mese mi avrebbero cacciato lo stesso, dopo la fine della trattativa sullo stadio della Roma, che loro vorrebbero chiudere in un modo e io in un altro". Berdini prova a mettere in ordine i fatti di quella sera, a ricostruire come sia potuto arrivare a tutto questo: la sveglia all'alba, il viaggio a Bologna per una conferenza, poi di nuovo a Roma per quella "faticosissima assemblea nella sede dell'VIII municipio, durata quattr'ore. Una volta finita, era tardi, un assessore cinquestelle mi ha presentato 'sto ragazzo'. Nonostante fossi molto stanco, abbiamo cominciato a parlare. Lui non mi aveva detto di essere un giornalista. Mi ha fatto un mucchio di domande. E io mi sono abbandonato, riportando come un coglione dei pettegolezzi. Solo alla fine mi sono insospettito. E lui ha ammesso di fare il precario alla Stampa. Mi ha preso per sfinimento. Giurandomi che non avrebbe pubblicato nulla". Ma così non è andata. 

In difesa di Berdini sono scesi in campo una serie di autorevoli intellettuali, da Albeto Asor Rosa a Vezio De Lucia, passando per Andrea e Vittorio Emiliani, Adriano La Regina, Tomaso Montanari, Elisabetta Kelescian e molti altri che vedono in Berdini la figura chiave di un possibile cambiamento per la città. "Non per amicizia ma perché stimiamo profondamente Paolo Berdini quale urbanista competente, coraggioso, schierato da sempre a favore degli interessi generali contro la piaga della speculazione, dell’urbanistica contrattata, dei peggiori abusi, chiediamo a lei, sindaca di Roma, di cancellare la “riserva” e di respingere in modo netto le dimissioni presentate da Berdini dal ruolo-chiave di assessore capitolino. Sarebbe un gesto di grande intelligenza politica" si legge nell'appello. "Un incidente frutto di una desolante smania di scoop ad ogni costo non può, non deve bloccare un processo di riforma dell'urbanistica romana che può risultare davvero epocale. Si farebbe ancora una volta il gioco dei cementificatori e dei distruttori di Roma". 

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